Terry Gilliam, le ‘confessioni’ su Variety

Terry Gilliam, a Los Angeles per parlare del suo ultimo film L’uomo che uccise Don Chisciotte (2018), approfitta della chiacchierata con Jazz Tangcay di Variety per riflettere sulla sua proficua carriera e rivela alcuni aneddoti.

A proposito di Brian di Nazareth (1979), dove è tra i protagonisti con gli attori del Monty Python, rivela: “Blake Edwards voleva dirigere o produrre Life of Brian, poiché era un grande fan del gruppo Python». Alla fine la regia fu affidata a Terry Jones.

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Nel 1985 scrive la sceneggiatura di Brazil. Inizialmente era intenzionato a intitolarlo 1984 ½, per omaggiare sia George Orwell (1984) che Federico Fellini (), oltre a prendere apertamente spunto anche dal lavoro di Pier Paolo Pasolini e da Metropolis (1927) di Fritz Lang. 

Riguardo al divieto iniziale di proiettare il film in America, Gilliam racconta un aneddoto sulla solidarietà dimostrata dal protagonista, Robert De Niro (interprete di Archibald “Harry” Tuttle), durante un programma televisivo: «Penso che il momento che ho più amato sia stato quando stavo partecipando a CBS Morning News e De Niro stava per essere intervistato. Acconsentì a fare un’intervista e portò con sé un amico. Quell’amico ero io, Maria [Shriver, la conduttrice] gli stava chiedendo del suo film. Lei si girò verso di me e mi disse: “Terry, capisco che stai avendo problemi con gli studios”. Io risposi: “Non sto avendo problemi con gli studios. Sto avendo problemi con una sola persona. Il suo nome è Sidney Sheinberg [produttore]». Per spronarlo, Gilliam scrisse un annuncio provocatorio proprio su «Variety»: «Caro Sidney Sheinberg, quando hai intenzione di distribuire il mio film, Brazil?».

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Riguardo alla situazione politica americana Gilliam non risparmia dure critiche per  Donald Trump: «È uno dei più spregevoli esseri umani nella presidenza statunitense. È molto difficile per me pensare che ci sia qualcosa di buono in lui. È un essere umano vile». E aggiunge: «Ho rinunciato alla mia cittadinanza [americana] l’anno in cui Bush è stato ri-eletto». Considerandosi «al 100% inglese ed europeo» (è naturalizzato britannico) esprime la sua ferma disapprovazione per l’attuale politica del primo ministro inglese Boris Johnson, «un uomo che mente spudoratamente» e i cui seguaci ha ormai rinunciato a comprendere.