"The Twilight Saga: New Moon", di Chris Weitz

new moonInizia con un sogno il secondo capitolo della 'Twilight saga'. Un sogno-incubo che da subito segna le coordinate del film di Chris Weitz e il percorso di frustrazione erotica e sentimentale della protagonista femminile. C’è Bella che crede di vedere in lontananza la nonna. Si avvicina a lei assieme all’amato Cullen per presentarle il ragazzo-vampiro, ma in realtà la nonna è la sua immagine invecchiata, l’immagine del deterioramento del suo corpo mortale. Lei un giorno invecchierà e morirà, l’amore tra i due non potrà durare per sempre. È proprio intorno al desiderio di Bella di essere trasformata in vampiro che risiede il conflitto tra lei e Edward. Quest’ultimo decide di lasciarla e di abbandonare, assieme alla sua famiglia “centenaria”, la città. Per Bella comincia così un periodo di depressione, che solo grazie all’amicizia dell’indiano Jacob riuscirà a superare. E infatti quest’ultimo è, forse, il vero protagonista di New Moon, il personaggio che rispetto al capitolo precedente gode di maggior spazio a livello introspettivo e drammaturgico. La sua parabola di crescita fisica e sentimentale è per certi versi speculare a quella di Bella, con la quale sembra essere accomunato anche per un destino che pare condannarlo al regno delle tenebre. In lui risiede infatti una natura altrettanto mostruosa che in Edward.

Di fronte a certi film bisogna sempre scegliere da che parte stare. Se dalla parte del cuore o dalla parte della testa. Per quanto ci riguarda non possiamo non sentirci “obbligati” ad amare New Moon. Probabilmente new moonesagerammo lo scorso anno nello scoprirci sospettosi davanti al bel Twilight di Catherine Hardwicke. Perché con tutte le sue (presunte) furberie si trattava di una pellicola non solo capace di rimanere fedele a una poetica registica – quella della brava Hardwicke appunto, ma anche in questo secondo capitolo è altrettanto evidente la mano di Weitz, così riconoscibile e adatta nel raccontare le esplosioni adolescenziali – ma in grado anche di proiettare lo spettatore in un universo privato che è allo stesso tempo sufficientemente umile per sposare l’esperienza collettiva del cinema spettacolare. Si può anche storcere il naso di fronte alla poderosa macchina mediatica mangiasoldi che sorregge l’intera operazione, con il terzo capitolo già in postproduzione, tratta dalla penna della scrittrice Stephenie Meyer. Ma poi – fortuna nostra – rimangono i film. E sia Twilight che New Moon sono – diciamolo senza vergogna – film belli, capaci di mescolare generi diversi (l’horror, il cinema indie, il melodramma, il fantasy) senza mai scendere a patti con un “cinema di miscela”, ma anzi cercando sempre il filo (il)logico del racconto sentimentale. New Moon da questo punto di vista non racconta l’adolescenza, semplicemente è l’adolescenza. Senza filtri, né calcoli da “cinema adulto”. Con almeno tre quattro momenti di cinema di alto livello: il tentato suicidio in mare di Bella, con l’apparizione sfumata di Edward e quella minacciosa, nelle profondità marine, della vendicativa Victoria; la carrellata circolare intorno a Bella davanti alla finestra con in sovrimpressione lo scorrere dei mesi; la caccia dei licantropi nella foresta sulle note di Hearing Damage di Thom Yorke.

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Regia: Chris Weitz
Interpreti: Kristen Stewart, Robert Pattinson, Taylor Lautner, Ashley Greene, Peter Facinelli, Elizabeth Reaser
Origine: USA, 2009

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Distribuzione: Eagle Pictures
Durata: 130'

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3 commenti

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    Ma siamo impazziti? Come si fa a dare un giudizio positivo su questo film assolutamente mal realizzato e noioso! I dialoghi sono poveri e le scelte narrative appaiono spesso discutibili: pensiamo a quando Bella si dispera nel sonno. Nel libro viene spiegato il motivo, cioé il suo vagare nel bosco in preda alla solitudine, mentre nel film non c'è una spiegazione, col risultato di un certo spaesamento nello spettatore che rischia di sfociare addirittura nel ridicolo. E come questo ce ne sono molti altri di casi. Trovo New Moon un film mal realizzato (così come Twilight) complice il fatto che era difficile portare una storia così introspettiva sullo schermo. Tuttavia non giustifico le scelte registiche Si poteva fare meglio.<br />

  • sara pontecorvi
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    sono concorde con Valeri nel dire che ci si sente obbligati ad amare neew moon vista la bellezza della saga e la sua indiscutibile capacità di attirare a se tante e diverse generazioni. Non mi trovo però affatto concorde nel dire che neew moon (il film) sia anche solo paragonabile al twilight della Hardwicke in quanto privo dell'originale sensibilità e del fascino unico del genere reso ora ridicolo da Weitz. e pensare che neew moon è il mio preferito. che delusione

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    suvvia, non esageriamo, va bene essere aperti di mente, ma questo filmetto è una soap senza nerbo e senza passion. Noioso, lungo, lentissimo, spezzato brutalmente in due tronconi che poco hanno a che fare l'uno con l'altro, dai dialoghi mosci se non imbarazzanti, senza cattivi o antagonisti, senza alcun "respiro" fantastico, e poi, ovviamente, casto, perbenista, edulcoratissimo. Ci sono andato senza pregiudizi, il primo era simpatico e non ci trovo nulla di male nel fatto che gli adolescenti abbiano un loro cinema. Ma se gli adolescenti si appassionano ad un film così allora mi viene qualche dubbio.