#TFF34 – Film di apertura: Between Us, di Rafael Palacio Illingworth

Esiste un momento preciso, in una coppia, nel quale si decide di giocare nella squadra degli adulti, anzi si decide di non giocare più e di fare sul serio? Un momento nel quale si sceglie il percorso decisivo da far fare alla relazione? Ritrovarsi al fatidico giro di boa fa paura, la fase delle grandi scelte, quella in cui temi che tutto stia cambiando e che forse nel salto dovrai abbandonare una parte di te, può far tremare le ginocchia e dubitare di tutto. Questo succede anche a Henry e Dianne, sospesi nel bilico del prossimo passo della loro relazione, tra la decisione di comprare un appartamento insieme e la formula matrimonio-figli-casa in periferia che incombe minacciosa da dietro l’angolo. Quello che rimane nel mezzo sono una serie di possibilità non esplorate, un portone che chiude definitivamente tutte le altre porte, e una lunghissima notte nella quale non è più possibile rimandare domande e risposte.

between_us2Between Us, film d’apertura del 34° Torino Film Festival presentato nella sezione Festa Mobile, secondo lungometraggio di Rafael Palacio Illingworth, racconta con schiettezza e semplicità il delicato ecosistema di una coppia imperfetta e fragile, alle prese con l’oscillazione instabile del crescere. E la macchina da presa segue partecipante questo flusso mutevole di umori, parole, pensieri. La stanchezza, la noia, la trascuratezza, che spesso subentrano quando un rapporto diventa stabile e rassicurante, l’eccitazione del desiderio instillato dalla novità, le convenzioni sociali e il terrore di diventare adulti, creano una nebbia fittissima attraverso la quale diventa difficile ritrovare uno sguardo realmente intimo. E in questa nebbia, non ci sono vincitori né vinti, non-azioni e azioni sono ugualmente colpevoli nella fredda consistenza di una crisi, che corre con il pilota automatico verso il burrone dell’estremo limite. Rafael Palacio Illingworth, autore anche della sceneggiatura, fa un ottimo lavoro nel portare i suoi protagonisti verso questo precipizio emotivo, dedrammatizzando i toni dell’azione in un minimalismo narrativo che nei suoi picchi più riusciti coinvolge, commuove, fa riflettere.

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between_us3Between Us viaggia con naturalezza attraverso i muscoli nervosi del rapporto amoroso, articolandosi in un percorso linearmente denso, fatto di sguardi paralleli. L’incedere dritto, schietto, fluido, procede per alti e bassi, ben attraversati dai due protagonisti negli umori perpetuamente mutevoli delle loro sfumature caratteriali in collisione. L’impalcatura narrativa convince meno quando i raccordi di sguardi e pensieri appaiono più ragionati drammaturgicamente, quando l’occhio registico si sofferma in sequenze dal contenuto più esteticamente significante. Risulta invece davvero efficace quando si gode il lirismo del momento, e la macchina da presa diviene testimone di una sorta di teatro dell’improvvisazione, in cui corpi e dialoghi fluttuano liberi, quando performativo e realistico si fondono con coinvolgente immediatezza, come nella sublime sequenza che termina con la danza tribale di “husband and wife”. Un piccolo e prezioso tassello che mancava nel racconto della multiforme equazione a due.