TGA 2025, Clair Obscur Indie o no?
La vittoria del videogame firmato Sandfall Interactive come miglior indie riapre il dibattito sul significato del termine nel mondo videoludico e sulla necessità delle nuove categorie HCS
La notte dei The Game Awards 2026 ha lasciato dietro di sé una serie di polemiche dopo la vittoria di Clair Obscur: Expedition 33 come Miglior Gioco Indie dell’anno. Per anni, il termine indie è stato riferito a budget ridotti, pixel art o estetiche stilizzate, e team composti da pochi sviluppatori. Ma oggi quella etichetta rischia di cambiare e ci si pone la domanda se è possibile definire indipendente il videogioco di Sandfall Interactive anche se vanta una narrazione simile ai Triple A, un comparto tecnico fotorealistico, una direzione artistica di rilievo, un budget vicino ai 10 milioni di dollari e una campagna marketing sostenuta da colossi come Microsoft.
Clair Obscur non è un indie nel senso classico perché compete con produzioni molto più grandi sia per qualità visiva sia per scala. È il prodotto di una nuova generazione di giochi premium indipendenti, in cui l’autorialità e tecnica sono capaci di annullare il divario con i titoli Tripe A. Il dibattito ha messo in evidenza come le categorie tradizionali siano ormai inadeguate. Continuare a considerarlo un indie rischia di oscurare le piccole produzioni, quelle che non hanno accesso a grandi eventi o a supporti editoriali importanti. Non si tratta di sminuire il lavoro di Sandfall Interactive, ma di riconoscere che le classificazioni devono evolvere. Budget, numero di sviluppatori e supporto esterno non sono più criteri secondari e il concetto stesso di indipendente appare sfumato.
Questa ambiguità sulla definizione del termine ha fatto nascere l’HushCrasher Classification System (HCS). Si tratta di un tentativo di riorganizzare il panorama produttivo del videogioco partendo da criteri più concreti e dividendolo in quattro nuove categorie: Giochi Kei che hanno uno sviluppo in solitaria o di micro-team come Undertale, Terraria; Giochi Midi con studi medi, produzioni contenute ma ambiziose, esempio Hades, Valheim; Giochi AA, cioè produzioni multimilionarie con team di centinaia di persone e strutture di management complesse; e infine Giochi AAA, i giganti dell’industria, con migliaia di firme nei crediti e installazioni che richiedono nuovi SSD. Alla luce di questa classificazione, Clair Obscur si colloca esattamente in quella zona grigia tra il Midi e il AA. Non è un indie nel senso classico, cioè Kei, ma non ha nemmeno i numeri elefantiaci di un Call of Duty che rientra nei Triple A.
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Oltre al premio come Miglior gioco Indipendente, Clair Obscur ha dominato la serata dei TGA aggiudicandosi Miglior Direzione Artistica, la Miglior Narrativa, la Miglior Colonna Sonora, la Miglior Direzione Creativa, la Miglior Interpretazione, il Miglior Gioco di Ruolo e, incluso, il premio Gioco dell’Anno (GOTY), superando grandi titoli di quest’anno come Death Stranding 2: On The Beach di Hideo Kojima, Kingdom Come: Deliverance II e Hades II.
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