TORINO 21 – Americana

"Americana", nel corso degli anni, presentando – in uno stesso programma – il lavoro di filmmaker diversi tra loro come John Milius e Robert Frank, Robert Duvall e Errol Morris, Spike Lee e Fred Wiseman, John Waters e John Sayles, Abel Ferrara e David Lynch, Curtis Harrington e Amir Naderi, ha cercato di riflettere (sul)le tendenze e variazioni del cinema americano più vitale e curioso. Ha documentato i nuovi ruoli forti della non fiction e, a livello produttivo/distributivo, delle reti via cavo. Mischiando cinema prodotto fuori e dentro le Majors, dal budget stracciato o considerevole, ha cercato di offrire percorsi alternativi alla vecchia dicotomia Hollywood versus indipendenti. Ha seguito il lavoro progressivamente marginalizzato di autori come Milius e Schrader, ha presentato l'opera completa di un regista meno noto come James Toback e ha introdotto il pubblico italiano ad una nuova generazione di filmmaker come Wes Anderson, Darren Aronofsky, David Twohy, Alexander Payne e, nella scorsa edizione, Larry Fessenden. Tornando alle radici del cinema classico USA, anche per ricostruire come esso abbia illuminato quello contemporaneo, la serie ha riproposto i western di Howard Hawks (1999), Budd Boetticher (2000), Anthony Mann (2001) e, l'anno scorso, quelli crepuscolari di John Ford.

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10 i lungometraggi che quest'anno compongono la sezione, cui si aggiungono i 6 film di Americana /Noir: una selezione di film di registi del cui cinema asciutto e duro William Friedkin – oggetto di una delle retrospettive del Festival – sembra aver ereditato la tradizione, per sottolineare ancora una volta i rapporti tra la Hollywood classica e il cinema USA contemporaneo.

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Americana











































































ALL THE REAL GIRLS di David Gordon Greene (USA, 2002, 35mm, 91')
Vincitore al Torino Film Festival 2000, David Gordon Green torna con la storia del primo (vero) amore e dei primi (veri) dolori tra due ragazzi della rust belt americana. Un film di bruni e sfumature, delicato e complesso, per uno dei piu' promettenti autori della sua generazione. Premio speciale e Sundance 2003.
Dom 16 22.15 S7 – Lun 17 12.15 S7 – Gio 20 16.00 S1








AMERICAN SPLENDOR di Robert Pulcini, Shari Springer Berman (USA, 2002, 35mm, 100')
Comic strip, documentario e fiction per un film acido, tenero, ironico e depresso sul fumettaro underground, collezionista di dischi e protetto di Robert Crumb Harvey Peckar. Ha vinto Sundance 2003.
Ven 14 20.15 S7 – Sab 15 12.00 S7 – Dom 16 22.00 S1








BRIGHT LEAVES di Ross McElwee (USA, 2003, 35mm, 107')
No, non e' un film contro le sigarette. Intriso di autobiografia -un suo avo avrebbe inventato il tabacco Bull Durham e ispirato un film di Michael Curtiz- come tutti I documentari di McElwee, e' anche un viaggio affascinante nella storia, nell'economia e, sopratutto, nella psiche del Sud USA.
Lun 17 20.15 S7 – Mar 18 14.00 S7 – Mer 19 17.45 S1








DOMESTIC VIOLENCE 2 di Frederick Wiseman (USA, 2002, 16mm, 160')
Seconda parte della riflessione sul tema inafferrabile, della violenza domestica condotta, questa volta, nelle aule dei tribunali. Una riflessione che Wiseman affronta, e tratteggia, con il suo infallibile mix di sensibilita', humor, e coraggio
Gio 13 15.00 S7 – Lun 17 21.30 S9








GREENDALE di Bernard Shakey (USA, 2003, 35mm, 87)
E' Neil Young, nascosto sotto le pseudonimo Bernard Shakey, dietro alla macchina da presa (Super8) e alla regia di questo "romanzo in musica", ispirato alle canzoni del suo ultimo disco, e in cui la nozione hollywoodiana di musical si contamina di elegia e underground.
Gio 13 18.00 S7 – Sab 15 18.00 S1 – Sab 15 21.30 S7








KISS ME DEADLY di Robert Aldrich (USA, 1955, 35mm, 106)
Uno dei miglior noir losangelini. Da Mickey Spillane. Forte, allucinatorio, disperato, come Aldrich sa essere. Il detective Mike Hammer e' di ritorno in citta' quando una donna scalza, avvolta solo da un impermeabile lo ferma nella notte. Lui la soccorre ma, dopo che vengono fermati ad un posto di blocco, si sveglia in ospedale scoprendo che lei e' morta misteriosamente.
Gio 20 16.00 S7 – Gio 20 20.00 S1








