Tertio Millennio Film Festival. I vincitori

Le Giurie hanno annunciato i film premiati al festival del dialogo interreligioso che si è svolto dal 14 al 18 novembre al Cinema Greenwich di Roma

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Annunciati i vincitori della XXVI edizione del Tertio Film Festival, il festival che si svolge sotto la direzione artistica di Marina Sanna e di Gianluca Arnone che si propone come luogo di dialogo interreligioso e interculturale tra le varie religioni a partire dai film in concorso e dai temi affrontati. “Abbiamo provato a fare incontrare la cinematografia migliore con il pubblico che ha voglia ancora di stupirsi.” – ha dichiarato Mons. Davide Milani – “Vogliamo proporre il cinema non come intrattenimento ma come possibilità di andare al senso delle cose.”

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La Giuria dei lungometraggi, presieduta da Susanna Nicchiarelli ha premiato Il patto del silenzio di Laura Wandel per la capacità di immergere lo spettatore nel mondo di una bambina e di raccontare quanto possa essere tormentata l’infanzia. Il film racconta la storia della piccola Nora, sette anni, e suo fratello maggiore Abel, che sono tornati a scuola. Quando Nora vede Abel vittima di bullismo da parte di altri bambini, si precipita a proteggerlo avvertendo il padre. Ma Abel la costringe a rimanere in silenzio. In un conflitto di lealtà, Nora cercherà infine di trovare il suo posto, divisa tra il mondo dei bambini e quello degli adulti. Menzione speciale a Quei due – Edda e Galeazzo Ciano di Wilma Labate per l’abilità e l’inventiva con cui incrocia vicenda personale e memoria collettiva raccontando i personaggi in un crescendo drammatico di circostanze di grande attualità ed interesse. Con questo film la regista ripercorre la storia di Galeazzo Ciano e la moglie Edda Mussolini, personaggi del secolo scorso che non hanno fatto la storia ma l’hanno percorsa grazie ai privilegi della loro posizione.

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La Giuria dei cortometraggi, presieduta da Ciro De Caro ha assegnato il Premio Tertio Millennio Film Fest a Lili Alone di Zou Jing che racconta la storia di una giovane madre che vive con suo marito in una zona remota del Sichuan. Sola e povera, si dirige verso la città nel tentativo di guadagnare abbastanza soldi per salvare suo padre morente. Il cortometraggio è stato premiato per aver saputo raccontare con delicatezza, rispetto e amore per un personaggio femminile forte e fragile allo stesso tempo, per la purezza dello sguardo cinematografico con cui mette in luce le ombre sugli aspetti di una realtà lontana e allo stesso tempo molto vicina. Menzione speciale a Warsha di Dania Bdeir, che vede protagonista Mohammad, un operatore di gru a Beirut. Un giorno si offre di salire su una delle gru più alte e pericolose di tutto il Libano e lontano dagli occhi di tutti, riesce finalmente a esprimere la sua passione segreta e a trovare la sua libertà. La menzione è stata assegnata per avere saputo a mostrare uno spaccato della routine di una giornata tipo di un protagonista che nasconde la sua vera essenza fino a quando si ritrova a dominare la città dall’alto di una pericolosa gru e ad abbandonarsi al richiamo della musica.

Il Premio SNCCI per il Miglior Film è stato assegnato dalla Giuria, composta da Cristiana Paternò, Luigi Noera e Emanuele Di Nicola, a Quei due – Edda e Galeazzo Ciano di Wilma Labate per la capacità di restituire la brutalità del fascismo attraverso uno sguardo interno. La Menzione speciale è andata a Return to Dust di Li Ruijun, una parabola che vede protagonisti due reietti, uniti in un matrimonio combinato, che partendo da una posizione di debolezza ed estraneità riescono a costruire un rapporto di protezione reciproca e di autentico amore nonostante la durezza del contesto. Il film è una tenera storia sulla natura metamorfica dell’amore eterno, contro ogni previsione. L’umile e modesta Ma e la timida Cao sono state scacciate dalle rispettive famiglie e costrette a un matrimonio combinato. Per sopravvivere, le due devono unire le loro forze e costruire una casa.

Infine il premio della Giuria Nuovi Sguardi è andato al film Speak no Evil, di Christian Tafdrup, che mette in scena la vacanza in Toscana di una famiglia danese che stringe subito amicizia con una famiglia olandese. Alcuni mesi dopo, la coppia danese riceve un inaspettato invito a visitare gli amici nel weekend presso la loro casa di legno immersa nella campagna olandese. Ben presto, però, l’allegria e la gioia della riunione viene rovinata da una serie di incomprensioni. Il film ha convinto la giuria per la capacità di produrre nei partecipanti un confronto costruttivo sul concetto del bene e del male, sul libero arbitrio e sulla crudele realtà verosimile rappresentata. Menzione speciale al sopra citato Il patto del silenzio di Laura Wandel. La regista ha proposto il mondo dell’infanzia e dell’adolescenza ponendo la camera ad altezza dello sguardo della piccola, includendo ed escludendo tutto ciò che rientrava nel mondo e negli affetti della bambina.

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