The Children Act – Il Verdetto, di Richard Eyre

Cosa succede quando si è sempre stati animati dalla fede e improvvisamente la si perde? La legge e la morale sono poi così diverse dalla fede religiosa? In fondo si tratta  sempre di dogmi, di regole che ordinano il caos.

Fiona Maye conduce un vita all’insegna dell’integrità morale, tanto che negli ultimi tempi non sembra neanche più  una vita. Giudice dell’Alta Corte britannica, Fiona si occupa di diritto familiare e tutela dei minori, passa la maggior parte del tempo a lavoro, tanto da allontanare il marito e compagno di una vita.  Fra i tanti casi di lavoro arriva quello di Adam Henry, diciassettenne malato di leucemia che in quanto Testimone di Geova rifiuta una trasfusione di sangue. Il caso del ragazzo la coinvolgerà particolarmente.

Tratto dal romanzo di Ian McEwan (La ballata di Adam Herny), The Children Act – Il Verdetto di Richard Eyre restituisce con garbo l’ambigua sensualità che traspare dalle opere di McEwan, qui nelle vesti di sceneggiatore. Proprio per questo forse, nel passaggio dalla carta al film, non si perde quel qualcosa in più che scavalca la trama e delinea i temi universali del racconto. Ognuno di noi ha fede in qualcosa e quando la fede viene a crollare, che appiglio ci rimane? La risposta non è mai certa, sicuramente poesia e musica possono aiutare, lo spasmo dell’arte potente come quello di un amore che si ha sempre accanto. A prescindere dall’ottimo racconto che sfiora anche le sfumature del giallo (Eyre è molto bravo a mantenere alta una certa tensione), la dimensione impalpabile ma nitida dei concetti tirati in ballo, deriva anche e soprattutto dal fatto che The Children Act è prima di tutto un film di ottimi attori, e non per ultimo di ottimi attori di contorno, basti pensare a Stanley Tucci, Jason Watkins e Anthony Calf rispettivamente nei panni del marito, dell’assistente e del collega di Fiona May.


Si passa  così garbatamente da una leggera aria di commedia ad un’altra più drammatica e scura. Eyre è un regista che inizia la sua carriera a teatro, arte ancora possente in Inghilterra, tanto che il cinema e la struttura degli attori stessi ne sono fortemente impregnati. Rafforzato quindi da una tradizione sempre presente, il regista ha l’intelligenza di capire che gli attori caratteristi sono fondamentali e si fa scudo di una cornice resistente, supporto alla bravissima Emma Thompson.

Perfetta per il ruolo, l’attrice recita in sottrazione facendo trasparire poche e giuste emozioni fino a una sorta di culmine, di scoppio che le illumina il volto e accende lo schermo. Emma Thompson restituisce così una poetica giudice Maye, stabile nella rigidità della legge e insicura ma forte nella dolcezza di una donna in crisi. Non a caso Ang Lee l’aveva scelta nel ’95 per interpretare Elinor, la “ragione” di Ragione e Sentimento…ancora è un piacere, tutte le volte, vederla scoppiare in quella risata isterica, subito dopo la confessione di Edward Ferrars che le dice di esser sempre stato innamorato di lei.

Titolo originale: The Children Act

Regia: Richard Eyre

Interpreti: Emma Thompson, Stanley Tucci, Fionn Whitehead, Ben Chaplin, Anthony Calf, Jason Watkins

Distribuzione: BIM

Durata: 105′

Origine: Gran Bretagna, 2017