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LA MASTERCLASS di SCENEGGIATURA con FRANCO FERRINI dal 24 marzo


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The Moment, di Aidan Zamiri

Charli Xcx racconta la crisi dopo il successo planetario della sua “Brat Summer”. Lo stile A24 fascia tutto con l’abituale isteria visiva: e se la soluzione fosse disertare? BERLINALE76. Panorama

Ecco un’altra storia di qualcuno di cui tutto il mondo aspettava il trionfo definitivo, il gesto perfetto e insormontabile, come il salto quadruplo “proibito” di Ilia Malinin, e invece alla fine è caduto, perdendo la medaglia. Il pattinatore americano le cui lacrime a fine esibizione hanno segnato le Olimpiadi Invernali di Milano è solo l’ultima di una galleria di figure che, tra mondo dello spettacolo e dello sport, finzione e vita reale, vanno raccontando l’epoca del burnout di massa che stiamo vivendo e l’abbandonare l’impresa, la diserzione come direbbe Bifo Berardi, come unica risposta possibile: è un po’ il credo di tante storie recenti prodotte dalla fucina A24 (si pensi anche solo al dittico safdiano), e non è un caso che venga da quel catalogo anche questa operazione incentrata sulla popstar britannica Charli Xcx, classe 1992, e sul suo bisogno catartico di lasciar andare una volta per tutte il “carrozzone” legato all’uscita del suo album-simbolo Brat. Per farlo, l’entourage della musicista decide di organizzare la versione filmata per Prime Video del suo live act: ma l’anima decisamente sboccata dell’esibizione e della musica di Charli Xcx piu di tutto quello che le sta intorno, dalle scenografie alle luci alle coreografie, non sembra accordarsi con lo storytelling “per famiglie” canonizzato dalla piattaforma e dal regista chiamato a dirigere il video, Johannes Godwin. Forse però la soluzione migliore si rivela, ancora una volta, quella di lasciare andare

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Corso Laboratorio di Ripresa Video e Fotografia, dall’11 marzo


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La forma è quella del mockumentary, Charli Xcx mette in scena il proprio periodo di crisi e la fuga ad Ibiza con lo stile grezzo e ballonzolante delle riprese “nascoste” e una serie di star amiche nel ruolo di sé stesse (Kyle Jenner, Rachel Sennott…) – il gioco è però subito esplicitato dal tono grottesco con cui Rosanna Arquette e Alexander Skarsgård interpretano pariodie isteriche del classico personaggio del manager musicale e del “creativo” da piattaforma. Nulla che non si sia già visto in parecchie operazioni simili negli anni, è chiaro, tanto che I’m still here di Joaquin Phoenix e Casey Affleck viene letteralmente tirato in ballo nei dialoghi – l’esagerazione farsesca (non sempre azzeccata) lo fa in realtà assomigliare maggiormente a esperimenti piu volutamente nonsense come il vertiginoso Incident at Loch Ness di Zak Penn e Werner Herzog, a cui lo accomuna questa tensione costante dell’artista contro le ottuse visioni e direttive “dell’industria”.

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LA MASTERCLASS di SCENEGGIATURA con FRANCO FERRINI dal 24 marzo


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Storia del cinema Modulo 1, dal 3 marzo online


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Funziona sicuramente come esorcismo per l’ansia da prestazione di una “macchina del successo” come Charli Xcx, che ha il grande coraggio di mettere a nudo fragilità e insicurezze molto private: il coté A24, assicurato dalla fotografia di un veterano della compagine come Sean Price Williams, sommerge però gli attimi di verità nell’immancabile velocità schizzata con cui queste storie pare debbano essere obbligatoriamente raccontate, i personaggi si parlano costantemente l’uno sopra l’altro, e tutti sembrano perennemente in preda ad eccitanti e/o allucinogeni.
Aidan Zamiri è all’esordio, dopo aver diretto parecchi videoclip della stessa Charli: il suo linguaggio di provenienza si tramuta qui in una di scarica continua di stimoli imposti alle immagini, informazioni scritte a tutto schermo, stacchi di montaggio a impulsi stroboscopici, interventi sul materiale decisamente “urlati”. Ha senso, e conferma quanto avremmo tutti bisogno, non solo le star, di spegnere anche solo per qualche attimo questo sovraccarico di input nel quale siamo precipitati.

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Corso di Sceneggiatura in presenza a Roma dal 16 marzo

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La valutazione di Sentieri Selvaggi
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