#TFF34 – I Figli della Notte. Incontro con Andrea De Sica e il cast

L’idea è nata da persone che conosco. Nel cinema italiano non c’era una storia ambientata in un collegio negl’anni 2000. Mi sono lasciato trasportare dalle mie idee e i produttori hanno subito apprezzato e valorizzato questo progetto“. Il regista Andrea De Sica sbarca al Festival di Torino con I figli della Notte, opera prima in concorso. I protagonisti, Giulio ed Edoardo, sono due adolescenti che stringono un profondo legame di amicizia sullo sfondo di un collegio esclusivo dell’Alto Adige. “Se oggi si vuole raccontare una storia di crescita, bisogna farlo con un piglio tagliente, scioccante. Mi piaceva il percorso border-line. Un ragazzo apparentemente normale che un domani potrebbe essere a capo di una società“. L’istituto che i due giovani frequentano è infatti popolato da figli dell'”aristocrazia” italiana. Il regista voleva che i genitori fossero assenti della pellicola, ma che comparissero nella misura in cui i ragazzi si ritrovano a fronteggiare le loro scelte. I figli della Notte presenta anche una buona dose di trasgressione: Giulio ed Edoardo si recano spesso in un capanno nel bosco che ospita uno strip club. Si tratta però di una “trasgressione controllata“, definizione dello stesso De Sica, in quanto il collegio non ha una dimensione punitiva, ma garantisce una deviazione che “si può comprare, cancellare e che rientra nel percorso formativo“.

I protagonisti sono stati scelti fra circa 1000 ragazzi. Il regista richiedeva un’ottima preparazione e capacità attoriale, da qui la vastità del campione selezionato. “Ringrazio i produttori per avermi fatto approfondire lo script con i ragazzi prima delle riprese. Nel conoscerli meglio, è mutata anche la sceneggiatura“. Vincenzo Crea, Giulio, ha chiesto al regista se voleva che il pubblico amasse o odiasse il suo personaggio, ma De Sica desiderava una giusto compromesso. Ludovico Succio, invece, ha da subito carpito nel suo ruolo un giovane in cerca di aiuto. “Edoardo è un personaggio abbandonato. Non accetta il compromesso e quindi soccombe. Questo è un film che si distanzia dalla stucchevolezza di tanto cinema italiano che tratta l’adolescenza“.

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Andre De Sica, com’è facile intuire, appartiene alla grande famiglia che ha contribuito a scrivere la storia della nostra cinematografia. A detta sua però, è molto più difficile essere figlio di una produttrice (Tilde Corsi) visto che i più si aspettavano un finanziamento da parte della madre. I figli della Notte è dedicato a suo padre Manuel, da poco scomparso, cui aveva affidato la colonna sonora. Seppur con qualche aiuto, il regista ha deciso allora di comporla da solo, acquistando qualche sintetizzatore e impegnandosi al meglio.