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The Encampments – Gli accampamenti, di Kei Pritsker e Michael T. Workman

Le proteste delle Università americane per i fatti di Palestina tra pacifiche contestazioni e violenze istituzionali in un documentario efficace dal ritmo serrato

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Gli archivi del futuro, per una larga parte conserveranno immagini che ricomporranno, per i futuri studiosi, i pezzi mancanti della cronaca, i pezzi omessi della letteratura storica.
Riempire questi vuoti oggi diventa possibile con le migliaia di immagini che al trascorrere di ogni minuto subissano e intasano le vie di comunicazione delle nostre reti mediatiche. È in questa prospettiva che va letto il film di Pritsker e Workman, distribuito da Revolver Film-Alberto Valtellina. Queste immagini, sicuramente insieme a molte altre, serviranno a raccontare il tempo in cui una coscienza collettiva ha reagito con l’insubordinazione ad un pensiero dominante, ha manifestato pacificamente il proprio dissenso nei confronti dello sterminio posto in essere in Palestina dall’esercito israeliano, che contro ogni dettato di civiltà giuridica internazionale ha deliberatamente attaccato e ucciso migliaia di abitanti della Striscia di Gaza colpevoli soltanto di essere palestinesi e gazawi.
Contro questo scientifico massacro della popolazione civile, che il cinema e una parte della cronaca sta raccontando con immagini che il mondo intero sta guardando da ogni possibile schermo, si è alzata nell’aprile del 2024, dopo più di sei mesi di messa in atto del piano di distruzione della Striscia e di annientamento della popolazione residente, la voce sempre più forte e determinata delle Università americane. Più di 60 atenei sono stati coinvolti nella protesta pacifica e solo verbale, che voleva solo evidenziare al mondo un’altra voce di solidarietà e di forte dissenso. Kei Pritsker e Michael T. Workman con le loro immagini, ricavate anche dalle centinaia di smartphone circolanti, hanno raccontato tutto questo fino alle irruzioni della polizia. Dagli accampamenti sui prati delle Università alle assemblee permanenti, alle voci che urlano il dissenso dai megafoni, la protesta – che ricorda quelle degli anni che vanno dal 1968 in poi contro le guerre, quella del Vietnam in particolare – non è solo degli studenti, ma anche di alcuni docenti e di chi pur avendo terminato il corso di studi per appartenenza, per solidarietà o per istinto di difesa dei diritti civili, hanno voluto unirsi al corpo studentesco per affermare il diritto alla vita dei palestinesi.

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The Encampments – Gli accampamenti resta serrato nel racconto e serve a misurare la distanza con i rappresentanti delle istituzioni che volontariamente intendono confondere la difesa dei diritti civili e di quello alla vita, contro ogni sterminio nei confronti di gente inerme, con un ipocrita antisemitismo che non ha mai trovato spazio tra gli studenti che contestavano. Basta ascoltare le parole di un infiltrato tra gli studenti che ha confermato che ciò che circolava in termini di antisemitismo era tutta una provocazione esterna e mai originaria da parte di chi partecipava alle manifestazioni.
Senza alcuna ipocrisia, ancora una volta, il cinema svela verità (s)conosciute facendosi cronaca e archivio, memoria e storia contro ogni ufficialità imposta e contro ogni comoda “verità” formale, sa mostrare quel vero che rompe ogni ipocrisia, che travisa la cronaca e falsifica la storia.

 

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Regia: Kei Pritsker e Michael T. Workman
Distribuzione: Revolver & Valtellina
Durata: 80’
Origine: USA, Palestina, 2025

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.5
Sending
Il voto dei lettori
0 (0 voti)
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