Si è spenta a 78 anni l'attrice spagnola che, nel corso di una lunga carriera tra cinema e teatro, è stata una delle muse di Pedro Almodovar. Ha collaborato anche Benigni e vinto un Goya onorario
Oltre all'atteso The Flash, tra le novità in sala ci sono anche Polite Society. Operazione matrimonio, After Work, Emily, Bassifondi e cinque film di Almodóvar in versione restaurata.
Un film angosciante e seducente, affilato come tacchi a spillo, interamente edificato sul proprio travestitismo strutturale e contenutistico. Da domani in sala
Premiato a Cannes per la miglior regia e vincitore dell'Oscar come miglior film straniero, Tutto su mia madre oltrepassa la vena citazionista per affermare l’uguaglianza tra arte e vita. Co
“Roman(ce) Bondage” al teatro parigino. Leopold von Sacher-Masoch in un cul de sac di stratificata diavoleria. Il coltello affonda, s’impunta nel legno del proscenio, sul fondale de
“Roman(ce) Bondage” al teatro parigino. Leopold von Sacher-Masoch in un cul de sac di stratificata diavoleria. Il coltello affonda, s’impunta nel legno del proscenio, sul fondale de
Le figlie e i figli del cinema di Almodóvar si muovono in un mondo irregolare: eppure ogni violenza porta con sè un nucleo di sorprendente innocenza; ogni scelta comporta una reazione a
Novanta minuti di testimonianze in sequenza di attivisti del mondo LGBT, medici, addetti ai lavori. Nuovi e vecchi protagonisti dell’era dell’Aids parlano alle macchine da presa di Andrea
Una gradevole favoletta sentimentale, dalla storia già vista e sentita, con il personaggio principale che cambia radicalmente il proprio modo di vedere la vita e riconsidera i propri obiettivi,
L’universo di Avatar, Clint Eastwood, Nicholas Ray, Nagisa Oshima, Tutto su di me (Pedro Almodovar), La vita di Alfred Hitchcock, Stanley Kubrick. L'umano, né più né me
Una colonna sonora d’eccezione accompagna Tokyo!, diretto dal coreano Bong Joon-Ho e dai francesi Leos Carax e Michel Gondry, presentato a Cannes 2008 (qui la recensione di Sentieri Selvaggi) n
Ricordo prezioso o irraggiungibile oggetto del desiderio, Venezia racconta l’amore: da quello perso e mai dimenticato di Jia Zhang Ke, a quello calpestato da una Teheran vista con gli occhi del
"In Her Shoes" è prima di ogni altra cosa un grandioso affresco sulla vita delle scarpe, un fiammeggiante e immediato mèlo vissuto da tacchi, pantofole, scarponcini. Non quelle sportive,
Meg Ryan ritrova un ruolo a lei congeniale, muovendosi in ambienti nei quail non è sempre facile scorgere la reale intenzione di chi ti stà di fronte. Certo il film non brilla per origin