#TFF38 – Incontro con Beniamino Catena e il cast di Vera de verdad

Fantascienza, influenze importanti, musica e approccio degli attori al centro dell’incontro col regista Beniamino Catena e il cast del film presentato fuori concorso al Torino Film Festival.

Un atto di fede laico”, così il regista Beniamino Catena ha voluto definire Vera de verdad, presentato fuori concorso al Torino Film Festival. Il lungometraggio racconta la storia di una bambina che misteriosamente scompare all’età di 10 anni, per poi riapparire 5 anni dopo nelle sembianze di una venticinquenne. Un personaggio complesso, dotato di una coscienza infantile e un corpo ben più adulto. La protagonista Marta Gastini ha spiegato come ci sia stato bisogno di un lavoro sia fisico che mentale per trovare un equilibrio tra questi due poli: “il mio passato di ballerina mi ha sicuramente aiutato”. Una ricerca di equilibrio che ha coinvolto anche Davide Iacopini. Nell’interpretare Claudio ha dovuto, infatti, bilanciare l’amore per la bambina e il senso di colpa per aver assistito alla sua scomparsa.

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Un’ulteriore difficoltà è stata la complessità della storia, per la Gastini persino difficile da raccontare a parole in alcune sue parti. Lo stesso Marcelo Alonso, che nel film interpreta Elias, dice di aver scoperto la storia a mano a mano che le riprese progredivano, rimanendo colpito dalla profondità del montaggio finale.

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È, infatti, a detta di Beniamino Catena, un film che muove dal genere della fantascienza per “cercare di parlare dell’ignoto con toni non allarmati”. Da qui la scelta di lavorare per sottrazione e di sfruttare a pieno il comparto musicale, che il regista conosce molto bene. Infatti, diversi videoclip di Franco Battiato, Marlene Kuntz e CSI portano la firma di Catena ed è lui stesso ad ammettere che “le musiche sono state molto importanti per creare la giusta atmosfera rarefatta e misterica”. Un metodo che fa emergere la forte influenza che ha avuto su di lui John Carpenter. Non solo, però, nell’incontro tra l’elettronica e le chitarre delle musiche, ma anche nello stile “secco” con il quale si è scelto di raccontare la storia di Vera de verdad.

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