Ti presento Sofia, di Guido Chiesa

Fabio De Luigi è Gabriele, ex rocker, ora negoziante di strumenti musicali, divorziato e padre di Sofia, su cui concentra tutte le sue cure e attenzioni. Talmente tanto che quando gli amici gli presentano nuove donne, lui non fa parlare della figlia, azzerando ogni chance. Le sue priorità cominciano a cambiare quando ripiomba nella sua vita Mara, interpretata da Micaela Ramazzotti, una vecchia amica oggi fotografa, donna indipendente e cosmopolita e che, soprattutto, detesta i bambini. Scattata immediatamente la scintilla, Gabriele si ritrova a negarle l’esistenza di Sofia, dando il via a una lunga rete di bugie, che si complica ulteriormente appena le due entrano in contatto.

Guido Chiesa mette in scena una commedia leggera sulle più seriose responsabilità genitoriali, camminando continuamente sul confine tra il dissacratorio nelle intenzioni e il conservatore nella condanna a disfunzionalità familiari. Il regista, però, non giudica mai, facendo trasparire la sua volontà di non cedere troppo ai cliché e puntando perlopiù sull’ironia (per quanto non sempre efficace). Il maggior contributo in questo senso viene dai comprimari, ovvero la famiglia di Gabriele fatta di soggetti sopra le righe, di eterni Peter Pan, riferimento in negativo per la formazione del protagonista. Da una parte, allora, il padre interpretato da Shel Shapiro, dal passato hippie e completamente assente nella crescita del figlio; dall’altra Andrea Pisani, ormai vero attore feticcio di Chiesa dopo Belli di papà Classe Z, nel ruolo del fratello Chicco, che Gabriele/De Luigi ha praticamente cresciuto al posto del genitore. Sono loro a rappresentare in realtà il tema della pellicola più che i personaggi principali, loro a nascondere gli spunti più interessanti della vicenda. Spunti, d’altro canto, che finiscono col rimanere tali, sempre per seguire quella giocosa coerenza interna, mantenuta costante per tutto il film.

La sceneggiatura a sei mani, dello stesso Chiesa insieme a quelle della moglie Nicoletta Micheli e di Giovanni Bognetti, disegna invece per la trama principale una sorta di About a boy al contrario. Ne risulta rovesciata tanto la storia, quanto la stessa psicologia dei protagonisti, persino il sesso: la parte del cinico Hugh Grant, ossia di colui che di responsabilità nella vita mai ne ha volute, tocca infatti alla Ramazzotti, che proprio come il londinese Will finirà con lo stravolgere il proprio stile di vita una volta affezionatasi a Sofia; eppure a salire sul palco, impugnando una chitarra, per sostenere l’esibizione musicale della controparte femminile di Nicholas Hoult, è Fabio De Luigi. Lui di Hugh Grant mantiene la staticità esistenziale all’inizio della storia, bloccato però, al contrario, dall’eccessivo senso di responsabilità di cui si fa carico. La sua evoluzione diventa allora molto più lineare, con passaggi cruciali votati alla verve comica di De Luigi, puntualmente adeguato e funzionale ai compiti richiestigli, mentre il legame con la musica, sempre rispetto al romanzo di Nick Hornby, rimane più a far da sfondo allo scorrere della narrazione che a ricoprire un ruolo cruciale nella maturazione dei protagonisti.

Il resto della comicità, quindi, viene tutta affidata alle più classiche gag e situazioni da commedia “della menzogna”, tra intuizioni felici e altre più deboli, all’interno di un buon ritmo che segue fedelmente l’escalation delle bugie del protagonista, risultando piacevole e continuo per gran parte del suo svolgimento. Ti presento Sofia presenta i suoi maggiori limiti, infatti, proprio quando si ferma per farsi più “adulto”, mancando però dei giusti strumenti, esattamente come, in un modo o nell’altro, accade a Gabriele e famiglia. D’altra parte mostra i suoi lati migliori quando imbocca la strada della spontaneità e della leggerezza, quando privilegia i rapporti umani invece dei facili giudizi, coerentemente (ancora) a quel rifiuto di crescere tanto dominante quanto attraente.

 

Regia: Guido Chiesa

Interpreti: Micaela Ramazzotti, Fabio De Luigi, Caterina Sbaraglia, Andrea Pisani, Shel Shapiro, Caterina Guzzanti

Distribuzione: Medusa

Durata: 98′

Origine: Italia 2018