The Deep, di Baltasar Kormákur

Le prime immagini di The Deep viaggiano sott’acqua a decine di metri di profondità: il relitto di un peschereccio sembra custodire degli importanti segreti, in lontananza si sente il rumore ovattato delle onde del mare. Baltasar Kormákur, regista islandese, passa con estrema disinvoltura dall’action movie (Contraband, Cani Sciolti, Everest) a un docu-drama più intimo teso a svelare la poesia della quotidianità islandese.
Nel Febbraio del 1984 al largo delle isole Vestmann, si verificò il naufragio di un peschereccio e la morte di quattro dei suoi cinque occupanti. Il superstite, Goulaugur Frioborsson (Gulli) soprannominato l’uomo-foca, fu capace di resistere nell’acqua gelida per quasi sei ore, nuotare fino a riva, camminare sul terreno vulcanico degli isolotti per poi chiedere aiuto in stato di ipotermia e disidratazione.
Basandosi su questa storia realmente accaduta, Kormakur descrive minuziosamente i vari protagonisti e l’ambiente in cui si muovono: Gulli (Olafur Darri Olafsson) è un ventiduenne timido sovrappeso che ha difficoltà a socializzare con gli altri. Le serate islandesi sono un misto di musica da discoteca e di alcool, per resistere alle temperature proibitive dell’inverno. E poi si va a pescare per portare a casa un po’ di soldi anche se il tempo è inclemente e spesso si rischia di non tornare più. Kormákur si sofferma sul gruppo di amici che si imbarca per l’ennesima battuta di pesca: il nuovo cuoco, la musica, i gusti cinematografici (si discute sul sistema VHS contro il Betamax e si parla de Lo Squalo di Spielberg). Poi arriva il momento della tragedia con il peschereccio che si capovolge perché le reti si impigliano sul fondo: non ci sono trucchi di Computer Graphics ma sano mestiere registico con brevi tagli di montaggio e rapidi ribaltamenti di inquadratura.

Kormákur prende le distanze sia dal taglio spettacolare hollywoodiano (Cast Away, La tempesta perfetta) che dal resoconto semi-documentaristico sul modello de La Morte Sospesa di Kevin MacDonald. Preferisce un tono dimesso, quasi minimalista, caratterizzato dalla semplicità delle piccole cose. Mentre i suoi compagni muoiono ad uno ad uno per assideramento, Gulli resta vivo nell’acqua ghiacciata, parla ai gabbiani e ricorda i momenti della sua infanzia quando superò la terribile prova dell’eruzione vulcanica del 1973. L’istinto di sopravvivenza va contro le dure leggi naturali. Al suo ritorno a casa Gulli viene considerato un eroe, un troll, un essere speciale capace di sovvertire ogni pronostico e ogni legge fisica. In questa seconda parte del film lo sguardo di Kormákur si fa più ironico soprattutto quando inquadra le facce sbigottite degli scienziati islandesi e inglesi che cercano di capire come Gulli abbia potuto resistere più di venti minuti nell’acqua gelida. Il suo sistema enzimatico? La sua particolare distribuzione del grasso? Gulli osserva i figli e la moglie dell’amico deceduto, con il senso di colpa per essere sopravvissuto. Viene guardato dai genitori come un resuscitato, un miracolato. Poi riprende il viaggio come, dopo un naufragio, un superstite lupo di mare.

Dedicato a tutti i pescatori islandesi, caratterizzato da una colonna sonora che spazia dal rock al pop elettronico con una felice citazione di Staralfur dei Sigur Rós, The Deep è la storia romanzata di un anti-eroe che in una situazione di estremo pericolo, mostra una perseveranza e una resistenza al di fuori dal comune.
Intervistato sul significato del film, Kormákur ha dichiarato che la rinascita di Gulli è assimilabile a quella del popolo Islandese che è stato capace di risollevarsi dopo la crisi economica del 2008. Anche se la metafora è un po’ forzata, rimane il fascino di una vicenda che mette l’uomo di fronte al segreto e al mistero dell’esistenza. Come dice Gulli nei filmati di repertorio sui titoli di coda “Io non sono che una piccola goccia nell’oceano”. Ma questa piccola goccia ha avuto il potere di sconfiggere la morte.

Titolo originale: id.
Regia: Baltasar Kormákur
Interpreti: Ólafur Darri Ólafsson, Jóhann Jóhannsson, Throstur Leó Gunnarsson, Björn Thors, Stefán Hallur Stefánsson, Walter Grímsson, María Sigurðardóttir, Theodór Júlíusson
Distribuzione: Movies Inspired
Durata: 95′
Origine: Islanda, 2012