The Girlfriend Experience, di Steven Soderbergh

Immagini rubate, che diventano pittura postneorealista, è forse l’opera più clandestina e astratta dell’ultima, straordinaria filmografia di Steven Soderbergh. Domenica 12 marzo, h 22.55, Rai4

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IL NUOVO NUMERO DI SENTIERISELVAGGI21ST #9


Cinema in medias res. Come fossimo in un film di Olivier Assayas o Michael Mann. Immagini rubate, che diventano pittura postneorealista. The Girlfriend Experience è forse l’opera più clandestina e astratta dell’ultima, straordinaria filmografia di Steven Soderbergh. L’esperienza della girlfriend è quella compiuta dalla macchina da presa del filmmaker statunitense – come sempre direttore della fotografia, montatore, regista – che pedina il corpo della pornostar Sasha Grey, rimanendo però a distanza, incastonandola negli interni lussuosi di Manhattan (appartamenti, camere da letto, lounge bar, ristoranti, negozi) in quanto merce esso stesso. La genialità dell’operazione consiste nel negare ogni forma di introspezione psicologica del personaggio e della narrazione. Osserviamo la vita della protagonista, una ragazza la cui professione è vivere relazioni occasionali a pagamento, senza conoscerne le motivazioni. Sappiamo solo che lei si fa accompagnare da uomini dell’alta società e che il suo ragazzo, il personal trainer Chris, accetta la sua professione.

the girlfriend experienceNon ci sono scene di sesso, eppure è a tutti gli effetti un film geniale e pornografico. Tutto è superficie: il denaro, il volto di Sasha/Chelsea, le parole, le luci, gli oggetti, ogni elemento si dispone sullo schermo “democraticamente” lasciando l’occhio libero di guardare e ascoltare dentro il mondo della globalizzazione. È un film experience quindi, in quanto pura installazione dei nostri tempi, da fruire anche distrattamente, o al contrario con il massimo dell’attenzione voyeuristica. È chiaro che a Soderbergh interessa ancora una volta fare (e parlare di) economia attraverso il cinema – con un (non)film le cui riprese durarono appena 16 giorni, costato poco più di un milione di dollari e che nel 2009 non venne distribuito in sala, ma circolò direttamente nei canali televisivi e in home video, anticipando di alcuni anni molte delle logiche produttive e distributive che oggi coinvolgono i grandi network dell’audiovisivo. Immaginate Une vie di Godard, girato cinquant’anni dopo, a New York all’indomani della crisi finanziaria del 2007 e avrete questo incredibile film-saggio che è The Girlfriend Experience, da cui qualche anno dopo sarebbe stata tratta una omonima serie tv, con Soderbergh produttore esecutivo. Più che un film, un “oggetto” visivo e sonoro al tempo quasi indecifrabile ma che oggi migliora anno dopo anno.

 

Titolo originale: id.

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Regia: Steven Soderbergh

Interpreti: Sasha Grey, Chris Santos, Philip Eytan, Colby Trane

Durata: 77′

Origine: Usa 2009

Genere: drammatico

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