Tokyo Ghoul – Il film, di Kentarō Hagiwara

Timido e introverso, lo studente universitario Ken Kaneki riesce a superare le proprie difficoltà relazionali nell’invito ad un appuntamento con Rize, ragazza di cui è segretamente innamorato, complice una grande passione per la letteratura che sembra condividino entrambi.
Un amore, però, non destinato a sbocciare: Rize si rivela un ghoul, creatura del tutto simile agli uomini nel suo aspetto esteriore ma che si ciba di carne umana per sopravvivere.
Durante l’attacco della ragazza, la stessa resta vittima di un incidente e, in ospedale, alcuni dei suoi organi vengono usati per salvare Kaneki, gravemente ferito.

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Il giovane dovrà far fronte ad una nuova doppia natura che lo vede per metà umano e per metà ghoul. Impossibilitato a continuare la sua vita nel mondo che conosceva, Kaneki scoprirà la realtà dei ghoul, ai margini di una società occulta che si nasconde tra gli uomini e sottoposti a una caccia senza tregua.

Diretto da Kentarō Hagiwara, il live-action Tokyo Ghoul si ispira all’omonimo manga di Sui Ishida dal quale ha preso vita anche la serie tv anime ideata da Shuhei Morita.
Divenuto un cult in Giappone, il manga è stato in cima alle classifiche dei più venduti tra il 2011 e il 2014, riscuotendo un significativo successo tra gli appassionati del genere anche nell’Occidente.

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Il prodotto di Hagiwara si può considerare un buon connubio tra il valore cartaceo originale dell’opera e la presa in ambito cinematografico, nella libera quanto desiderata trasposizione di un prodotto difficile da riassumere in pellicola. Una problematica che fa parte del genere e dalla quale è necessario prendere delle razionali distanze nella valutazione del film: trasporre in pellicola un soggetto estremamente elaborato da una sinossi continuativa e subordinata a dinamiche evolutive non può trovare interamente spazio in 120 minuti di girato. Preso atto di questo e apportato il debito distacco tra i vari live-action_jojo_bizarre_adventure_Stand_revealmezzi (cartaceo, seriale, cinematografico), è evidente quanto il film pecchi di una CGI incidentata nel suo sviluppo in post-produzione, apportando un significativo distacco nella fluidità della pellicola che risulta, a tratti, quasi ironica pur collocandosi in un involucro di atmosfere horror e drammatiche. In egual modo il tentativo di dar spazio a dinamiche pratiche del narrato, come gli allenamenti di Kaneki per diventare un ‘bravo ghoul’ o gli inseguimenti da parte dei detective, frammentano l’attenzione nel sottoporsi in una maniera ai limiti del parodistico.
Sorpassati questi elementi, è chiaro che lo sguardo di Hagiwara punta principalmente ad un’analisi psicologica degli eventi, rimarcando con fervore la duplice natura di un mondo che non si può più dividere tra ‘giusto’ e ‘sbagliato’, in cui le più semplici regole civili e morali perdono le connotazioni comuni creando un reale caos di intenti ove la sopravvivenza è lecita da entrambe le parti con collocazioni arbitrarie e allo sbando. Un’idea fortemente portata avanti dall’incipit al finale nello studio dei vari personaggi e delle loro inclinazioni, vero perno della pellicola, dove buon risalto si rivela in una ben più che ottima interpretazione del protagonista Masataka Kubota.
L’occhio dell’ideatore pare voler in qualche modo dissociarsi dal contesto di origine, portandoci ad una visione marcatamente studiata di una realtà distopica improntata alla formazione di nuove leggi morali lontane dal poter essere comprese. Un intento, questo, assolutamente apprezzato e che coniuga con buon rigore pragmatico ma anche introspettivo i vari involucri che hanno ospitato le vicende di Tokyo Ghoul, non mancando di porre in evidenza quel che maggiormente interessa l’autore e che ha saputo riportare in pellicola: la mescolanza di tumulti etici e filosofici.

Titolo originale: Tokyo Guru
Regia: Kentarō Hagiwara
Interpreti: Masataka Kubota, Fumika Shimizu, Yū Aoi Nobuyuki Suzuki, Yo Oizumi.
Ogine: Giappone, 2017
Durata: 120′
Distribuzione: Nexo Digital

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