The Constitution – Due insolite storie d’amore, di Rajko Grlić

Una lucida e sferzante satira che stempera la crudezza della questione omofoba nei toni di un’intelligente e vivace commedia. Undicesimo lungometraggio del regista croato

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La ricchezza e la varietà di tematiche e di spunti narrativi caratterizza la sceneggiatura e la visione registica di The Constitution, undicesimo lungometraggio del cineasta croato Rajko Grlić (Josephine, 2002; Border Post, 2006; Just Between Us, 2010), co-autore dello script insieme all’amico sceneggiatore Ante Tomić. Vincitore del Grand Prix of the Americas come Miglior Film nella competizione internazionale del 40° Montreal World Film Festival, la pellicola era stata originariamente pensata come adattamento cinematografico del libro di Tomić, The Miracle in Viper’s Glen, ma a fronte dell’esiguo finanziamento messo a disposizione dal Croatian Audiovisual Centre, si è optato per una nuova storia a budget più contenuto.

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L’idea di far ruotare il film intorno al personaggio di un travestito è stata ispirata a Tomić dalla canzone Drag Queens in Limousines della cantautrice statunitense Mary Gauthier. Zagabria. Vjekosalv Kralj (Nebojša Glogovac) è un insegnante di liceo che ha consacrato la sua intera esistenza allo studio della storia e della lingua croata e che abita in un trasandato stabile in compagnia del padre degente, Hrvoje, un ufficiale dell’esercito fascista croato nella Seconda Guerra Mondiale. L’unico svago di Vjeko è passeggiare a notte fonda per le strade vuote della città con il viso truccato e con addosso indumenti femminili nei panni di Katarina. Una notte, un gruppo di giovani estremisti lo aggredisce lasciandolo in strada privo di sensi. In ospedale viene riconosciuto e curato da Maja Samardžić (Ksenija Marinković), un’infermiera che vive nel seminterrato del suo stesso edificio. Dopo averlo aiutato a tornare a casa, Maja si prende cura non solo di lui, ma anche di suo padre, costretto a letto. In cambio, Vjeko accetta di aiutare il marito di Maja, il poliziotto serbo Ante Samardžić (Dejan Acimovic), a preparare un esame sulla costituzione croata.

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La denuncia del pregiudizio razziale e di genere e delle secolari diatribe territoriali, sfociate nella sanguinosa guerra e nella disgregazione della Jugoslavia negli anni Novanta, è condotta attraverso una lucida e sferzante satira che stempera la crudezza della questione omofoba nei toni di un’intelligente e vivace commedia che si serve volontariamente di cliché e categorie tipizzate per dissacrarne le strutture mentali e smascherarne la stupidità sotto i colpi di una risata. Al professore croato colto e serioso che, per difendere il suo alter ego femminile e la sua vulnerabilità, si trincera dietro una scorza cinica e sgarbata fa da contraltare l’agente di polizia serbo sempliciotto, ignorante ed ubriacone che, tuttavia, è capace di adempiere con zelo al suo lavoro e di proteggere con amore la moglie e la propria cagnolina. Nello sgangherato e fatiscente condominio – una sorta di metafora socio-politica dei paesi nati dalle ceneri della Jugoslavia – si intrecciano irrisolti scontri generazionali, accesi dibattiti etnici, intime confidenze, focosi slanci sessuali e delicati abbandoni alle proprie pulsioni gender. L’apparente ricomposizione finale delle tensioni lascia comunque il posto alla consapevolezza – resa con la stravagante e riuscitissima trovata dello psicopatico (chi può dire che lo sia davvero?) che si diverte a tormentare i cani con pezzi di salsiccia cosparsi di schegge di vetro – che idiozia umana e terrorismo socio-culturale sono sempre dietro l’angolo.

Funziona alla perfezione il cast, con uno straordinario Nebojša Glogovac (famoso soprattutto per aver interpretato il generale jugoslavo cetnici Draža Mihailović nella serie televisiva serba Ravna Gora, trasmessa dal 2013) nella duplice veste di Vjeko e Katarina e con gli esilaranti siparietti tra Dejan Acimovic e Ksenija Marinković. Racconta il regista: “Nella nostra storia, ciò che accomuna i personaggi non è solo lo spazio in cui vivono, ma anche i demoni del loro passato, che spesso si fronteggiano l’un l’altro; demoni che li costringono a vivere in quel passato anziché nel presente. So che raccontare una storia di questo tipo non è affatto facile. So anche che deve essere raccontata in modo diretto e, talvolta, persino duro. Ma il mio intento è semplice: voglio parlare di persone vive e non di idee morte. E per questo non intendo rappresentare sotto forma di “tragedia” questa storia e i suoi protagonisti. Al contrario, voglio parlare di quelle “cose difficili” con un’ombra di sorriso sulle labbra, con un calore e un amore che si possono provare persino per il personaggio più negativo. Solo così potrò arrivare a coloro che la pensano diversamente e vedono le cose in modo diverso, quelli che odiano a priori e che sono certi che tale odio sia giusto”.

 

Titolo originale: Ustav Republike Hrvatske

Regia: Rajko Grlić 

Interpreti: Nebojsa Glogovac, Dejan Acimovic, Ksenija Marinkovic, Bozidar Smiljanic, Mladen Hren

Distribuzione: Cineclub Internazionale. In associazione con Tycoon Distribution

Durata: 93′

Origine: Croazia/Repubblica Ceca/Slovenia/Macedonia 2016

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