"The Last Song", di Julie Anne Robinson

the last song
La scrittura di Nicholas Sparks già crea un immaginario cinematografico forte. E questo film non si sottrae alle esibite esagerazioni dove ogni situazione è amplificata e ogni sentimento quasi esibito. Ma la sua riuscita consiste nell'essere un melodramma vecchia maniera, quasi obsoleto con squarci tra Pretty Woman e L'ultimo sogno. Greg Kinnear è superbo e Miley Cyrus è sorprendente

the last songNicholas Sparks in doppia versione. Si parte questa settimana con il primo adattamento, The Last Song di Julie Anne Robinson e si prosegue con la prossima con Dear John di Lasse Hallstrom. E a mettere i due film vicini l'uno accanto all'altro c'è il rischio quasi di confondersi: l'incontro fortuito dei due ragazzi che finiranno per innamorarsi (lui va addosso a lei mentre gioca a beach-volley in The Last Song, lui si tuffa in acqua per recuperare la borsetta di lei in Dear John), l'ambientazione nella località balneare e la figura essenziale del padre di uno dei due protagonisti. Forse l'universo dello scrittore è uno di quelli cinematograficamente più riconoscibili. Ed è anche uno dei più pericolosi con cui confrontarsi. Sparks sta al film d'amore come Grisham sta a quello giudiziario. Lo schema è simile ma gli esiti cinematografici hanno avuto esiti diversissimi. Si passa, per esempio, dal miracolo dell'accoppiata Costner-Mandoki in Le parole che non ti ho detto all'impresa di sciupare completamente una coppia affiatata come Richard Gere e Diane Lane (che invece avevano dato il meglio in Cotton Club di Coppola e Unfaithful di Lyne) in Come un uragano. I personaggi come si è visto appaiono riproducibili e intercambiabili. Sempre all'interno della stessa struttura o in un contesto simile. In The Last Song prendono le forme dell'adolescente 'Ronnie' e del fratello più piccolo Jonah che vanno a trascorrere le vacanze dal padre Steve che si è separato molti anni prima dalla madre e che i due non vedono da tempo. Lei si mostra subito indisponente, è sulle difensive e non vede l'ora di tornare a New York. Lei e il padre sono però accomunati dalla passione per la musica. Durante l'estate poi conosce un ragazzo, Will, con la quale vive un'appassionata e complicata storia d'amore.
Julie Anne Robinson non si ferma davanti alle esagerazioni della scrittura di Sparks. Ogni situazione è amplificata, ogni sentimento quasi esibito. Siamo nelle zone di un residuo da melodramma vecchia maniera stile Love Story e forse il motivo della sua buona riuscita è nella sua natura già dichiaratamente obsoleta. Nella struttura delle regole del genere il film non s'inventa nulla, non ha il senso della misura soprattutto nella recitazione dei due giovani protagonisti maschili (Will e il fratellino di Ronnie interpretati rispettivamente da Liam Hemsworth e Bobby Coleman). Però uno dei meriti è che cerca di commuovere e ci riesce. Ciò avviene grazie a un superbo Greg Kinnear (in totale metamorfosi rispetto all'altra sua altrettanto grandiosa prova di una figura viscida in Green Zone) e a una sorprendente Miley Cyrus, imbronciata per metà film e poi muta repentinamente riuscendo ad uscire con disinvoltura dai panni di Hannah Montana. The Last Song possiede anche residui alla Pretty Woman (la festa del matrimonio della sorella del ragazzo di Ronnie), entra nelle zone di un cinema d'acqua nelle immersioni/seduzioni nell'acquario e soprattutto possiede quei fasci di luce che entrano dai vetri che hanno la forza di far rivivere i morti. Un cinema quindi che non forza mai la dimensione terminale, anzi che fa vivere i morti anche dopo il loro decesso. Con una canzone che li tiene in vita, con una chiesa ricostruita che è come il progetto ultimo dell'architetto Kevin Kline dello straordinario L'ultimo sogno. La fedeltà a Sparks è quindi stavolta un'idea vincente. E non ci sorprenderebbe se The Last Song dovesse rappresentare un modello di melodramma teenager-movie così come la saga Twilight lo sta facendo nell'incrocio horror-sentimentale.    
 
Titolo originale: id.
Regia: Julie Anne Robinson
Interpreti: Miley Cyrus, Greg Kinnear, Bobby Coleman, Liam Hemshworth, Hallock Beals, Kelly Preston
Distribuzione: Walt Disney Motion Pictures
Durata: 107'
Origine: Usa, 2010
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