The Sadness, di Rob Jabbaz

Un’opera di esordio interessante, tradita da un pleonastico finale, ma con una buona riuscita degli effetti speciali. Pandemic movie taiwanese disponibile su Midnight Factory di Amazon Prime Video

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Arriva da Taiwan uno dei titoli più chiacchierati del panorama orrorifico, diventato noto tra gli appassionati grazie ad un passaparola mediatico piuttosto favorevole. Insieme all’avvertimento di prepararsi ad un’esperienza ai limiti del tollerabile, causa sangue e violenza, e per cui si sono scomodati paragoni non sempre giustificati, tipo l’accostamento ad un titolo come Hostel, probabilmente causa la comune appartenenza al gore. Dal quale tuttavia si distingue nettamente, come tematiche, tralasciando che neanche lontanamente si avvicina alla sua terrificante tensione selvaggia. In questo pandemic movie dalle tinte forti, il regista Rob Jabbaz è bravo ad immaginare una forma di contagio misteriosa e dalle conseguenze nefaste, con le persone infettate da un misterioso virus e trasformate in esseri posseduti dalla rabbia, aggressivi ed incontrollabili. Quella di Kat e Jim, la coppia protagonista del film, è un’avventura di sopravvivenza. Farli ritrovare tra le mille traversie e i pericoli, le fughe e le carneficine scoppiate dopo l’esplosione e la diffusione rapidissima del morbo in città, diventa lo scopo principale del film. Più che di una graduale discesa all’inferno, si potrebbe parlare di una voragine aperta, improvvisa e letale, pronta a vomitare mostri, le sembianze di un esercito composto di assassini e stupratori dominati da biechi impulsi, schiavo di un demonio da scacciare solo con la morte.

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15 BORSE DI STUDIO DELLA SCUOLA SENTIERI SELVAGGI

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L’invasione dalla strada sconfina dentro ospedali e metropolitane, fino ad arrivare mediaticamente nei luoghi di potere, dove una giunta militare recita a memoria il solito teatrino di smentite ed ipocrite raccomandazioni, prima di finire travolta dal problema che si era impegnata se non a negare almeno a minimizzare. L’aspetto politico spinge la riflessione nel territorio dell’incertezza e nello sgomento vissuti all’inizio dell’era Covid, lo smarrimento, la mancanza di dati attendibili, le teorie cospirazioniste, sempre lasciando l’apparato governativo nella solita inefficienza e corruzione. L’atto degenerativo è il più riuscito, sostenuto dagli effetti speciali, e la caduta in un mondo di perversione risulta piuttosto credibile, grazie ad un minimo di fase preparatoria, a differenza del finale, trattato quasi come corpo estraneo ed in maniera sbrigativa. La minore plausibilità finisce per spingere sul lato del complottismo senza che in fondo sia necessario, e le ipotesi, necessarie per chiudere una storia definita, superflue ed improprie nel caso di una situazione in continua evoluzione. Cadendo in trappola nel banale tentativo di fornire una spiegazione strutturale non richiesta. Per quanto l’impianto generale risenta di questa abbondanza di scrittura, mortificando il lato visivo, ed indebolisca le intuizioni, il film resta un esordio che lascia ben sperare.

Titolo originale: id.
Regia: Rob Jabbaz
Interpreti: Berant Zhu, Regina, Tzu-Chiang Wang
Distribuzione: Midnight Factory
Durata: 99′
Origine: Taiwan, 2022

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3
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Il voto dei lettori
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