That Kind of Summer, di Denis Coté

Al Sicilia Queer Film Festival il nuovo film di Denis Coté segue i pensieri più tortuosi con il fervore di un etologo ma con la empatia di chi sa che la normalità è una questione di punti di vista

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Si può parlare di sesso senza sconfinare in luoghi comuni ed esercizi di stile? Denis Coté affronta il tema con uno sguardo mai giudicante che tende a normalizzare e a familiarizzare pensieri e comportamenti non convenzionali. Nell’ambito di un esperimento universitario tedesco-canadese, tre donne Léonie (Larissa Corriveau), Eugénie (Laure Giappiconi) e la più giovane Geisha (Aude Mathieu) si ritrovano in un residence sul lago in Quebec per esprimere i loro desideri in campo sessuale. Ad osservarli e studiarli ci sono la ricercatrice Octavia (Anne Ratte-Polle) e l’assistente sociale Sami (Samir Guesmi) per un periodo prestabilito di 26 giorni. Denis Coté inizia inquadrando in primissimo piano i volti per un esperimento che tende a verificare come “la iper-sessualità non sia una malattia” e che la crisi e la confusione sono presenti in ogni vita. Mentre Lèonie sembra essere travolta dal senso di colpa e rivive in frammenti onirici gli abusi del padre, Eugenie e Geisha sono più consapevoli della propria identità e assumono un ruolo predominante nel rapporto con l’universo maschile, cercando di non aderire passivamente ad uno sguardo desiderante che le manipola. Non sono lì per essere curate: si ha netta la sensazione che se venissero private delle loro ossessioni e manie si perderebbero definitivamente. Qualcuna è sotto anti depressivi, qualcun’altra assume ansiolitici ma i farmaci avrebbero l’intento di modulare i comportamenti ripetitivi dando un ordine a questo caos, indirizzandolo in una componente non autolesionistica.
La parte più interessante è proprio quella che riguarda i due terapeuti: Sami è solo apparentemente freddo ma fatica a contenere gli assalti e le provocazioni (i nudi frontali, la coprolalia) di Eugénie e Geisha; Octavia vive con conflittualità la dicotomia tra la sua professione e la complicata storia d’amore a distanza con Monika (il sogno del ragno e della collega gravida rivela questa ambivalenza emotiva). Il sesso non è solo descritto minuziosamente: Denis Coté segue le tre donne a rispettosa distanza durante la giornata libera in cui possono dare libero sfogo ai loro impulsi. Lèonie raggiunge il suo maestro di bondage e si fa legare in una body art performance da museo d’arte contemporanea; Eugénie si fa rimorchiare da un camionista spiegandogli dettagliatamente cosa è disposta a fare e infine Geisha prova a sedurre il proprio fidanzato che appare emotivamente arido e violento. Ma la convivenza forzata fa nascere delle forti storie di amicizia ed è rivelatoria la scena in cui Geisha e Lèonie si perdono nell’oscurità del bosco parlando di stelle (che esplodono per poi rinascere), contemplando gufi e lombrichi e infilando le dita nella corteccia degli alberi per toccarne la resina. Un ritorno alla natura della propria essenza vissuto intimamente. Lo stesso momento di intimità si viene a creare quasi contemporaneamente quando Octavie ammira i disegni di Eugenie e ne ascolta i pensieri sulla parte oscura, sulla necessità di provare tristezza per capire di essere vivi.

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Presentato a Palermo in occasione della dodicesima edizione del Sicilia Queer Film Fest, That Kind of Summer è un trattato sulla sessualità femminile che evita sia lo sguardo compiaciuto che il rigido intellettualismo. Denis Coté segue i pensieri più tortuosi con il fervore di un etologo ma con la empatia di chi sa che la normalità è una questione di punti di vista. In quel tuffo finale nel lago, in cui le tre donne sembrano scomparire ma rigenerarsi come una “zombie star”, possiamo leggere una delle citazioni preferite di Oscar Wilde: “l’unico modo per vincere le tentazioni è abbandonarsi ad esse.” Da non perdere sui titoli di coda le note di Grieving Days dei Paradox Obscure.

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.8
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Il voto dei lettori
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