Un melodramma sul rapporto padre-figli che si sviluppa a partire da un presupposto narrativo debole e assurdo. Con le ottime interpretazioni di Bill Nighy e Imelda Staunton. #RoFF20. Grand Public
Più che un vero epilogo, un film che riafferma scena dopo scena i caratteri del mondo creato da Julian Fellowes: accogliente, caloroso, equilibrato, ma troppo timoroso di uscire dai soliti binari
Un progetto a cui il regista aveva iniziato a lavorare 20 anni fa e portato a termine il progetto con l’aiuto di Rebecca Lenkiewicz, sceneggiatrice di Ida. Con Keira Knightley
Londra tra fattorini in bici e ristoranti indiani, poi Hong Kong, Daniel Wu per il mercato asiatico, Alicia Vikander eroina oltre il gender, isole infestate e tombe da violare. Meglio una partita?
Una rappresentazione dell'assurdo con uno sguardo moraleggiante. Come un'installazione in cui ci affacciamo come quei visitatori del museo poco interessati che poi scappano via. Palma d'oro a Cannes
Il regista svedese Ruben Ostlund, vincitore di Un Certain Regard nel 2014 con Forza Maggiore, torna a Cannes con The Square. Nel cast: Claes Bang, Elisabeth Moss, Terry Notary e D. West. In concorso.
Una rappresentazione dell'assurdo dove emerge uno sguardo moraleggiante. E il film è come un'installazione in cui ci affacciamo come quei visitatori del museo poco interessati che poi scappano via
Biopic soffocato nella sua teatralità che non esce dal suo labirinto, come se avesse paura di perdersi. Un cinema polveroso con un controllato Colin Firth e un eccessivo Jude Law
A quasi otto anni dalla prima apparizione sul grande schermo, Rowan Atkinson torna ad interpretare Johnny English, stavolta diretto da Oliver Parker e inviato a Hong Kong. Un Blu-ray che esalta le sce
E' arrivata finalmente su Fox una delle serie americane più acclamate degli ultimi anni, The Wire, il poliziesco più vero della tv. Un'anticipazione dal numero di aprile di Telef
Un intento "di cuore" sembra guidare questo film dalla trama oscillante, pieno di attrici emergenti tra cui spiccano Kirsten Dunst e Maggie Gyllenhaal.
Marshall non riesce mai a mandare il suo film su di giri. Ne vezzeggia i contorni, ne smussa i tratti più spigolosi e lo impacchetta con grande grazia, immolandolo sull'altare degli strani