La regista racconta ancora una storia intima e privata attraverso il registro onirico e allegorico delle sue opere recenti. Il film sprigiona una forte empatia, un equilibrio sincero.
La regista racconta ancora una storia intima e privata attraverso il registro onirico e allegorico delle sue opere recenti. Il film sprigiona una forte empatia, un equilibrio sincero. Freestyle
Un esordio che attinge dall'immaginario di genere per spostare lo sguardo sulla natura umana. Si gioca di sottrazione puntando, in modo coerente, a un realismo nella rappresentazione.
Malarazza rimane agganciato a una trama di superficie espressa tramite stereotipi privi di sfumature; il regista non si fa aiutare dalla potenza dei luoghi e resta lontano dall'efficacia di Munzi
Sebbene l'impostazione possa ricordare un tentativo di ripresa di un passato cinematografico ormai fisso nella memoria, Cugno affronta un film che nel complesso emoziona nel ritorno alla semplicità
La bella società è un film multidirezionale che non riesce a trovare un proprio baricentro di stabilità, che ondeggia tra l’affresco storico e la storia privata dei due prot
Un film dal valore civile per raccontare una storia dimenticata, quella del primo pentito di mafia, Leonardo Vitale. Un'edizione in dvd curata dalla 01 Distribution con un'attenzione particola
Il cinema della regista arranca nella definizione degli spazi intermedi, in un'atmosfera di mediocrità stilistica che banalizza movimenti e tensioni familiari
Un vero cinema dell'imbalsamazione quello di Benvenuti, di sicuro rigore formale, ma quel rigore che fa sempre rima con grigiore, che si nega ogni movimento per addensare l'immagine di filmati
Tre italiani, Marco Bellocchio, Paolo Benvenuti ed Eduardo Winspeare. Tra gli altri Takeshi Kitano, Tsai Ming-Liang, Bruno Dumont, Amos Gitai, Manoel De Oliveira