The Red Hot Chili Peppers, il documentario Netflix è già divisivo
Diretto da Ben Feldman, il documentario racconterà gioia e dolori, trionfi e cadute dello storico gruppo rock di Los Angeles, che però, attraverso il loro profilo Instagram ha già preso le distanze
Il prossimo 20 marzo uscirà su Netflix The Rise of the Red Hot Chili Peppers, il documentario sul gruppo rock di Los Angeles di cui racconta gioia e dolori, trionfi e cadute. Come riporta Ethan Shanfeld su Variety si tratta di un collage di interviste agli storici membri, dal bassista e fondatore Flea al carismatico frontman Anthony Kiedis, passando per una varietà di personaggi vicini alla band e a Hillel Slovak, primo storico chitarrista dei Red Hot Chili Peppers morto per overdose nel 1988. Diretto da Ben Feldman e prodotto da Asta Entertainment, Submarine Entertainment e Polygram Entertainment, il documentario era già passato “segretamente” per Cannes78 in una proiezione esclusiva per potenziali distributori.
“È un vero onore collaborare con Netflix per portare The Rise of the Red Hot Chili Peppers a un pubblico globale – ha detto Feldman – in fondo, questa è una storia in cui è possibile identificarsi profondamente, sulle amicizie che plasmano le nostre identità e sul potere duraturo dei legami forgiati durante l’adolescenza. Ciò che è meno comprensibile, ovviamente, è che quegli amici hanno poi creato una delle più grandi rock band della storia”.
Ben Feldman, che ha già diretto la miniserie crime Bug Out e il corto Funny Not Funny su una comica malata terminale, si misura adesso con un soggetto musicale maestoso come la carriera dei Red Hot Chili Peppers, uno di quelli che richiedono lucidità, coraggio e un po’ di follia, per catturare al meglio l’ascesa della storica band di L.A. Feldman ha parlato di un film anzitutto sull’amicizia di una vita tra i membri del gruppo, diventata poi risorsa per le loro glorie musicali.
Eppure, dal loro profilo Instagram, i Red Hot Chili Peppers sembrano aver già preso le distanze dal documentario in arrivo su Netflix. “Circa un anno fa – si legge in un post del profilo – ci è stato chiesto partecipare a un’intervista per un documentario su Hillel Slovak. Lui era uno dei membri fondatori del gruppo, un grande chitarrista e amico. Abbiamo accettato di essere intervistati per amore e rispetto verso Hillel e la sua memoria.
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“Tuttavia, questo documentario ora viene pubblicizzato come un documentario sui Red Hot Chili Peppers, cosa che non è. Non abbiamo avuto nulla a che fare con esso dal punto di vista creativo. Non abbiamo ancora realizzato un documentario sui Red Hot Chili Peppers. Il soggetto centraledi questo speciale Netflix è Hillel Slovak e speriamo che susciti interesse verso il suo lavoro” hanno continuato, chiarendo la questione”. Una presa di posizione forte da parte del gruppo, che pur onorando la memoria dell’amico di una vita Slovak, ha tenuto a precisare la sua estraneità rispetto al progetto targato Netflix-Feldman.


























