The Circle, di Stefan Haupt

 

 

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Una struggente, eppur normalissima storia d’amore: quella tra Ernst Ostertag e Röbi Rapp, prima coppia gay, ormai ultraottantenne, a unirsi in matrimonio in Svizzera nel 2003. Intorno al loro rapporto, non tanto un semplice sfondo storico, quanto un vero e proprio contesto dinamico: le alterne vicende, dagli anni ’50 agli anni ’70, della comunità omosessuale di Zurigo, raccolta intorno alla rivista Der Kreis, Il Circolo.

Grazie alla nuova piattaforma di video on demand The Open Reel, arriva in Italia il film vincitore del Teddy Award come miglior documentario “queer” alla 64ª Berlinale. The Circle di Stefan Haupt è una storia privata, intima e tenere, ma soprattutto la testimonianza “militante” e vibrante di quella lotta infinita per il riconoscimento dei diritti civili dei gay. E già il titolo afferma con chiarezza chi o cosa sia il reale protagonista della storia. Fondata durante la seconda guerra mondiale dall’illuminato e coraggioso attore Karl Meier, pubblicata in tedesco, francese e inglese (anche per sfuggire alla censura), costantemente in equilibrio tra contenuti culturali, impegno civile e intrattenimento softcore, la rivista Der Kreis riuscì a diventare in poco tempo un punto di riferimento internazionale, costruendo una vera e propria rete di affiliati da un capo all’altro dell’oceano. Al punto da trasformare Zurigo in una specie di faro per i gay di Europa e d’America, un avamposto di libertà, anche grazie alla tolleranza assicurata dalle leggi svizzere. Almeno fino al giro di vite delle autorità, dopo una serie di omicidi nel sottobosco della prostituzione omosessuale. Da quel momento in poi retate, schedature, liste di proscrizione, diaspore, fino alla chiusura di Der Kreis nel 1967. Ma è solo una battuta d’arresto, il ’68 è alle porte e nuove prospettive di lotta si affacciano all’orizzonte.

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Ostertag e Rapp sono tra i protagonisti di quelle vicende: il primo in qualità di redattore della rivista, il secondo come star del Circolo, parrucchiere di giorno e affascinante drag queen di notte.
È innanzitutto attraverso le loro testimonianze che Haupt ripercorre la Storia. Ma non può rinunciare alla tentazione della ricostruzione e della messinscena. E così, insieme ai cosceneggiatori Christian Felix, Ivan Madeo e Urs Frey, innesta la finzione, il drama nel tessuto documentario originario.
Il rischio della formula è quello di sfiorare le convenzioni del prodotto televisivo, impressione via via confermata dal linguaggio funzionale e senza vertigini della regia di Haupt, più attento alla cura del décor, dei costumi, della verosimiglianza che alle infinite potenzialità emotive della storia d’amore, ben presto sacrificate a beneficio del discorso “politico” d’insieme. I due attori protagonisti Matthias Hungerbühler e Sven Schelker – rispettivamente nei panni di Ostertag e Rapp – hanno un bel da fare. Ma, in effetti, il dramma non è mai nella relazione tra Ernst e Röbi, nel rapporto a due, se non in rari momenti, in quelle vaghe allusioni, in cui le passioni, i tormenti, le gelosie sembrano acquisire una forza propria, dirompente e oltrepassare la patina neutra delle immagini.
Per il resto, il dramma vero riguarda il contesto: la crescente ostilità dell’opinione pubblica e delle forze dell’ordine nei confronti della comunità sorta intorno a Der Kreis, le discriminazioni nei confronti dei gay, gli entusiasmi e le paure di uomini e donne costretti a patteggiare la libertà individuale con quella sociale.
E nel gioco d’equilibri tra documento e fiction, alla fine, sembra venir fuori una sorta di didascalismo storicizzante. Ma quello che potrebbe apparire come il limite del film, si rivela anche il suo punto di forza, il segreto del suo successo. Perché, nel raccontare tutte le sfumature e le implicazioni del contesto sociale nei confronti della relazione amorosa, The Circle coglie alla perfezione i punti di saldatura e di scollamento tra la dimensione del privato e quella del politico. Toccando così la verità di una condizione universale.

Titolo originale: Der Kreis
Regia: Stefan Haupt
Interpreti: Matthias Hungerbühler, Sven Schelker, Stefan Witschi, Anatole Taubman, Peter Jecklin, Ernst Ostertag e Röbi Rapp
Distribuzione: The Open Reel
Durata: 101’
Origine: Svizzera 2014