Tick, Tick… Boom!, di Lin-Manuel Miranda

Ispirato alla pièce e alla vita di Jonathan Larson, un esaltante tourbillon dove le parole si confondono con la musica, il tempo con lo spazio. Maiuscola prova di Andrew Garfield. Su Netflix

“Aver paura o amare?”. Il musical, Susan, il futuro, la malattia. Tutto in un tourbillon dove le parole si confondono con la musica, il tempo con lo spazio. Un pianoforte, una tavola calda, il fondo di una piscina con il numero 30. Sono gli anni che sta per compiere Jonathan, un cameriere che aspira a diventare un compositore teatrale. Sta scrivendo il suo musical in cui ci sta buttando anima e corpo e la cui presentazione/esibizione diventerà decisiva per il suo futuro. Tra i suoi fans c’è Stephen Sondheim, uno dei più importanti compositorri di musical della seconda metà del secolo scorso scomparso qualche giorno fa. Intanto la fidanzata Susan sogna di lasciare New York mentre l’amico Michael ha abbandonato il sogno di diventare attore per un lavoro che non gli da problemi economici. Durante la creazione di Superbia è sottoposto a pressioni di ogni tipo e la tensione sale alle stelle.

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Fino all’ultimo respiro. Quello di Jonathan Larson che ha ispirato il debutto come regista cinematografico del Lin-Manuel Miranda che, con il suo In the Heights, di cui quest’anno è uscita anche la versione cinematografica, ha vinto quattro Tony Awards nel 2008. Poi c’è quello di Andrew Garfield in una prova maiuscola, dove la parola e la musica hanno qualcosa di fisico, come in un match di boxe, sempre sul filo tra l’esaltazione e la disfatta. L’attore statunitense è il centro d’attrazione, lascia rivivere Larson (che è morto nel 1996 quando ancora non aveva compiuto 36 anni), non fagocita il film ma lo prende per mano in mezzo a coreografie mai invadenti ma che esaltano la teatralità del musical.

Un’esplosione di colori, di luci, intervallati dai frammenti realistici di New York: le voci dei clienti nella tavola calda, la metropolitana o, al contrario, il silenzio della piscina. Ci sono tracce del bel Chorus Line di Attenborough modernizzato però con i frammenti di una vita sentimentale dove la storia tra Jonathan e Susan è un saliscendi sulle montagne russe, un’intermittenza sentimentale che esplode nella scena sul terrazzo durante un party o in quel riavvicinamento e definitiva distanza nel controcampo tra la loro litigata e l’esibizione musical.

Miranda recupera le ceneri di un genere a cui regala tutto l’ossigeno possibile per farlo respirare ancora. Così come faceva Larson mentre stava elaborando Superbia e poi il grande successo di Rent che il compositore non ha fatto in tempo ad assaporarlo. Non è solo un biopic ma un appassionato omaggio all’artista dove l’esibizione diventa il rifugio dalla strada. Il musical, come nelle origini, riesce a portare con la testa da un’altra parte. Fuori, sulla strada, ci sono tutti i tormenti sentimentali, la malattia, l’AIDS. Raramente il cinema statunitense l’ha raccontato con questa verità senza esporlo. Solo Philadelphia e Dallas Buyers Club lo hanno fatto sentire sulla pelle come Tick, Tick… Boom!. Nel volto di Freddie in ospedale, nella telefonata dell’amico Michael, nel ricordo degli amici morti giovani. La storia dell’amicizia tra Jonathan e Michael è in uno dei momenti più emozionanti, quello in cui il compositore suona sulle immagini del loro passato. Si, certo, si potrebbe vedere anche Tick, Tick… Boom! come un film in Super8 con il rumore del proiettore e sul filo dei ricordi. Ma al tempo stesso, nelle ombre di morte e nel ticchettio dell’orologio che scandisce lo scorrere del tempo, c’è tutta la vitalità di un film sul bisogno si sognare e sulla paura d’amare che cerca di lasciar sopravvivere il genere aggrappandosi con tutta la passione e la forza che ha dentro.

 

Titolo originale: id.
Regia: Lin-Manuel Miranda
Interpret: Andrew Garfield, Alexandra Shipp, Robin de Jesus, Vanessa Hudgens, Joshua Henry, Jonathan Marc Sherman, Micaela Jaé (MJ) Rodriguez, Ben Ross, Judith Light, Bradley Whitford
Distribuzione: Netflix
Durata: 115′
Origine: USA, 2021

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
4
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Il voto dei lettori
5 (1 voto)
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