The Nice Guys, di Shane Black

Shane Black si accontenta di girare a vuoto ammiccando a un’intera stagione di cinema decuplicandone l’effetto ironico e vintage. Un buddy movie solido e divertente, ma un po’ stanco

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IL NUOVO NUMERO DI SENTIERISELVAGGI21ST #9


Si inizia col botto. Vedere sui titoli di testa “prodotto da Joel Silver e scritto da Shane Black” fa un certo effetto, va da sé. Se ci mettiamo poi che nella prima sequenza si assiste alla morte (un suicidio?) di una bellissima ragazza alla periferia di Los Angeles… beh, i déjà vu di Arma Letale diventano veramente un po’ troppi. E allora: che l’operazione nostalgia abbia inizio. Questa volta, però, alla regia non c’è più il vecchio Richard Donner (e ci manca) ma è lo stesso Black che prende le redini della sua sceneggiatura e ci accompagna (guarda caso) nella costruzione di una nuova coppia di protagonisti: due investigatori privati squattrinati ci instradano nelle familiari ambientazioni del buddy movie metropolitano come si faceva una volta.

Siamo a Los Angeles, alla fine degli anni ’70, il tramonto di un’epoca. La morte della ragazza (una pornoattrice molto famosa) e la scomparsa di una seconda (Amelia, figlia di una potentissima procuratrice interpretata da Kim Basinger) producono una reazione a catena smuovendo i poteri forti della città: Jackson Healy (Russell Crowe) e Holland March (Ryan Gosling) ne sono coinvolti in prima persona e devono assolutamente trovare Amelia per risolvere il mistero e salvare la pelle. Bene: anche il mcguffin giusto è servito.  L’unico problema, a questo punto, è che The Nice Guys risulta sin troppo consapevole dell’operazione che sta tentando immergendoci in un vintage mood totalizzante che passa dai completi color pastello ai party a base di disco music; dalle battute su Nixon come fantasma di ogni cospirazione americana, sino al repertorio televisivo anni ’70 come archeologia del nostro immaginario; dall’esplosione dei porno movie che invadono le sale, alla nascita dell’era dei sequel (il cartellone in bella vista di Jaws 2) come nuova ricetta di riciclo cronico del cinema. Questi due personaggi sembrano veramente i reduci di una Hollywood che non esiste più, con Gosling che tenta in tutti i modi di ostentare una bella recitazione al cospetto della sua scatenata figlioletta e Crowe (un’arma letale ormai imbolsita e goffa) che sembra l’unico veramente a suo agio in questa deriva cronica dei segni: la sua malinconia esibita e il suo passato che ogni tanto riaffiora sono le uniche scintille di autentico calore umano. Perché, per il resto, di quegli abissi emotivi che svicolavano dai rutilanti action movie anni ’80 (Martin Riggs o John McClane insegnano) resta purtroppo ben poco.

niceguysE allora: a Shane Black, oggi, non interessa minimante tentare di dare ancora azione a quelle atmosfere (come tenta di fare, e bene, John Hilcoatt in Codice 999) e non intende nemmeno serigrafare un’epoca tentando di farla sopravvivere nei sentimenti di nuovi personaggi (come tenta di fare, e bene, J. C. Chandor in A Most Violent Year), ma si accontenta di girare a vuoto in uno straordinario set-mondo che sciorina con chirurgica perizia tutta l’iconografia di quegli anni, ammiccando a un’intera stagione di cinema e decuplicandone a dismisura l’effetto ironico. Perché “il tempo dei Ladies and Gentlemen è finito!”, dice Ryan Gosling commentando gli sproloqui di un ragazzino. Il risultato è un film solido e divertente, a suo modo sincero, ma che alla fine risulta alquanto stanco nelle ricette spettacolari e un po’ sterile nelle forme in cui le ri-proprone. Rimangono gli echi dei vecchi buddy movie, certo, con le immortali scazzottate. Rimane il piacere di un cinema fatto di volti e corpi senza superpoteri e rimane lo sguardo sornione di Russell Crowe che (ci) ricorda ancora l’etica di tutti i Marlowe che furono. Forse non è molto, ma ci si può accontentare.

Titolo originale: id.

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Regia: Shane Black

Interpreti: Russell Crowe, Ryan Gosling, Angourie Rice, Matt Bomer, Margaret Qualley, Kim Basinger

Distribuzione: Lucky Red

Durata: 116′

Origine: Usa 2016

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