The Truffle Hunters, di Michael Dweck e Gregory Kershaw

Presente al 39°TFF come evento speciale e prodotto da Luca Guadagnino, è una riflessione poetica e profonda su un mondo che pian piano sta scomparendo.

In anteprima al 39° TFF arriva The Truffle Hunters, il documentario prodotto da Luca Guadagnino sui cacciatori di tartufi piemontesi. È stato presentato al Sundance e poi in altri festival strappando pareri positivi ovunque. Il documentario segue un gruppo di uomini solitari vecchio stampo, con un amore sconfinato verso l’introvabile tartufo bianco d’Alba. Uomini che sembrano lontani dal tempo, liberi nella natura, ma chiusi dai tableaux vivants di Dweck e Kershaw. Eppure la costruzione scenica dei due registi restituisce bene quell’atmosfera sognante e lontana, che solo una volta viene quasi tradita. Quando viene deciso inconsciamente di montare la camera sul cane di uno dei cacciatori sembra che il segreto da lì a poco verrà svelato allo spettatore, ma nessun tartufo viene trovato. Il luogo segreto è salvo, ma comunque quella ripresa diventa un corpo estraneo, reale e sporco, in mezzo ad un mondo fiabesco.

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I personaggi sembrano quasi usciti da un cartone animato per semplicità ed esagerazioni. E questo fa di loro prede facili per il mercato. Una strana forma di capitalismo dove gli imprenditori comprano a poco quello che poi viene venduto in tutto il mondo per cifre spropositate. Alcuni resistono, altri soccombono all’interno del sistema. C’è chi cerca di scoprire i segreti di questi cacciatori d’oro cercando di convincerli che è importante il ricambio generazionale, ma come spiega Aurelio ad inizio film la ricerca dei tartufi è un atto di fede verso se stessi e verso il proprio cane che sempre gli sarà fedele. Alcune cose non si possono condividere. C’è chi è ancor più duro e ribelle e decide di uscire fuori dal giro perché c’è troppa gente, troppi soldi e troppi cani avvelenati. Quello che sembra un idillio eterno viene costantemente minacciato dal denaro. Ed è qui che si apre uno degli scenari più inquietanti di tutta la faccenda, con uomini liberi privati della loro libertà a causa del tempo che sta finendo e uomini avidi che smerciano continuamente tartufi, ma che non hanno nemmeno il tempo di gustarli. L’unica regola da seguire per proteggersi è quella di parlare poco e accontentarsi al più presto di una donna che possa badare ai propri cani. Alla fine non resta che la fuga da una finestra. Fuga che è un pianto solitario in mezzo al bosco da parte di quei poeti, di cui canta Jimmy Fontana, che pian piano stanno sempre più scomparendo come le tradizioni, la libertà e il privato in una società che fagocita e mercifica tutto ciò che incontra.

Titolo originale: id.
Regia: Michael Dweck e Gregory Kershaw
Distribuzione: Sony Pictures Italia
Durata: 84′
Origine: Italia, Grecia; USA 2020

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.8

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
5 (2 voti)
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