TORINO 28 – "Homme au bain", di Christophe Honoré (Festa mobile)

homme au bainAll'origine dell'ultimo lavoro di Christophe Honoré c'è il celebre dipinto impressionista di Gustave Caillebotte l'Homme au bain, l'uomo al bagno che appunto dà il titolo al film e di cui il corpo dell'attore pornografico François Sagat, che nell'opera interpreta il protagonista Emmanuel, diventa il corrispettivo speculare del XXI secolo. Rinunciando a più riprese a una narrazione classica e a qualsiasi tentazione verso un fuori campo che negherebbe la natura stessa dell'intera operazione, Honoré traccia la crisi di un coppia gay, raccontando una deriva sessuale e geografica che segue in parallelo i due partner protagonisti tra New York e la periferia parigina. Omar lavora nel cinema e parte per l'America assieme a un'attrice (Chiara Mastroianni) per una serie di conferenze, durante le quali incontra Dustin.  Rimasto nell'appartamento di Omar, Emmanuel cerca di sopperire all'assenza del compagno collezionando rapporti occasionali ed esponendo ripetutamente la perfezione del proprio corpo al contatto e allo sguardo dell'altro.
Senza dubbio l'opera più estrema e spiazzante del talentuoso regista francese. Una riflessione sulla filmicità del nudo e dell'erotismo esibito, forse sulla (im)possibilità del cinema di configurare l'estasi tramite il voyeurismo. Honoré immerge la sua opera nella fisicità dei corpi maschili protagonisti e dei loro rapporti omosessuali concedendo poco o nulla alla bellezza formale – addirittura ampiamente ripudiata nelle cronache newyorkesi di Omar, raccontate attraverso le riprese traballanti di una miniDv – in linea però con un rigore espressivo e una radicalità di messa in scena che pur tra alcune incertezze e ridondanze non insegue il facile scandalo, ma utilizza il cinema come strumento per raccontare senza reticenze l'uomo nel privato. Certo a conti fatti Homme au bain risulta essere un'operazione più interessante e coraggiosa che pienamente riuscita, ma avercene cineasti come Honoré.