TORINO 30 – Il "caso" Ken Loach

Ken Loach
Ken Loach ha rifiutato di partecipare al Torino Film Festival, dove avrebbe ricevuto un premio alla carriera per  una presa di posizione a tutela dei lavoratori sottopagati e licenziati del Museo Nazionale del Cinema. Qualche ora dopo è arrivata la smentita in cui il Museo s'è detto estraneo ai fatti

Ken Loach

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Per tutta la giornata ha fatto scalpore la notizia che Ken Loach diserterà la imminente edizione del Torino Film Festival. Una decisione improvvisa, ufficializzata soltanto due giorni prima dell'inizio della manifestazione cinematografica torinese. La cerimonia di premiazione del Gran Premio Torino, che doveva andare proprio a Loach, è stata annullata, così come le proiezioni di The Angels Share, l'ultimo film del regista già presentato al Festival di Cannes. Le motivazioni alla base della sorprendente scelta del regista inglese sono state spiegate in un lungo comunicato firmato dello stesso Loach. Alla base del gran rifiuto ci sarebbe un problema di esternalizzazione da parte di lavoratori. Qui un'estrapolazione del comunicato del regista:


"A Torino sono stati esternalizzati alla Cooperativa Reari servizi di pulizia e sicurezza del Museo Nazionale del Cinema (MNC). Dopo un taglio degli stipendi i lavoratori hanno denunciato intimidazioni e maltrattamenti. Diverse persone sono state licenziate. I lavoratori più malpagati, quelli più vulnerabili, hanno quindi perso il posto di lavoro per essersi opposti a un taglio salariale. Ovviamente è difficile per noi districarci tra i dettagli di una disputa che si svolge in un altro paese, con pratiche lavorative diverse dalle nostre, ma ciò non significa che i principi non siano chiari.

In questa situazione, l’organizzazione che appalta i servizi non può chiudere gli occhi, ma deve assumersi la responsabilità delle persone che lavorano per lei, anche se queste sono impiegate da una ditta esterna. Mi aspetterei che il Museo, in questo caso, dialogasse con i lavoratori e i loro sindacati, garantisse la riassunzione dei lavoratori licenziati e ripensasse la propria politica di esternalizzazione. Non è giusto che i più poveri debbano pagare il prezzo di una crisi economica di cui non sono responsabili."

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In serata è arrivata prontamente la smentita del Museo Nazionale del Cinema, che ha precisato la sua assoluta estraneità ai fatti rilevati da Loach. "Ricordiamo che il contratto di assegnazione dei servizi di vigilanza e pulizia alla Mole Antonelliana è stato stipulato a norma di legge, con una gara europea ad evidenza pubblica, rispettosa delle normative ministeriali e dei contratti di lavoro in essere. Il Museo non può essere ritenuto responsabile de comportanti di terzi, né direttamente né indirettamente. Di conseguenza, non sarebbe in alcun modo legittimato a intervenire nel merito di rapporti di lavoro fra i soci di una cooperativa esterna e la loro stessa società."
Il Museo Nazionale del Cinema s'è poi detto dispiaciuto per la decisione di Loach di rifiutare il premio, costatando in definitiva una cattiva informazione pervenuta allo stesso Loach, rivendicando per parte sua "un comportamento eticamente ineccepibile nei confronti delle problematiche inerenti i rapporti di lavoro con i dipendenti del Museo del Cinema."

 

 

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    10 commenti

    • nessuno è responsabile tutti sono legalmente coperti ma allora hanno torto ilavoratori?

    • non tutti….solo quelli licenziati!!!!!!!!!!

    • Ma Loach non poteva parlarne con il Festival di questa faccenda, invece di esternarla in questo modo un giorno prima dell'apertura? Mi sembra una boutade piuttosto comunista-chic….

    • defalcogiulio@gmail.com, locchiovolante@gmail.com

      Finalmente un'intellettuale, o meglio un artigiano della cultura, non mostra ma è coerente con quanto espresso nelle proprie opere.
      Thank's a lot Ken,
      ad maiora, g

    • Grande Ken. Il regista e l'uomo. Capisco che la coerenza di questi tempi non sia più di moda, ma resta una virtù che distingue i pupazzi dagli uomini.

    • Che buffonata, questi intellettuali che fanno gesti plateali dopo essere stati invitati. Peggio per Torino che così impara a invitare questi personaggi, che non meriterebbero questa visibilità. Che andasse a far vedere i suoi film nei centri sociali, questo buffone! Viva Stallone, abbasso Loach!

    • francamente è ridicolo questo tirare in ballo i centri sociali, con tipica tracotanza di chi ha per arma solo i luoghi comuni. Semplicemente l'uomo ha espresso la sua posizione, prima come uomo che come cineasta. E a proposito, non credo che Loach si possa discutere come cineasta, altro che "personaggi" e "buffoni".

    • Non sono d'accordo nè con Loach nè con il Festival che si taglia fuori dalle responsabilità: Loach avrebbe fatto meglio a venire e parlarne alla città, visto che aveva il palcoscenico per farlo, il Festival non può fregarsene di come vengono trattati i lavoratori del Museo. Ma che Paese è questo!?

    • Che volete che ne sappia il camerata Dimitri che inneggia a Stallone? La sua cultura cinematografica deve ridursi a un paio di blockbuster all'anno divorati insieme ai popcorn al multiplex vicino casa.

    • (mah, francamente, credo che Stallone, che è nato povero, parlerebbe tranquillamente con Loach e tirerebbe un cazzotto al camerata dimitri)