TORINO 30 – “Forse si poteva entrare nel merito dei contenuti delle dichiarazioni di Ken Loach”: parla Steve Della Casa

Una telefonata di Federico Chiacchiari a Steve Della Casa, presidente della Film Commission Piemonte, sull’”Affaire Loach”, che in questi giorni ha messo, suo malgrado, il Torino Film Festival al centro dell’attenzione mediatica.

steve della casa

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Ciao Steve, scherziamoci un po’ su: ci puoi dare una tua opinione su questo dibattito tra trotskisti e marxisti leninisti…?

 

Ahhahahhaha! A questo proposito devi assolutamente leggerti questo libro, che ho curato assieme a Paolo Manera ed è appena stato pubblicato da Donzelli, che si chiama “Sbatti Bellocchio in sesta pagina” ed è una raccolta delle recensioni sui film degli anni settanta che uscivano sui giornali della sinistra extraparlamentare. Quello è il titolo con cui “Lotta Continua” stroncò il film del povero Marco Bellocchio. E’ molto divertente, ci sono le recensioni di “Servire il Popolo” che sono straordinarie…

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Assolutamente da recuperare, allora!

E’ appena uscito, una settimana fa credo.

 

Ma insomma tu con chi stai con Trotsky o con Lenin…?

Io non sto con nessuno, me ne sbatto le balle…ahahahahaha!

Scherzi a parte, secondo me era effettivamente più giusto che Ken Loach venisse a Torino e facesse casino qui piuttosto che a distanza, ma forse perche questo avvenisse, visto che sono in trattativa da tre mesi, si poteva fare qualcosa di più per convincerlo…Mi sembra una cosa trattata, forse, con trascuratezza, almeno questa è la mia sensazione.

 

Da un punto di vista del risultato mediatico, si può dire che l'effetto c'è stato, però…

Quello non c’è dubbio. Forse anche di più che se lui fosse venuto e si fosse incontrato con i lavoratori, ecc… Poi bisogna capire cosa uno vuole ottenere dalla vita. Forse se Loach veniva e provava a fare una mediazione ci poteva essere la possibilità di portare a casa un risultato, chi lo sa? E’ il problema che si poneva anche all’epoca tra chi diceva che la trattativa giusta era quella che si concludeva con un contratto, e chi diceva che il contratto era comunque un bidone….Bisogna agire tra questi due estremi e capire che cosa si vuole ottenere.

 

Secondo te, dal punto di vista del Festival, al di là del fatto che appare logico che si dica che la gestione di servizi esternalizzati alla Cooperativa non li riguarda direttamente, è però eticamente corretto disinteressarsene, soprattutto di fronte a una richiesta esplicita di Loach?

Non so, il Festival non ha voce in capitolo su quelle cose lì, il Festival ha dei prestatori d’opera. E’ come se tu dicessi “Torino è una città inquinata e quindi non vengo al Festival dell’ambiente”, questo dal punto di vista strettamente formale. Da un punto di vista etico, però, se tu fai una dichiarazione dicendo che Ken Loach ha esagerato, credo che poi devi anche entrare nel merito della vicenda. Che il Festival non c’entri niente è del tutto evidente, non ha nessuna voce in capitolo su quello che fa il Museo del Cinema, quindi oggettivamente non potevano spostare in nessuna maniera la questione, però nel momento in cui entri nel merito delle sue dichiarazioni devi anche entrare nel merito dei contenuti delle stesse…

 

ken loach

Cosa ne pensi del fatto che, tra i commentatori, i giornalisti sono apparsi molto critici nei confronti dell’atteggiamento di Ken Loach mentre il “popolo della rete” (passami questa orribile espressione), nei commenti agli articoli e sui social network hanno tutti esaltato il regista, forse anche in maniera esagerata…

 

Che ci siano due forme di comunicazione parallela in Italia ormai è abbastanza evidente. Se tu leggi come vengono raccontati dai giornali online gli scontri di Roma di qualche giorno fa e come sono raccontati sui giornali, a volte anche nella stessa testata, sembrano due mondi completamente diversi. Oggi la “comunicazione ufficiale” è molto rispettosa e quella “non ufficiale” è, a volte fin troppo alla “basta spacchiamo tutto” ecc…Non è che sulla rete sia tutto fantastico. Io vedo ogni tanto delle notizie che mi riguardano che sono delle cazzate allucinanti. Proprio oggi ho trovato un blog pugliese che attacca Maselli, quello della Film Commission Puglia, e dice “del resto anche Steve Della Casa, che presiede da  sette anni la Film Commission Piemonte, su IMDB risulta aver fatto solo un documentario”… Ma che cosa c’entra con la mia attività?

Dico solo che ormai sono due mondi assolutamente paralleli che spesso non si conoscono l‘un l’altro. I miei figli le notizie le prendono tutte dalla rete, nessuno di loro legge più i giornali…

 

Non trovi paradossale che proprio il Festival di Torino, forse il più attento in Europa alle problematiche del lavoro, venga accusato di non occuparsene adeguatamente?

Certo, abbiamo anche istituito il Premio Cipputi quando io ero ancora Direttore del Festival. E’ anche vero che ci sono degli ambienti dove certe cose se le dici si notano di più e riescono a creare maggiore attenzione. Se dici una cosa del genere, che so, al Festival di Taormina, ti dicono che diavolo c’entra? Alla fine forse è proprio perché il Torino Film Festival è più sensibile a questi tematiche che viene più facilmente messo in mezzo.

 

Secondo te Ken Loach perchè lo ha fatto, è stata una "sfuriata" o una cosa premeditata?

Non è stata una sfuriata, sono tre mesi che va avanti la trattativa. Credo che abbia richiesto dei chiarimenti che non lo hanno soddisfatto. Alberto Barbera ha dichiarato che sono tre mesi che si scrivono, quindi immagino che non abbia ritenuto sufficienti le cose che gli ha scritto Alberto.

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2 commenti

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    Ma Della Casa era trotskista?

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    Bravo vecchio matto Steve mettici un po' di buon senso almeno tu! Tutti conoscono i due universi paralleli all'interno del museo: gli assunti che godono di tutti i diritti contrattuali e gli schiavi della Rear che ricevono un salario di merda e sono perennemente ricattati. Dico questo con cognizione di causa perchè, nel bene e nel male fui io a sindacalizzare il museo, (nella parte impiegatizia di palazzo Chiablese , il Massimo lo era già) negli anni '90, anche se vi parlo con molta libertà da un altro continente e sono un ex dipendente da alcuni anni. Il tuo amico Alberto dice che con la Rear il museo non c'entra nulla, che è una ditta appaltatrice ecc. ecc. Ma che discorso del cazzo è, quanta insensibilità e cinismo. Chi manda avanti la struttura espositiva della Mole non c'entra niente col museo a livello amministrativo ma sono comunque lavoratori e esseri umani innanzi tutto. Perciò plaudo al gesto del conpagno Loach (spero che questa parola ormai non ti faccia …