The Vanishing – Il mistero del faro, di Kristoffer Nyholm

In un brano del 1967, una demo lasciata nell’ombra più di trent’anni per riemergere solo nel 1998, i Genesis avevano composto un testo dall’andamento oscuro e dai contorni mistici per raccontare l’inquietante scomparsa, un mistero lungo più di un secolo e ancora oggi senza soluzione, di tre guardiani del faro delle isole scozzesi Flannan. “Strange affair at the lighthouse”, titolavano i giornali dell’epoca quando, a ridosso del primo dei cento Natali del secolo scorso, la barca con i rifornimenti per il faro era approdata su Eilean Mor, una roccia inospitale sferzata dalle onde e dai venti, da secoli considerata luogo del paranormale e per questo chiamata “The other country”, senza riuscire a trovare alcuna traccia dei tre guardiani, se non un orologio fermo e il tavolo della cucina apparecchiato. Prima di sparire nel nulla, insieme a James Ducat e Donald McArthur, Thomas Marshall aveva lasciato nel suo diario un’ultima indecifrabile nota: “God is over all”. Per anni, i successivi guardiani del faro hanno giurato di aver sentito nel vento il sibilare di voci sinistre che chiamavano i nomi dei tre uomini scomparsi.

the vanishingUn mistero, quello del faro delle isole Flannan, che nelle mani di un supposto avo della celebre coppia di studiosi del paranormale formata da Vera Farmiga e Patrick Wilson sarebbe, forse, diventato una riflessione sulle manifestazioni demoniache che si agitano dentro le immagini, ma che in The Vanishing prende invece tutt’altra forma. Nonostante anche lui, allo stesso modo dei coniugi Warren, abbia avuto a che fare, in una miniserie, con il caso Enfield, Kristoffer Nyholm, regista danese qui al suo esordio cinematografico con alle spalle una solida carriera nel mondo delle serie, è sua la firma di quattro episodi di Taboo, preferisce piuttosto attraversare la storia dei tre guardiani del faro facendone una disanima sulla natura umana. The Vanishing è una discesa agli inferi, che riflette sulla miseria esistenziale scavata nei cuori dall’avidità e che, nella caduta libera descritta dai personaggi interpretati da Peter Mullan, Gerard Butler e Connor Swindells, tratteggia l’inesorabilità di un orizzonte senza speranze, né possibilità di salvezza o redenzione.

Nonostante il mistero della scomparsa venga spogliato di ogni connotato paranormale in quella che, più che di fantasmi, diventa sempre più chiaramente una storia di demoni interiori – come l’antico senso di colpa che si agita sotto la pelle segnata dal mare e dalla vita di Peter Mullan o il terrore dell’aridità emotiva nella quale finisce per affogare Gerard the vanishingButler – Kristoffer Nyholm costruisce il suo film su una soffocante intensificazione del senso di minaccia, puntellata con perfetto mestiere dall’irruzione improvvisa di presagi di morte e disgrazia. Nell’isolamento di un paesaggio ostile, che la fotografia violentemente desaturata del film rende ancor più inospitale e spaventoso, Nyholm ha l’ottima intuizione di inquadrare il faro come se si trattasse di una presenza fantasmatica, una presenza che domina e informa lo sguardo. Mentre rimane volutamente irrisolto l’interrogativo sulla quale sia la vera sostanza tossica, tra l’oro e il mercurio del faro, che porta i protagonisti sul ciglio della rottura, nel riflesso scomposto proiettato dalla luce e dagli specchi che formano l’anima del faro, The Vanishing va descrivendo la parabola di scardinamento dell’equilibrio e delle certezze morali dei suoi tre guardiani attraverso una frantumazione progressiva dell’unità dell’immagine.

 

Titolo originale: The Vanishing
Regia: Kristoffer Nyholm
Interpreti: Peter Mullan, Gerard Butler, Connor Swindells, Søren Malling, Ólafur Darri Ólafsson
Distribuzione: Notorius Pictures
Durata: 101′
Origine: Gran Bretagna, 2018