TORINO 30 – Al via con "Quartet"

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Sarà il film di Dustin Hoffman ad inaugurare ufficialmente questa 30° edizione tra poche ore. Dopo Al Pacino e Robert De Niro, un altra grande icona del cinema hollywoodiano degli ultimi 40 anni riesce a passare dietro la macchina da presa dopo averci provato precedentemente ma senza fortuna. Ricco il cast all'inglese: Maggie Smith, Tom Courtenay, Billy Connelly, Pauline Collins e Michael Gambon

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logo torino film festivalInizia stasera la 30° edizione del Torino Film Festival sotto il segno di Dustin Hoffman. Alle ore 21.00 all'Auditorium Giovanni Agnelli al Lingotto ci sarà l'inaugurazione ufficiale con la proiezione di Quartet, prima regia del grande attore statunitense che a 75 anni riesce finalmente a fare il grande passo dietro la macchina da presa dopo quello di alcuni suoi illustri colleghi e amici come Robert De Niro, Al Pacino e Robert Duvall. Ci aveva già provato con Vigilato speciale (1977) diretto poi da Ulu Grosbard e in alcuni film il suo peso sembra andare oltre il suo mestiere di attore come è accaduto, per esempio, in Tootsie (1982) di Sydney Pollack.

Tratto dalla commedia di Ronald Hardwood (che è anche sceneggiatore del film), il film vede protagonisti un gruppo di cantanti lirici e musicisti vive nella casa di riposo di Beecham House, immersa nella campagna inglese. Come di consueto, si prepara ogni anno l'anniversario per la nascita di Giuseppe Verdi e gli artisti tornano così in scena per mantenere la loro residenza e, nel frattempo, rinascono ansie da primadonna, rivalità da istrioni, isterismi. C'è chi si sente male, chi beve di nascosto e chi si rifiuta di cantare. In mezzo alla confusione arriva una nuova ospite, una diva della lirica che lì ritrova i componenti di un quartetto leggendario che si è sciolto quando divorziò da suo marito.

Ci sarà un cast all'inglese: Maggie Smith, Tom Courtenay, Billy Connelly, Pauline Collins e Michael Gambon.

Quartet uscirà nelle sale italiane nel 2013 distribuito dalla Bim.

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11 commenti

  • Io mi auguro vivamente che il festival di Torino sia stato concepito con più criterio di quello romano, che quest'anno è stato al massimo della delusione. L'unica cosa carina era lo spazio Cubovision dove si facevano gli incontri. Ci sarà anche a Torino?

  • Sono d'accordo per lo spazio cubovision.. Per il Festival io vorrei spezzare una lancia a favore. I film qualitativamente erano davvero deludenti ad eccezione di qualcuno, ma l'organizzazione l'ho trovata di gran lunga migliore di quella degli altri anni!

  • Claudio Solferino

    Marina, anche tu assidua frequentatrice della zona Cubovision al Roma Film Festival? Magari ci siamo conosciuti là! Io ci stavo tutti i giorni per le anteprime e gli incontri! Forse eravamo vicini quando c'è stato James Franco!
    Comunque si… la zona Cubovision è stata l'unica nota piacevole del festival romano…
    Riguardo a Torino, sono curioso per Dustin Hoffman… vedremo!
    Avete sentito di Ken Loach?

  • ma che ve siete fumati? anche la pizzavision dell'auditorium non era male…

  • A kurtz questi se so fumati qualcosa al cubovision, me sa che glie davano la roba li dentro, altro che registi, fumooooooo

  • @Kurtz, ho sentito di Ken Loach e sinceramente mi stupisco del perchè appena apre la bocca tutto il mondo riporta quello che dice!! vabbè…. comunque si 🙂 sicuramente ci saremo incontrate all'auditorium 🙂

  • Ma sì, si saranno fumati della roba, il problema è che lo spazio zona Cubovision era una delle poche organizzate nel migliore dei modi. In un certo senso c'è stata estrema libertà nel guardare attori e registi, anche da vicino, più del red carpet addirittura e molti video del festival hanno rimandato anche a questo. Inutile dire cavolate, al Festival del cinema ci sono state anche questo tipo di pubblicità, che lo rinneghiamo a fare? non vi piace? ci fossero stati almeno altri spazi adeguati, ma lì ritorniamo all'organizzazione e tutto viene rimandato al 2013 e a vedere il secondo mandato di Muller. Comunque il programma di Torino, da tantissimo tempo, è molto superiore a quello romano e lo è sempre stato.

  • @Leila, d'accordissimo sul fatto che il festival di Torino è sempre stato di gran lunga superiore!! Personalmente però, penso che le vere sorprese quest'anno siano fuori dai festival! VEDREMO UN Pò! La zona cubovision era bene organizzata non c'è che dire

  • Claudio Solferino

    Per ora che ve ne pare di Torino?
    Io aspetto con curiosità il nuovo lavoro di Gipi "smettere di fumare, fumando", dopo che ho visto varie anteprime sul suo Facebook!
    Tornando al Festival romano, ho letot numeri impietosi, con cali del 25% nelle presenze e nei biglietti venduti.
    Lella fa benissimo a ribadire i meriti della zona Cubovision, che sembrava un festival a sè, dove davvero c'erano incontri, progetti presentati… c'era vita e c'era tanta attenzione per il cinema, che non ho visto negli altri luoghi adibiti del festival. Quando va detto, va detto!

  • @claudio i dati ufficiali delle presenze al festival di Roma segnalano un -15% di biglietti e un + 15% di accrediti. Quindi mi sembra non un calo ma, semmai,una crescita. Ma la quasi totalità della stampa é contro questa direzione, a parte cineclandestino e sentieriselvaggi, e quindi fanno girare false info per denigrare Müller. Poi sui contenuti ognuno ha le sue idee, personalmente credo che si può fare di meglio

  • @Lunapop di sicuro è anche vero che c'è stata una certa avversione per questa edizione. Insomma tutti contro Müller, innegabilmente a priori e questo non è stato giusto. Ricordiamoci che ha avuto pochissimo tempo per organizzare il Festival e di sicuro, partendo fin da ora, il prossimo anno dovrebbe creare un evento nettamente migliore Purtroppo il Festival di Roma è nato come la "festa del popolo", non ha mai avuto una vera identità e c'è chi lo vorrebbe tutt'ora rivalutare. Comunque i bilanci finali non sono stati pessimi ma nemmeno dei migliori, quello che ha agevolato il Festival sono stati i tantissimi articoli della stampa online (hanno puntato più su quella quest'anno), Però è assolutamente vero che non c'era molta gente in sala, tranne per l'incontro con il pubblico di James Franco, là è stato un tutto esaurito (chissà come mai).