#TFF33 – Incontro con Terence Davies (Gran Premio Torino 2015)

Il regista Terence Davies (Gran Premo Torino 2015) ha definito Sunset Song un romanzo epico e intimo al contempo, e ha spiegato cosa cerca negli attori con cui lavora

Il regista Terence Davies (Gran Premio 2015) e il produttore Roy Boulter hanno presentato Sunset Song, trasposizione del romanzo di Lewis Grassic Gibbon del 1932, pietra miliare della letteratura scozzese del Novecento. Il film segue le vicende di Chris, ragazza appartenente ad una famiglia di contadini scozzesi della regione del Kircandineschire, seguita dalla prima adolescenza fino all’età adulta.

“La storia è meravigliosa, è epica ed intima al contempo”, afferma Davies, che spiega di aver iniziato a pensare ad una sua trasposizione cinematografica dal 1971, quando vide lo sceneggiato della BBC tratto dal romanzo. “All’epoca facevo il contabile, ma iniziai comunque a occuparmi della stesura del progetto per un film. Prima di tutto però ho amato il libro, non l’ho mai dimenticato da quando l’ho letto. È un romanzo di formazione, come Jane Eyre, altro libro che ho amato moltissimo. Alla fine della storia Chris è passata per molti cambiamenti, e ha solo ventuno anni. Nel libro c’è un’umanità commovente, questo viaggio di crescita trasmette grande empatia”.

Stimolato da un’intervento che sottolineava come fin dall’inquadratura iniziale il film contenesse tutte le tematiche affrontate, Davies ha descritto in questo modo la scena di apertura: “Nella prima scena c’è tutto: la terra, il grano e la protagonista. Abbiamo scelto un campo di orzo per il suo colore caldo e forte, e il fatto che appaia Chris nel mezzo è simbolico del suo attaccamento alla fattoria, alla terra. Questa scena è tipica del linguaggio filmico, era tutto calcolato, ma mentre giravamo sono stato benedetto da Dio, perchè si è alzato il vento e ha aggiunto qualcosa di inaspettato”. sunset-song_converted

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A proposito della scelta di utilizzare un’ex modella con poca esperienza come Agyness Deyn per il ruolo di Chris, Davies ha affermato di essersi fidato di lei dal primo provino. “Se credi nelle audizioni devi fidarti dei tuoi attori. Agyness è stata straordinaria da subito. È molto aperta e innocente, ed era quello che cercavo, ho capito subito che era la persona giusta. È successo così anche per attori con più esperienza come Tom Hiddleston e Rachel Weisz (protagonisti di The Deep Blue Sea), mi sono fidato subito della loro professionalità e capacità, e con tutti loro l’amore è scoccato all’istante. L’unica cosa che gli ho chiesto è stata di non recitare. Dovete essere quel ruolo, gli dicevo, altrimenti le scene diventavano come il resto del cinema inglese di oggi, molto impostate”. Davies ha anche elogiato Peter Mullan nel ruolo del padre di Chris, un uomo duro e violento: “Il padre del film è identico a come era descritto nel libro. Ma Peter ha dato molto in termini di calore ed empatia, ha aggiunto dei toni caldi alla sua interpretazione, mentre io nella sceneggiatura lo avevo descritto come più freddo. Effettivamente il suo personaggio ha anche un lato tenero, è il tipico padre delle famiglie lavoratrici, uomini che diventavano molto duri se non si ubbidiva alle loro regole, anche mio padre era così”.

Anche se la Prima Guerra Mondiale modifica tragicamente le vite dei protagonisti del film, Davies non definisce Sunset Song come un’opera di denuncia in senso stretto: “Durante la guerra non ci fu una singola città o villaggio inglese che non ebbe dei morti, ma il film e il libro non parlano direttamente di questo, parlano piuttosto di stoicismo. Nell’arco del romanzo, Chris capisce che deve superare il passato, perdonare e non indulgere nella disperazione. In questo modo il suo personaggio passa attraverso enormi cambiamenti e diventa un simbolo della Scozia”.

 

 

 

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