-----------------------------------------------------------------
Corso di MONTAGGIO con Adobe Premiere, a Roma dal 18 marzo


-----------------------------------------------------------------

The Perfect Neighbor, di Geeta Gandbhir

Candidato all’Oscar, il documentario della regista americana ragiona sul bisogno di reale dei nostri giorni, mentre guarda alla cronaca attraverso gli occhi delle bodycam della polizia. Su Netflix

La camera non dimentica anzi testimonia. Si fa largo tra la vita reale lungo il confine, sempre più fragile, tra ciò che accade e la sua perenne rappresentazione. Per questo, The Perfect Neighbor di Geeta Gandbhir è un altro passo (se ancora ce ne fosse bisogno) verso il punto di non ritorno della macchina-immagini, ai tempi del nuovo realismo e del vedere tutto e vederlo subito, come se neanche il True crime fosse abbastanza True senza la sua immagine-verità. 

----------------------------
Corso Laboratorio di Ripresa Video e Fotografia, dall’11 marzo


----------------------------

The Perfect Neighbor ragiona sul bisogno di (iper)reale dei nostri giorni, mentre pesca dalla cronaca americana e ne fa un film-saggio sull’omicidio dell’afroamericana Ajike “AJ” Owens a Ocala, in Florida il 2 giugno 2023. Madre di quattro bambini, è stata uccisa da un colpo di pistola della vicina Susan Lorincz, che da mesi tappezzava di chiamate la polizia locale, lamentando che i figli di Owens sconfinassero nella sua proprietà. 

-----------------------------------------------------------------
Corso di MONTAGGIO con Adobe Premiere, a Roma dal 18 marzo


-----------------------------------------------------------------

Non disturbo nessuno, sono pacifica. Sono la vicina perfetta” racconta durante i primi sopralluoghi alla polizia, che si avvicina nel circondario armata di bodycam per esaminare una situazione del tutto consueta: i bambini non fanno nient’altro che i bambini mentre giocano e si divertono nel verde prato comune. Ma la signora Lorincz non ci sta; chiama le autorità, rivendica il diritto civile e denuncia fantasiose aggressioni con un fare impeccabile, a cui però manca “solo” uno straccio di testimonianza che le dia ragione. 

---------------------------------------------------
Storia del cinema Modulo 1, dal 3 marzo online


---------------------------------------------------

Così nel mezzo di un materiale umano fatto di tesi senza prove, l’americana Geeta Gandbihir affida immagini e racconto all’unica verità possibile, quella delle bodycam degli agenti che si trovano a dover negoziare tra la versione di Lorincz e il vicinato intero. Almeno fino al grido disperato di, figlio di AJ. “Chiamate il 911, ha sparato a mia mamma!” implora disperato senza conoscere ancora la fatalità di quello sparo. 

----------------------------
Corso Laboratorio di Ripresa Video e Fotografia, dall’11 marzo


----------------------------

E subito la vicenda esplode. Si gioca a carte scoperte  enon ci mettono molto gli agenti a ricostruire dinamiche e moventi dello sparo di Lorincz ad Owens. Come se a The Perfect Neighbor non interessi il mistero, anzi lo bandisce a cominciare dalle sue immagini onniscienti che tutto vedono e tutto possono. Non stupirebbe certo se Gandbhir avesse preso appunti dall’ottimo Incident di Bill Morrison – che addirittura di bodycam ne sceglieva quattro in contemporanea – con la sua regia che sottrae incessante la drammaticità senza però intaccare il dramma.

the perfect neighbor

-----------------------------------------------------------------
Corso Laboratorio di Ripresa Video e Fotografia, dall’11 marzo

-----------------------------------------------------------------

Perché The Perfect Neighbor sa reinventarsi alla grande. Dai colloqui tra Susan Lorincz e gli agenti all’interrogatorio grigio e claustrofobico con l’insospettabile accusato stile Adolescence, per una scena che “ti allontana dalla violenza, che non ti verrebbe mai in mente di imitare” (parafrasando Moretti a proposito di Breve film sull’uccidere di Kieslowski).

Così il film di Gandbhir si allontana dalle assuefazioni e nel frattempo coltiva una passione civile sempre più stratificata. Si discute la legge State Your Ground (“Difesa ad oltranza”) prima, e i fantasmi di un’ipotetica questione razziale poi. E se fosse stato un nero a sparare? Si (e ci) chiede tra le righe la cineasta americana davanti alle “premure” della polizia sul caso.  Forse la gogna sarebbe stata più aspra, chissà, ma tra le poche certezze di The Perfect Neighbor c’è il fatto che il cinema di denuncia oggi debba passare per questo linguaggio del reale.

 

Titolo originale: The Perfect Neighbor
Regia: Geeta Gandbhir
Distribuzione: Netflix
Durata: 96′
Origine: USA, 2025

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.5
Sending
Il voto dei lettori
0 (0 voti)

    ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SENTIERI SELVAGGI

    Le news, le recensioni, i corsi di cinema, la riviste, i libri, gli eventi e tutte le nostre iniziative


    SCUOLA DI CINEMA TRIENNALE SENTIERI SELVAGGI, scarica la Guida completa della Triennale 2025/2026


    -----------------------------------------------------------------