PIANO BLUES di Clint Eastwood (USA, 2003, Betacam SP, 90)
Clint Eastwood racconta di aver imparato a suonare il piano dai dischi di Fats Waller che gli regalo' sua madre. Questo documentario, forse il piu' personale della serie sul blues prodotta da Martin Scorsese, e' il suo grazie al blues, al jazz e al pianoforte.
Dom 16 20.30 S7 – Lun 17 14.00 S7 – Mer 19 16.00 S1








RAW DEAL di Anthony Mann (USA, 1948, 16mm, 79)
Noir duro e cinico, fotografato per Anthony Mann da John Alton, narrato in voice over dal punto di vista di una storia d'amore tragica e con Raymond Burr cattivissimo. Dennis O'Keefe e' il gangster tradito dagli ex complici quando esce di prigione. Claire Trevor interpreta la sua donna e Marsha Hunt la ragazza innocente che se ne innamora.
Ven 14 10.00 S7 – Sab 15 16.15 S7








SOPHIA: A SELF-PORTRAIT di Mel Stuart (USA, 1968, Betacam SP, 55)
Sofia Loren vista da Hollywood, una diva non italiana ma planetaria, come Garbo, Monroe, Elizabeth Taylor. Un oggetto strano, mai visto, molto fabbricato e glamour, girato per la televisione USA che si installo' nella mitica villa Ponti. Sofia parlava gia' un inglese impeccabile nel 1968.
Mar 18 20.30 S7 – Mer 19 12.00 S7 – Gio 20 18.00 S1








THE FOG OF WAR: ELEVEN LESSONS FROM THE LIFE OF ROBERT S. MCNAMARA di Errol Morris (USA, 2003, 35mm, 95')
Il bombardamento di Tokio, la Baia dei porci, il Vietnam…Alcuni dei piu' controversi capitoli della storia americana del secolo scorso raccontati da uno dei suoi piu' controversi protagonisti: il segretario di stato USA Robert McNamara. Un film ipontico, come tutti quelli di Errol Morris e un'inevitabile riflessione sul presente.
Sab 15 22.15 S1 – Mer 19 20.00 S7 – Gio 20 14.00 S7








THE LINEUP di Don Siegel (USA, 1958, 35mm, 86)
Indimenticabile performance di Eli Wallach, nella parte di un killer di professione, per questa teas, asciutta, storia di eroina in cui Don Siegel, in bianco e nero contrastatissimo, ci fa "scoprire" la San Francisco in cui ambientera' tutte le avventure di Callaghan.
Mer 19 16.00 S7 – Mer 19 20.00 S1








THE PHENIX CITY STORY di Phil Karlson (USA, 1955, 16mm, 100)
Uno dei film preferti di Martin Scorsese e un lavoro spietato quasi "documentario" nelle immagini (micidiale quella del cadavere della bimba nera buttato da una macchina in corsa). Gli abitanti di una cittadina di provincia si armano per combattere il potere locale. Finale cinicisssimo alla Friedkin, con intervento della guardia nazionale.
Ven 14 16.00 S7 – Sab 15 10.00 S7








THIS SO-CALLED DISASTER di Michael Almereyda (USA, 2003, Digital Betacam, 86)
Un film sulla messa in scena di una piece di Sam Shepard, interpretata da Sean Penn e Nick Nolte, che e' anche uno dei ritratti piu' completi e complessi di Shepard. E la testiomonianza di un tipo di teatro e di recitazione americani la cui dolorosa inattualita' e' sempre meno tollerata.
Mar 18 18.15 S1 – Gio 20 20.00 S7 – Ven 21 18.30 S7








TRAPPED di Richard Fleischer (USA, 1949, 35mm, 78)
Fleischer lo considera il film della sua svolta stilistica. E' una tesa, elettrica storia di falsari, con Lloyd Bridges evaso dalla prigione alla ricerca delle sue matrici. Chissà se Friedkin lo ha visto prima di fare To Live and Die in L.A.
Lun 17 16.45 S7 – Mar 18 20.00 S1








WATTSTAX di Mel Stuart (USA, 1973, 35mm, 98')
Una Woodstock nera, dedicata alla popolare etichetta discografica Stax e tenutosi a Los Angeles in occasione dell'anniversario delle rivolte di Watts. Richard Pryor, Jesse Jackson e due magnifiche canzoni di Isaac Hayes (tra cui la mitica Shaft) : un film concerto che e' anche un documento imperdibile sulla societa' USA
Mar 18 22.30 S7 – Mer 19 14.00 S7 – Mer 19 22.00 S1








WHITE HEAT di Raoul Walsh (USA, 1949, 35mm, 114')
Uno dei film favoriti di William Friedkin e uno dei gangster films piu' belli e barocchi dei 40s, giocato in fuga e sul triangolo tra il gangster Cody Jarrett (Cagney), la sua amante Verna e mamma Jarrett.
Dom 16 16.00 S6 – Lun 17 20.15 S1