Tom à la ferme, prima clip. Tra Hitchcock e Highsmith

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Prima clip da Tom à la ferme di Xavier Dolan, presentato in concorso a Venezia 70 (la recensione, l'incontro con la stampa) e a Toronto 38 (info e foto): quello che in un certo senso è già "il film della maturità" per il giovanissimo regista del Québec, di 24 anni.

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Ispirato a una pièce di Michel Marc Bouchard, Tom à la ferme è stato accolto favorevolmente dalla critica internazionale (il premio FIPRESCI, assegnato per la carica di energia tesa e sensuale del film, e una standing ovation di oltre 10 minuti), ancora una volta stupita di fronte al talento vulcanico di Dolan. Che sicuramente deve ancora trovare la sua strada definitiva, ma ha già dato prova di ciò che sa fare con l'esordio J'ai tué ma mère nel 2009, seguito da Les amours imaginaires (2010) selezionati a Cannes, e dal bellissimo Laurence Anyways (2012) vincitore della Queer Palm e del premio per la miglior attrice nella sezione Un Certain Regard.

Tom à la ferme, prima clip. Tra Hitchcock e HighsmithIndiewire vede nel film una corrente di tensione proveniente direttamente dal mondo letterario di Patricia Highsmith, citando in particolare Delitto per delitto di Alfred Hitchcock e Il talento di Mr. Ripley di Minghella, come pure Variety, che conia per la pellicola la formula "kinky queer noir" definendo la sua prima escursione nel genere la sua "opera più compiuta, divertente e valida ". Anche Sound on Sight cita Hitchcock, evidenziando l'attenzione al colore e al suono che seguono passo per passo lo smarrimento, il panico e il crollo psicologico del protagonista, e la colonna sonora originale à la Bernard Herrmann (firmata da Gabriel Yared, autore della indimenticabile colonna sonora di 37°2 le matin per Jean-Jacques Beineix).

Nella soundtrack, che per Dolan riveste sempre particolare importanza, affiorano anche echi di Godard (Michel Legrand) del connazionale Denys Arcand (Rufus Wainwright). Per Le Monde, che cita Intrigo Internazionale per l'uso dei paesaggi, il film è affascinante, conferma il talento del giovane autore, in una storia dove "violenza e follia non sono mai troppo lontane dall'amore".

Tom à la ferme di Xavier DolanQualcuno è meno convinto, come David Rooney di The Hollywood Reporter, che pur riconoscendo a Dolan un occhio straordinario per la composizione visiva, sente che il suo cinema è ancora troppo autocompiaciuto e chiuso nel proprio mondo. Tom à la ferme è una storia insidiosa "che uno come Claude Chabrol avrebbe saputo scolpire nella forma di un convincente psicodramma" ma che Dolan non riesce a sostenere, "non mettendosi pienamente al servizio della materia narrativa e della sua verità emotiva".

Dolan stesso compare nel ruolo del protagonista Tom, che si imbatte per la prima volta nella famiglia del suo amante Guillaume (Caleb Landry Jones, Antiviral, Byzantium) scomparso in un incidente durante il funerale. Lise Roy (Le invasioni barbariche) è Agathe, madre del ragazzo morto, ignara dei suoi rapporti con Tom; Francis (Pierre-Yves Cardinal, Polytechnique) figura chiave del film, è il fratello, al corrente di tutto e profondamente minaccioso nei confronti di Tom. Ma la minaccia contiene i germi di un rapporto tra carnefice e vittima che altera i suoi ruoli durante il corso del film.

Tom à la ferme di Xavier DolanNon solo e non semplicemente un caso di Sindrome di Stoccolma: il suo, dichiara Dolan, è "un thriller psicologico, ma anche una storia di lutto, e una storia d'amore fra tre persone, anche se il loro modo di vivere può sembrare strano" oltre che sull'abisso che divide lo spazio della metropoli e quello della provincia rurale, vissuti da "due animali feriti, un topo di città e un topo di campagna".

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"Con i miei film precedenti volevo mostrare come la nozione di coppia possa cambiare passando dall’adolescenza alla vita adulta, e come si deteriori nel tempo. Messi insieme, i miei primi tre film formano una sorta di trilogia dell’amore impossibile. Ma quando ho acquisito i diritti della pièce di Michel Marc Bouchard, avevo un obiettivo preciso: tentare qualcosa di nuovo, un altro genere, un altro stile di scrittura" dice Dolan nelle note di regia. "Ho provato un’intensa gioia nell’esplorare il genere, pur restando all’interno della sua grammatica specifica, dei suoi codici. Avventurarsi in territori sconosciuti, riapprendere le basi, dire no agli automatismi…"
 

Nel cast anche Évelyne Brochu (Café de Flore) Manuel Tadros (musicista e attore, padre di Xavier) Jacques Lavallée, Anne Caron. Il giovane filmmaker si è dichiarato entusiasta dall'esperienza veneziana:"Alberto Barbera, il direttore artistico, mi ha detto che è raro e commovente riscontrare applausi così lunghi e calorosi in un festival". La fotografia è del valido André Turpin (Incendies).

Tom à la ferme di Xavier DolanTra i prossimi progetti di Dolan – che ultimamente ha diretto un video molto discusso per Indochine, College Boy –  figurano la serie tv di corti Des Gens Ordinaires, il debutto americano: The Death and Life of John F. Donovan, storia di una star del cinema "alla James Dean, o Marlon Brando" che diventa inaspettatamente il miglior amico di penna di un undicenne britannico e Mommy, scritto da Anne Dorval (che interpretava la madre del protagonista in J'ai tué ma mère) storia di una donna che ottiene in custodia un bambino difficile.

Un tema importante per Dolan, che racconta di essere affascinato da figure di donne fragili e forti alle prese con la maternità. Altrove, ha fatto cenno anche a un thriller politico, che "parli di cambiamento".

Tom à la ferme uscirà in Francia a marzo 2014, dopo alcuni passaggi in altri festival, tra cui il Reykjavík International Film Festival (ottima manifestazione a partire dai tre ospiti d'onore dell'anno, nomi del calibro di Lukas Moodysson, Laurent Cantet e James Gray). Nella nostra gallery, tutte le foto.