“The Tourist”, di Florian Henckel von Donnersmarck

the touristUn vecchio adagio suggerisce che l’apparenza inganna. Quindi, non è tutto oro quello che luccica e, d’altro canto, l’abito non fa il monaco. Il che, tradotto nella pratica, suona come un invito a diffidare della superficie ingannevole delle cose. Non fa una grinza. Benissimo. Ecco il dato: The Tourist, fuga hollywoodiana di Florian Henckel von Donnersmarck, ultracelebrato e strapremiato autore de Le vite degli altri. Un pre-testo di partenza, Anthony Zimmer, spy story francese del 2005, diretta da Jérôme Salle e interpretata da Sophie Marceau. Una travagliata vicenda produttiva, fatta di rifiuti, dubbi e ripensamenti. La storia è la più classica delle cacce al ladro. Alexander Pierce si è sottoposto a un’operazione di chirurgia plastica per sfuggire alla polizia di mezza Europa. Nessuno sa più che quale sia il suo volto e dove sia diretto. Per questo, Scotland Yard e l’Interpol si mettono alle costole della sua donna, che in realtà è un agente infiltrato. Come se non bastasse, sulle tracce di Pierce c’è anche uno spietato gangster. A farne le spese è uno sprovveduto e maldestro professore di matematica americano, Frank Tupelo, che si ritrova, “suo malgrado”, invischiato nella faccenda. Sulla carta la formula è perfetta. Due star all’apice dello splendore, Johnny Depp e Angelina Jolie, un cast internazionale, una location da favola. Azione e sentimento, intrigo avvincente e toni da commedia romantica. Un classico. Eppure, questo blockbuster apparentemente a prova di bomba fa acqua da tutte le parti. Aspirazioni autoriali frustrate e un risultato a dir poco deludente. Ma se l’apparenza inganna, come suggerisce anche la trama, forse sotto la superficie c’è qualcos’altro. Una deviazione segreta, magari nascosta nella scena più folle di tutto il film. E’ il momento in cui Frank Tupelo fugge maldestramente sui tetti, per poi piombare su un carabiniere che finisce in acqua. Ed ecco Nino Frassica, appena uscito dalle riprese di Don Matteo, che dà del cornuto a Johnny Depp. Straniamento assoluto. Cinema dell’assurdo, che ci riporta in un istante ai film di Neri Parenti. Ecco a voi Natale a Venezia, con Christian De Sica, Maurizio Casagrande, Neri Marcorè, Alessio Boni e Raoul Bova (sempre grande nel suo essere di troppo, sempre fuori parte, dentro l’immaginario). Ma è solo un sogno passeggero. La situazione comica è un incidente, il meccanismo delle gag non è funzionale a nulla e si disperde subito nell’intolleranza dell’intreccio ‘mozzafiato’. Seguiamo, allora, la traccia del romanticismo, con la vertigine dell’incontro Depp e Jolie, che provano a darci i brividi e a fare un altro film, nonostante von Donnersmarck. Attimi brevissimi, raggelati da ignobili ralenti, da balli che sembrano, ma non sono, viscontiani, da I love you impossibili, da immagini che sembrano venire da una pubblicità di profumi degli anni ’80. Forse non c’è scampo. Tutto è finto, come la sigaretta elettronica fumata da Pierce. Sono finti i trasparenti delle scene d’azione, finti i personaggi, i dialoghi, i toni, le svolte, i colpi di scena, i fantasmi, le emozioni. Persino Venezia, città ‘impossibile’, appare perfetta per questa finzione. Tutto è così dannatamente irreale, che sorge davvero il dubbio di trovarsi di fronte a un geniale saggio sulla finzione. Fingere di essere qualcun altro, mascherarsi e nascondersi per sfuggire al controllo panottico delle istituzioni e del potere. Il trionfo dell’ossessione di von Donnersmarck, orfano della Stasi. Ma probabilmente anche questa recensione è finta. Al cinema, la superficie è la densità. The Tourist è semplicemente quel che appare: l’inutile giocattolo di un pigro esecutore.
 
Titolo originale: id.
Regia: Florian Henckel von Donnersmarck
Interpreti: Johnny Depp, Angelina Jolie, Paul Bettany, Timothy Dalton, Rufus Sewell, Raoul Bova, Christian De Sica, Nino Frassica, Neri Marcorè
Distribuzione:01 Distribution
Durata: 100’
Origine: USA, 2010
 
 
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