TELEFILM – Cose dell'altro mondo

Fringedi Chiara Gera

 

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Lo avevano etichettato come un clone di X-Files, l'ennesimo tentativo di sfruttare una formula di successo per garantirsi facili guadagni con il minimo sforzo ed invece Fringe, complice anche il tocco (quasi) infallibile di un certo J.J. Abrams, ha saputo crescere e rinvigorirsi nel corso delle stagioni, riuscendo a costruire intorno a sé una mitologia che, per quanto non sia ricca e complicata come quella di Lost, ci affascina non poco. Lo ha fatto in particolar modo a partire dalla seconda metà della seconda stagione, quando i classici “mostri della settimana” (gli episodi con casi autoconclusivi) hanno sempre più lasciato il posto ad una trama orizzontale che ci hanno fatto conoscere meglio l'universo parallelo che avevamo già iniziato a scoprire alla fine della prima stagione. Un universo parallelo decisamente affascinante…

 

Da Peter a Olivia

Un cambio di rotta, se di questo si può parlare, si può intravedere dall'episodio della seconda stagione intitolato Peter: in questa originalissima puntata ricca di richiami agli anni '80 (a cominciare dalla sigla!) scopriamo le vere origini di Peter e le dinamiche della prima incursione di Walter nell'universo parallelo, con tutte le drammatiche conseguenza che questo ha decretato per i due mondi. Da quando abbiamo compreso meglio la posta in gioco e le reali motivazioni di Belly, Walter e Nina Sharp tutto ha preso un'altra piega: la Massive Dynamics, che subito ci era sembrata  così pericolosa, ora non ci fa più così paura e il vero nemico sembra essere un altro e ha lo stesso sguardo malinconico del nostro amato dottor Bishop. Sì, perché a volere la distruzione del nostro mondo è proprio il “Walter Alternativo”, il Segretario dell'universo parallelo convinto che l'unico modo per salvare la sua dimensione sia la distruzione della nostra. Lo spettacolare episodio conclusivo della seconda stagione, che ha visto Olivia e Walter attraversare ancora una volta i mondi per salvare Peter, ha avuto conseguenze e dir poco sconvolgenti. Oltre a darci un assaggio di come si vive dall'altra parte, la “gita” ha permesso uno scambio di persona tra le due Olivia e la terza stagione, presto in arrivo anche in Italia grazie al digitale terrestre di Steel, si apre proprio con un episodio emblematico intitolato appunto Olivia

 

Bionda o mora?

Una è schiva e non sorride quasi mai, l'altra è un maschiaccio che ama fare gruppo con la sua squadra e abbandonarsi tra le braccia del fidanzato: apparentemente la bionda Olivia del nostro universo e quella mora e munita di frangia e tatuaggio Fringe_il castdel mondo parallelo sembrerebbero avere ben poco in comune, se non l'appartenenza alla divisione Fringe. Le differenze continuano e la narrazione della prima parte della terza stagione, caratterizzata dall'alternarsi di episodi ambientati nell'una e nell'altra dimensione, ci permettono di scoprirle meglio. Nell'universo “B” si continuano a verificare veri e propri squarci dimensionali che possono essere bloccati solo mettendo la zona in quarantena: compito della divisione Fringe alternativa (in cui lavorano Olivia, Lee e un “redivivo” Charlie, tutti capitanati da un Broyles decisamente più sciolto di come lo conoscevamo…) è quello di contenere questi fenomeni, anche se questo spesso vuol dire sacrificare la vita delle persone che restano intrappolate nell'ambra al momento della decontaminazione… Proprio questo strano universo è la carta vincente che rende questa terza stagione così irresistibile. Grazie a questo geniale espediente gli sceneggiatori hanno potuto letteralmente riscrivere non solo i personaggi di Fringe, ma anche il mondo in cui viviamo: nell'universo parallelo le Torri Gemelle sono ancora in piedi mentre il cielo viene solcato da onnipresenti dirigibili e Ritorno al Futuro ha come protagonista  Eric Stoltz al posto di Michael J. Fox. Il musical per eccellenza è Dogs e non Cats, mentre il mondo dei comics è dominato da personaggi quali Lanterna Rossa e Red Arrow, il tutto sotto lo sguardo di una Statua della Libertà che, invece di essere del classico colore bronzeo, è rivestita di un materiale ramato. A rendere il tutto ancora più eccitante ci pensano infine le magistrali interpretazioni di tutti gli attori chiamati ad interpretare questi “ruoli doppi”, Anna Torv e John Noble in primis. Olivia riesce a rendere perfettamente le differenze tra le due donne e quando, verso metà stagione, avremo finalmente la “congiunzione della narrazione” il dramma interiore della nostra Olivia che si è vista depredare della propria vita raggiungerà livelli altissimi. Anche Walter, dal canto suo, ci regala chicche meravigliose: sempre sopra le righe e decisamente eccentrico in un universo, freddo e spietato calcolatore tutto d'un pezzo nell'altro, la sua “doppia identità” non poteva essere meglio assortita. Insomma: quello che rende questa serie così speciale sembra essere, oltre alla sempre più avvincente trama fantascientifica, l'eccezionale cura che gli autori hanno riservato alla caratterizzazione dei personaggi, intensi e accattivanti quanto basta per rendere la visione di Fringe un appuntamento davvero imperdibile… in qualsiasi universo vi troviate!

 

A cura di www.telefilmmagazine.com