The Equalizer – Il vendicatore, di Antoine Fuqua

Che film mastodontico ha fatto Antoine Fuqua.

The Equalizer è probabilmente la sua sortita più matura e diremmo, senza esagerare, autoriale; allo stesso tempo, sembra tracciare una sorta di piccola storia dell'evoluzione dell'action movie metropolitano, e per farlo parte correttamente da una serie tv (Un giustiziere a New York, 1985/89, creata dall'infaticabile Michael Sloan), e poi finisce per lambire i riflessi dell'abisso di Michael Mann (merito delle luci e dei movimenti della mdp di Mauro Fiore, qui a livelli altissimi), per ricordarsi infine dell'eredità di Richard Donner, sempre presente nel suo cinema (con il dolente frammento nella villa nella foresta di Bill Pullman e Melissa Leo che ricorda le vette di Shooter).

D'altra parte lo sceneggiatore Richard Wenk viene dall'aver scritto proprio il bellissimo Solo 2 ore di Donner (e poi anche Expendables 2…), anche se qui sta in realtà con ogni evidenza lavorando di variazioni sul tema del suo copione per l'interessante Professione assassino di Jason Statham/Simon West (compresa la passione per le esecuzioni fantasiose con armi improvvisate e oggetti d'uso comune…): si veda la prima parte di racconto sulla quotidiana solitudine e la routine immutabile del nostro mesto e silenzioso protagonista, davvero un rimando al racconto della desolata esistenza del killer Charles Bronson nel Mechanic originale, il capolavoro di Michael Winner.

Ma Fuqua è autore sempre politico, e sempre sul punto di far esplodere la propria molotov sulla città, in questo caso una Boston che sembra edificata sul proprio stesso insormontabile fatalismo: per poter far detonare la sfida tra il suo angelo vendicatore e il demone russo assetato di sangue (sul serio Equalizer parla la lingua di un altro cinema, come facevano proprio il Donner di 16 Blocks o il recente clamoroso Walter Hill di Jimmy Bobo) deve prima mandare a nanna la piccola Chloe Grace Moretz (che “si perde” senza mai comparire in scena una buona metà di film), e risolvere, senza sprecarci più d'una sequenza ultraviolenta, la questione-mafia-irlandese.
Ciò che resta è poi il campo aperto di un rimpallo esponenzialmente pirotecnico che segue le traiettorie affilate della corruzione contro le estreme conseguenze di una condotta inflessibilmente morale, ribolle di celluloide incendiata e sprazzi di una velocità mai davvero contemporanea, e perciò modernissima.

Il meccanismo die hard della sezione finale tra gli scaffali del capannone-negozio di bricolage al buio, in cui il protagonista utilizza in maniera letale e sorprendentemente inaspettata gli oggetti in esposizione sulle mensole per liberarsi di cinque killer pericolosissimi sulle sue tracce, ha chiaramente una valenza molteplice di significati. Gigantesca metafora di un'epoca di immaginario riciclato e fai-da-te in cui si aggira un Denzel Washington distruttore di lucidissima blaxploitation, ancora una volta un magnifico coon, buffone nero commesso nel negozio per gli hobby della domenica dei bianchi (come quando afferma d'esser stato in passato il ballerino di un celebre gruppo funky all black…), il suo McCall non ha letteralmente una risposta alla domanda “Chi sei?”, ma rappresenta nei suoi ralenti trionfanti tutta la gloria del cinema di Fuqua dentro la Hollywood mainstream, da far saltare in aria come un anonimo centro commerciale in cui sia stata indetta un'anarchica rivolta degli oggetti dell'industria.

Titolo originale: The Equalizer
Regia: Antoine Fuqua
Interpreti: Denzel Washington, Marton Csokas, Chloë Grace Moretz, David Harbour, Bill Pullman. Melissa Leo, Dan Bilzerian, Haley Bennett, Vladimir Kulich, Johnny Messner, Robert Wahlberg, Meredith Prunty, Chanty Sok, David Meunier, Tait Fletcher
Origine: Usa, 2014
Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia
Durata: 131’