TORINO 31 – Sceneries of New Beginnings, di Atsushi Shinohara (Onde)

scenari di nuovi inizi
Scenari di nuovi inizi. Storia di una giovane coppia che vive insieme da poco tempo e tutto sembra andare alla perfezione. Vita quotidiana fatta di soliti gesti e amorevoli condivisioni. La macchina è immobile in cucina, riprende il tavolino dove si pranza e la finestra da cui ci si affaccia, perdendosi a volte nel vuoto; i giorni trascorrono sentendo in lontananza il respiro di Ozu. Opera prima convincente del trentenne regista giapponese

scenari di nuovi iniziIl destino è un fiore, recita l’ultima frase nel cortometraggio di Yu Likwai, Dance With Me to the End of Love (presentato per l’omaggio al regista nella sezione “Onde”), riprendendo tra l’altro il titolo di un testo di Leonard Cohen (però senza “with”…). Il destino quindi si può sfogliare, sentirne l’odore, ma non afferrarlo totalmente, così come l’onda che s’infrange violentemente e ripetutamente sullo schermo, nell’incipit del meraviglioso, L’image Manquante (nella sezione TFFdoc/Documenti), del cambogiano Rithy Panh. E in “Onde” di Causo e Manassero, sembrano aprirsi ripetutamente “scenari di nuovi inizi” (traducendo il titolo del film giapponese). Se Raya Martin filma La ultima pelicula per filmare la fine del mondo maya, in una dicotomica visione che non esclude il terzo inconcludente o terzo trasversale “nitrodigitalizzato”, Yu Likwai, sull’onda appunto, della new wave, prende in prestito stavolta il pezzo dei Joy Division, Love Will Tear Us Apart, e ci fa un’altra opera sulla città di Hong Kong “post-cinese” e sul significato di appartenenza. Verrebbe quindi a questo punto utilizzare i versi: “… Quando la routine morde forte E le ambizioni volano basse, E i risentimenti cavalcano alti Ma le emozioni non cresceranno E noi stiamo cambiando i nostri modi di essere Prendendo strade diverse… Ma l'amore, l'amore ci farà a pezzi di nuovo L'amore, l'amore ci farà a pezzi di nuovo L'amore, l'amore ci farà a pezzi di nuovo L'amore, l'amore ci farà a pezzi di nuovo”.

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scenari di nuovi iniziVersi appunto, che sembrano scritti apposta anche per il riuscito Sceneries of New Beginnings, opera prima del trentenne giapponese, con un passato da attore. Versi quindi che sorvolano le onde, a pelo d’acqua, ma sempre agitate. Storia di una giovane coppia che vive insieme da poco tempo e tutto sembra andare alla perfezione. Vita quotidiana fatta di soliti gesti e amorevoli condivisioni. La macchina è immobile in cucina, riprende il tavolino dove si pranza e la finestra da cui ci si affaccia, perdendosi nel vuoto; i giorni trascorrono lietamente, sentendo in lontananza il respiro di Ozu. Lentamente però, grazie a graduali e piccole “deviazioni” giornaliere, lui è preda di attacchi depressivi che gli impediscono qualsiasi reazione, lei invece prova a risollevare il rapporto in tutti i modi. Ci si confronta costantemente con l’isolamento dei due protagonisti, con il loro legame psicologico, con la loro ostinazione, reiterando lo sguardo e le angolazioni visive, mostrando delicatamente il confine labile tra realtà e fantasia, con un finale “doppio”. Se inizialmente una sinfonia malinconica al piano, accompagna alcuni passaggi del racconto, si giunge in fondo ad un passaggio jazz melodico che riconosce e ricompone l’imprevedibilità dell’esistenza, l’improvvisazione che si rende necessaria ed essenziale.

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IL NUOVO NUMERO DI SENTIERISELVAGGI21ST #7