The Twilight Saga – “Breaking dawn” (parte 1), di Bill Condon

twilight saga breaking dawnE’ un film sull’attesa, Breaking Dawn. Che contrasta con la frenesia dell’età teenager, con l’ansia del tutto e subito, dei desideri incontrollati, dei sogni da conquistare. E, dunque, è anche un film sulla crescita, sulla maturità, sul “saper badare a se stessi”. La prima attesa è quella del matrimonio. Edward e Bella, due dei tre eroi della fortunata serie tratta dai romanzi di Stephene Meyer (il terzo è ovviamente Jacob), finalmente posso coronare il loro “sogno d’amore”. E tutta la prima parte di questa, a sua volta, prima parte di un romanzo spezzato in due film (girati contemporaneamente), è su questo sogno. E sull’attesa che si realizzi. Si attende il momento, la cerimonia, e Bill Condon sa come rallentare volutamente il ritmo della storia, con quella camminata lunghissima – quasi infinita – che Bella e il padre fanno, dirigendosi verso l’altare. Attesa ma anche timore, per il futuro, per quello che l’aspetterà. Cambiare vita, sì, ma in pochissimo tempo Bella, per dirla con le parole del produttore Wyck Godfrey, “non sarà più single, non sarà più senza figli, non sarà più umana”.  Ed ecco che l’attesa si risolve in un viaggio di nozze, anch’esso, da sogno, in un’isola brasiliana. E qui, l’attesa e la paura per quello che ogni horror, sin dalla nascita del genere, ha sempre malcelato: l’atto sessuale. Ma per Bella non è il problema della “verginità” ma del darsi a un vampiro, e per Edward il riuscire a non uccidere per amore. Poi però la notte arriva, e con essa la mutazione. Perché il sesso è il viaggio nel mondo adulto, e la maternità immediata che ne consegue, scaraventa Bella in una dolce attesa da delirio. Cosa partorirà quell’accoppiamento tra un vampiro e un’umana? Un mostro?

 

Ecco che Breaking Dawn esplode come un vero melodramma familiare e non è un caso che Bill Condon abbia citato Minnelli: “l’intero film – ha detto – è come un terzo atto, quasi come una vecchia pellicola di Vincente Minnelli, un mix tra un melodramma romantico e un intenso film dell’orrore”.  E dall’attesa per il sogno si passa a un’attesa da incubo. Che scatena il conflitto, anzi i conflitti. Tra Edward e Bella, innanzitutto, con la determinazione della ragazza anche a lasciarsi morire pur di far nascere il bambino, e le paure di lui su cosa possono aver generato. Ma anche tra Jacob, che non sa proprio abbandonare Bella, e la sua famiglia di Licantropi, con la quale avviene una vera e propria rottura. E alla fine, con la neo famiglia accerchiata, un gruppo misto di vampiri, licantropi e una ancora umana Bella, siamo alla Sfida finale all’ O.K. Corral con i licantropi, fino a quell’imprinting che segna il “contatto” di Jacob con Bella, attraverso la figlia che cambierà la storia.

 

Incredibile mèlo postmoderno, che gioca sugli orrori familiari con una dolcezza inconsueta, Breaking Dawn sembra riportare il genere, avvinghiandolo in un mèlhorror che sconfina dai drammi teenager dei capitoli precedenti, ai fasti di un tempo passato, quando gli horror sembravano dei mèlo (basti pensare al ciclo Corman/Poe) e i mèlo degli horror (chi si ricorda di Femmina folle?). Come in molti dei lunghi cicli di questi ultimi anni (da Harry Potter a Il signore degli anelli), siamo sempre dentro dei “romanzi di formazione”, un classico della cultura e letteratura americana. Solo che oggi gli amori romantici sterzano sempre più verso il diverso, l’altro da sé. E quella creatura che nasce, tra un umana non più umana e un vampiro, diventa un essere che entra in sintonia con un licantropo. Più meltin pot di questo il cinema americano non poteva mostrarci…


Titolo originale: The Twilight Saga: Breaking Dawn – Part 1
Regia: Bill Condon

Interpreti: Kristen Stewart, Robert Pattinson, Taylor Lautner, Dakota Fanning, Michael Sheen, Ashley Greene, Anna Kendrick, Jackson Rathbone, Nikki Reed, Billy Burke, Kellan Lutz, Peter Facinelli
Origine: USA, 2011
Distribuzione: Eagle Pictures
Durata: 115'