Tempesta di ghiaccio, di Ang Lee

In tv, il grande freddo di Ang Lee, metafora diretta del declino dell’impero americano tratto dal romanzo The ice Storm di Rick Moody. Mercoledì 8 marzo, ore 21.15, Cielo

“Era stremata nel tentativo di separare il potere della solitudine da quello dell’amore; e si sentiva sola. E lo era.” The Wapshot Chronicle di John Cheever

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Si può iniziare un film citando in sequenza I Fantastici 4 e Dostoevskij? Ang Lee dimostra di si, senza cadere nel ridicolo e stabilendo un parallelo tra l’antimateria del fumetto Marvel e il concetto di “sottosuolo” del grande scrittore russo. Tutti i personaggi di Tempesta di ghiaccio sono attratti da questa zona morta, un buco nero sospeso tra la noia e il dolore che ne determina le continue pulsioni di morte.

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Ang Lee identifica nel giorno del ringraziamento del 1973, la data del nadir esistenziale di padri e figli, mogli e amanti di due famiglie di New Canaan nel Connecticut. Da un lato l’inquietudine degli adolescenti Paul Hood (Tobey Maguire anche voce narrante), Wendy Hood (Christina Ricci), Mickey Carver (Elijah Wood), Sandy Carver (Adam-Hann Byrd) con i primi approcci al sesso, alla droga e all’alcol; dall’altra, il disastro esistenziale e l’anaffettività di Janey Carver (Sigourney Weaver), Ben Hood (Kevin Kline), Helena Wood (Joan Allen) e Jim Carver (Jamey Sheridan) dilaniati tra il libero arbitrio e l’angoscia della scelta, mentre in sottofondo scorrono le immagini dello scandalo Watergate.

tempesta dui ghiaccio kevin kline sigoiurney weaverAttraverso la tempesta di ghiaccio intesa come Big Chill esistenziale, Ang Lee insiste sui volti dei protagonisti fermandosi un attimo prima della ridondanza estetica, in pieno equilibrio tra ragione e sentimento. Così risulta credibile il cinismo di Janey che vuole dall’amante Ben solo ed esclusivamente sesso, i dubbi religiosi e la cleptomania di Helena pecorella in cerca del reverendo/pastore, la lontananza fisica e affettiva di Jim e lo stupore catatonico di Ben in perenne imbarazzo di fronte a moglie e amante. Ma sono i ragazzini le vere star del film: su tutti spicca il randagismo sessuale di Christina Ricci lesta a infilarsi sotto una doccia o dentro il letto con il maschietto di turno e i dolori romantici del giovane Tobey Maguire che dai Fantastici quattro passerà molto presto a Spider Man.

Tratto dal romanzo The Ice Storm di Rick Moody e sceneggiato da James Schamus (premiato a Cannes) prendendo a modello le ipocrisie della provincia americana così ben descritte da John Cheever e l’horror vacui della vita di coppia nella scrittura glaciale di John Updike, il film di Ang Lee sembra continuare quel percorso immaginario iniziato da Il grande freddo (1983) di Lawrence Kasdan e che passa attraverso gli Short Cuts (1993) di Robert Altman per riannodarsi più avanti nei postmodernismi di American Beauty (1999) e Magnolia (1999).

tempesta di ghiaccio tobey maguireLa rappresentazione così amara di questi post sessantottini alle prese con ideali apocrifi e travolti dalle contingenze della vita piccolo borghese, ha attirato le ire di certa critica che ha accusato il film di essere reazionario e nel finale persino restauratore. In realtà il ballo di famiglia proposto da Ang Lee è una danza macabra che attesta semplicemente una mancanza di senso, un cul de sac ereditario, trasmissibile di generazione in generazione.

La tragedia che si abbatte sui protagonisti non ha un valore redentivo o punitivo ma è un evento casuale che resetta le esistenze dei diversi personaggi, riunendole per un brevissimo istante. Le immagini rincorrono questa ibernazione di emozioni e sensazioni: la piscina vuota, il ghiaccio che paralizza la vegetazione, il treno fermo a metà viaggio, il traliccio elettrico abbattuto dalla tempesta, la lastra sottile su cui è facile scivolare, il vassoio al centro del patetico chiavi-Party. La nevrosi dei genitori si trasmette come un virus tra la prole determinando un progressivo allontanamento e l’incapacità di separare il potere della solitudine da quello dell’amore. Tempesta di ghiaccio da quadro espressionista di una malinconica middle class della provincia americana si trasforma in metafora diretta del declino dell’impero americano.

 

Titolo originale: The Ice Storm
Regia: Ang Lee
Interpreti: Tobey Maguire, Kevin Kline, Joan Allen, Elijah Wood, Christina Ricci, Sigourney Weaver, Adam-Hann Byrd
Durata: 112′
Origine: Usa/Francia 1997
Genere: drammatico

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
4

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
4 (1 voto)
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