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Torna in sala I pugni in tasca di Marco Bellocchio

Torna il capolavoro italiano degli anni ’60, con scene reintegrate e rimosse all’epoca, per celebrare il sessantesimo anniversario. Nei cinema selezionati a partire dal 23 marzo

Con sessanta anni alle spalle, il film d’esordio di Marco Bellocchio è pronto, ancora una volta, a scuotere lo spettatore con la sua forza autodistruttiva. Restaurato dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con Cat People e Cinematocco che si occuperanno della distribuzione, I pugni in tasca sarà presente nei cinema selezionati dal 23 marzo.

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Con la colonna sonora di Ennio Morricone e il montaggio di Silvano Agosti l’opera di Bellocchio è uno spaccato della crisi d’identità giovanile anni ’60. Non è un caso che, con il tempo, si guadagnò l’appellativo di film simbolo della contestazione giovanile sessantottina. La pellicola segue le vicende di Alessandro (Lou Castel), un giovane epilettico e membro di una famiglia dell’Appennino piacentino, composta da altri tre fratelli più una madre cieca. Il disagio del protagonista lo porterà a pianificare l’omicidio del fratello disabile Leone e di sua madre per rendere la vita più facile all’unico fratello che lavora Augusto, senza dimenticare i benefici per la sua di vita. Tormentato dal senso di colpa e una volta confessato l’omicidio alla sorella Giulia, Alessandro dovrà fare i conti con la sua epilessia, sempre più divoratrice della sua salute fisica e mentale.

Per l’occasione la versione restaurata comprende la reintegrazione di alcune scene rimosse durante l’uscita, come il bacio tra i fratelli Alessandro e Giulia, all’epoca considerata provocatoria quanto violenta. A proposito del film, lo scrittore e critico cinematografico del secolo scorso Jean de Baroncelli affermava: “Attaccando direttamente la cellula familiare, che è in Italia la meglio protetta e la più rispettata di tutto il corpo sociale, denunciando con una violenza sbalorditiva la commedia dei buoni sentimenti che regge le relazioni tra i genitori e i figli e dei figli tra di loro, Marco Bellocchio si rivolta anche contro tutte le altre convenzioni, morali, religiose e borghesi che soffocano i suoi eroi”.

 

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