Don’t forget me, nonostante le buone intenzioni e una sua originaria singolarità, dimostra di avere poco coraggio. Film vincitore del Concorso al #TFF35
Al di là dell’uno, di Anna Marziano e Nella Golena dei morti felici, di Marco Morandi al festival di Torino testimoniano la vivacità e le potenzialità del cinema italiano.
Una chiacchierata assolutamente informale tra Asia Argento, Guest director del festival e la sua direttrice Emanuela Martini. Il cinema è stato l’assoluto protagonista dell’incontro con qualche d
Il cinema è un corpo organico nella concezione dei due registi calabresi. Essi bruciano ancora, è indissolubilmente legato al breve film godardiano precedente che era In attesa dell’avvento. Onde
Apparentemente frammentario, il documentario di Ferrario riesce ad affermare la ricchezza di sguardi, le possibilità del racconto, la soggettività di un ricordo che si fa Storia. Festa mobile
Un esordio dall’ambientazione sofisticata e dai dialoghi naturalistici che mette in scena contraddizioni e sfumature di un'eroina moderna gettata nel presente e inadatta a stare al mondo. Concorso
il film di Scimeca trasuda interesse, rispetto e volontà di denuncia, ma l'immagine in presa diretta di doc o reportage sull'argomento supera il suo impianto narrativo, verosimile ma comunque fittizi
Sorge il dubbio che l'enigmaticità dei fratelli, la normalità con cui commettono reati, e che non è affatto alienazione, si sposi volutamente con l'essenza del film: il sospeso, il lasciato a metà
Julien Temple assomiglia ad un re Mida dello spettacolo, una specie di alchimista insuperabile dell’immagine e della musica e quindi anche della comunicazione. Festa mobile
Straordinario film che dona un senso alle (de)composizioni e alle ferite dell'immagine, opponendo uno sguardo politico sulle cose e facendo riemergere una "memoria collettiva" dall'oblio. Onde.
Presa dolorosamente consapevolezza che la potenza eversiva dello zombie è morta insieme a Romero, è ancora possibile ritornare sull’argomento? Forse sì. After Hours.
Haifaa al-Mansour è troppo concentrata a raccontare gli eventi di una vita per dedicarsi allo spirito complesso di M. Shelley. Troppo amore quando ne è proprio la mancanza il frutto di Frankenstein.
Il diario postumo alle malattia mentale di Diane-Sara Barzgarrou, un viaggio di riscoperta di una parte di memoria perduta in un recesso inaccessibile dalla mente. Onde
Un film perennemente in bilico tra le intenzioni e il risultato, tra la volontà di mettere in scena una realtà sfaccettata e ricca di contraddizioni e l’impossibilità di lasciarla vivere. Concors
Torre rivisita l'opera shakespeariana affidandosi a un musical dall'’estetica volutamente barocca che trasuda decadentismo, perdendo però il contatto con il presente. After Hours.
Se il cinema di Eugène Green fosse un libro questo suo nuovo film, nella sezione Onde del festival, potrebbe costituire un indice ragionato di tutto il suo lavoro precedente.
In competizone al Torino Film Festival un documentario di Stéphane de Freitas, A voix haute/Speak Up, ambientato in una scuola dei sobborghi di Parigi dove si tiene una gara di eloquenza. Concorso.
Axel Ohman vive, studia e guarda New York con una dolcezza commovente, scegliendo il “vecchio” Super 16 come supporto video e il romantico bianco e nero come supporto immaginario. Onde.
Quadri riesce a catturare il potenziale elegiaco della vita di due agricoltori gemelli. Non c'è mai invasione nel privato, tutto si tiene dentro la cornice del rapporto uomo-natura. Concorso.
Forse una confessione. In un film arrabbiato, ridondante, fuori controllo. Con i suoi limiti, C'è qui dentro un vissuto che manca a molto cinema italiano. Anche più bello e riuscito
Kiss and cry scende nel mondo di un gruppo di adolescenti insofferenti alle regole rigide dell'allenamento ed alle prese con problematiche tipicamente giovanili, gli amori, gli eccessi. Concorso.
Una meditazione sulla morte in un thriller esistenzialista che colleziona influenze tra i nomi di spicco della tradizione cinematografica del sud est asiatico. Onde.
Al netto di qualche incertezza registica o di qualche caduta di tono negli effetti visivi, questo è un film sincero e sorprendente nel panorama del cinema italiano contemporaneo. Festa Mobile.
James Franco, in uno dei suoi film più convincenti, ci immerge nell'incredibile storia (vera) di Tommy Wiseau. Raccontando se stesso, le illusioni collettivi, Hollywood e il "suo" cinema