Lego Batman – Il film, di Chris McKay

Lo sforzo maggiore di Chris McKay, tra gli animatori più importanti degli ultimi dieci anni e al fianco di Lord e Miller già nel primo Lego Movie, sembra essere quello di tentare con ogni capitombolo visivo di tenere testa alla tonitruante, e spesso confusa, immaginazione di Seth Grahame-Smith, sopraggiunto a curare lo script di questo spin-off con la tipica baldanza che ne contraddistingue l’approccio: la Hollywood “fantastica” sembra sempre più governata dalle creazioni di questo nuovo figlioccio di Burton, che da Abraham Lincoln Vampire Hunter e Dark Shadows è adesso passato ai venturi sequel di Gremlins e Beetlejuice.
E a questo standalone del Batman di mattoncini, che recupera le genialate migliori del prototipo (e che in molti casi erano già intuizioni delle versioni videoludiche dell’universo Lego) soprattutto nella concezione immancabilmente meta- del prodotto, e in tutta la comicità smart che ne consegue (certificata dalla squadra ritornante dei doppiatori dalla serie A della comicità USA, Will Arnett, Michael Cera, Zach Galifianakis, Channing Tatum, Jonah Hill, Rosario Dawson… e Mariah Carey!), per ripulirle dalle troppe dispersioni (scompare ad esempio la controparte live action, e si riduce sensibilmente la centralità della filosofia, comunque presente, del “mastro costruttore”) e concentrare ogni stimolo nella direzione di una astrazione multicolore in CGI.

E’ l’usuale modalità di Grahame-Smith, bravo soprattutto a portare all’ebollizione i suoi meccanismi, e infatti Lego Batman Movie è un dispositivo continuo dello stupore e del rovesciamento sensoriale, ottenuto rimpinzando oltre ogni livello di saturazione il calderone di riferimenti, personaggi buoni e cattivi da decine di racconti differenti (non solo le legioni di antagonisti, anche inventati di sana pianta, di Batman, ma anche Voldemort, Sauron, Dracula, King Kong…), magie dell’animazione computerizzata, gag e sterzate di tono improvvise.
Il risultato, a metà tra il frastornante e l’esaltante, chiarisce forse definitivamentelego_batman_bane l’importanza del romanziere-divenuto-produttore-hollywoodiano (anche del prossimo The Lego Ninjago Movie) Seth Grahame-Smith in ogni discorso che intenda ragionare sulle nuove vertigini narrative e strutturali del post-tutto.

Ma il film di McKay ci dice però anche qualcos’altro, nella maniera in cui il materiale legato alla continuity dell’Uomo Pipistrello viene ancorato ad una parodia che non perde nemmeno per un attimo il gancio con una rappresentazione filologicamente corretta dell’universo DC, tra Robin che diventa Nightwing e Alfred che veste finalmente una batsuit come successo soltanto pochi mesi prima dell’uscita di questo film, ad agosto 2016 in Batman: Rebirth.
Le continue inside jokes sui titoli precedenti della saga cinematografica di Gotham City, compresa la serie optical di Adam West, e il rispetto ossequioso all’iconografia del personaggio, raccontano da un lato la sempre incredibile potenza archetipica assoluta delle storie di Batman, e dall’altro di un’attenzione ossessiva e puntigliosa alla verosimiglianza e alla coerenza interna come valore irrinunciabile per il pubblico contemporaneo, che non distrae mai la propria attitudine wiki neanche quando si mette a giocare con le costruzioni.


Titolo originale: The Lego Batman Movie

Regia: Chris McKay
Interpreti (voci italiane): Claudio Santamaria, Alessandro Sperduti, Geppi Cucciari
Origine: USA, 2016
Distribuzione: Warner
Durata: 90′