The Family Plan 2, di Simon Cellan Jones
Resta fedele alla sua natura da commedia familiare, ma la marginalizzazione a cui destina le dinamiche action non gli permette di esaltare il ritratto (stra)ordinario di una famiglia comune. Apple TV+
Proprio come nel film originale, anche in The Family Plan 2 l’incipit esplicita una connotazione puramente teorica: quasi rappresentasse il caleidoscopio non solo dei temi, ma anche – e soprattutto – delle soluzioni drammaturgiche con cui il lungometraggio arriverà a sublimarli lungo il corso della narrazione, votata ancora una volta alla sovrapposizione delle logiche della commedia familiare con i linguaggi iperbolici della action comedy. L’oscuro passato da sicario di Dan (Mark Wahlberg) è ormai stato scoperchiato, e i suoi cari hanno accolto senza remore la volontà dell’uomo di lasciarsi completamente alle spalle la sua precedente identità. Eppure le prime immagini del racconto, in cui osserviamo Jessica (Michelle Monaghan) mentre coadiuva le azioni spionistiche del marito, sembrano in apparenza contraddire quell’anelito alla normalità per cui il protagonista si è battuto così duramente, al fine di assicurare una vita relativamente ordinaria alla propria famiglia. Una contraddizione che lascia però immediatamente il posto all’elusione, tanto che i comportamenti dissimulatori della coppia non erano nient’altro che un gioco di ruolo romantico, atto a sancire la complicità assoluta tra i due, sia nel quadro “domestico”, che nei territori “extrafamiliari” – e iperbolici – dell’action. Declinati ora in uno stesso orizzonte.
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Le stanze del grand hotel dove si è appena consumata, in termini ironici, l’incursione delle grammatiche da spy story nella cornice coniugale in cui si muovono Dan e Jessica, tracciano da questo punto di vista il sentiero verso cui si dirigerà l’intera narrazione di The Family Plan 2, i cui filoni terroristici (espressione del passato traumatico del protagonista) confluiscono senza soluzione di continuità nel mondo familiare (e quindi nel presente) dell’uomo e dei suoi affetti primari. Non sorprende, perciò, che il film sia ambientato durante le festività natalizie, periodo che l’ex sicario desidera trascorrere in piena simbiosi con i suoi cari in modo da rinsaldare ulteriormente i legami interpersonali. Ma la figlia universitaria si trova a Londra per motivi di studio, e al fine di riunire la famiglia, Dan decide di ricongiungersi con la primogenita nella capitale inglese, dove però cadrà vittima delle macchinazioni del fratellastro Finn (Kit Harington), ora impegnato a rilevare l’impero criminale del loro defunto padre, con l’obiettivo di cancellare metaforicamente – e fisicamente – la connessione sanguigna che lo lega al suo ultimo familiare rimasto in vita: responsabile, a suo dire, di averlo abbandonato ad un’esistenza da orfano.
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In linea con il precedente film, anche qui la fuga dal proprio passato familiare si tramuta agli occhi di Dan in un’occasione per validare la sua identità di padre-di-famiglia, sostituitasi in pieno alle derive criminali verso cui si era diretta la sua esistenza da sicario. È in virtù di una simile scelta, che The Family Plan 2 sposa perlopiù i linguaggi della commedia familiare, al punto da relegare ai margini della narrazione le dinamiche action, da intendere qui come meri orpelli di un racconto che vive, forse quasi esclusivamente, della comicità che si genera nel confronto/scontro delle personalità idiosincratiche dei componenti di un nucleo familiare mai veramente in crisi, che si solidifica ogni qualvolta è oggetto di invettive esterne al proprio nido. E per quanto il film rimanga fino in fondo fedele alla sua identità, è a causa di questa incoerente marginalizzazione delle grammatiche da action comedy che il racconto fatica a proporre una transizione organica tra l’assurdo e l’ordinario. Tradendo così quelle stesse logiche che avrebbero dovuto portare ad una fusione – e non ad una divergenza – di generi comunicanti, privati qui di un vero e proprio dialogo.
Titolo originale: id.
Regia: Simon Cellan Jones
Interpreti: Mark Wahlberg, Michelle Monaghan, Kit Harington, Zoe Colletti, Van Crosby, Theodore Lindsey, Reda Elazouar, Sidse Babett Knudsen, Sanjeev Bhaskar
Distribuzione: Apple TV
Durata: 106′
Origine: USA, 2025






















