TORONTO 37 – Le Capital di Costa-Gavras. Trailer, poster e prime foto

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Ecco il primo trailer (in originale con sottotitoli in inglese) il poster e le prime immagini di Le Capital, atteso film di Constantin Costa-Gavras presentato in anteprima al 37° Toronto Film Festival.

LE CAPITAL, di Constantin Costa-Gavras - trailer e posterIl film è tratto dal romanzo omonimo di Stéphane Osmont, ex-militante della sinistra giovanile francese, poi alto funzionario del Ministero dell'Economia e delle Finanze, infine direttore degli investimenti di un colosso mondiale nel campo della comunicazione. Osmont si è dichiarato lusingato dell'interessamento di Costa-Gavras e ha spiegato che con il suo libro ha voluto mostrare anche gli aspetti più imbarazzanti della vita dell'alta finanza.

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"Il titolo viene da Karl Marx, ovviamente. La sua definizione è semplice e chiara: 'Il capitale è lavoro morto, come un vampiro, che si rianima soltanto succhiando lavoro vivo e più vive quanto più ne succhia'".

Il libro, pubblicato nel 2004, è una satira che vede come protagonista Marc Tourneil,  CEO della più grande banca europea, un uomo avido, sadico e ossessionato dal sesso, e le sue grottesche avventure nel jet-set globale.

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"Prima trotzkista, poi burocrate, Stéphane conosce bene il mondo della finanza per averlo vissuto dall'interno. La ferocia e l'innegabile autenticità con cui descrive il personaggio di Marc mi ha fatto venire voglia di scrivere" racconta Costa-Gavras.

Il film, sceneggiato da Costa-Gavras insieme a Jean-Claude Grumberg (già coautore dello script di Cacciatore di teste, Amen e Verso l'eden) e Karim Boukercha (cosceneggiatore di Notre Jour Viendra) è nato da una riflessione che per  il regista greco è della massima urgenza: "Il sentimento imperante dei nostri tempi non si può semplicemente definire avidità, ma rapacità" aveva detto intervistato da El País.

Le Capital, il libro di Stéphane OsmontA  ispirare Costa-Gavras è stato anche Le capitalisme total di Jean Peyrelevade, che descrive il mercato come un soggetto anonimo, del tutto impossibile da circoscrivere e identificare.

"Mi ha mostrato un mondo di cui conoscevo l'esistenza senza però sospettare la sua grandezza, un sistema costruito come quello delle bambole russe, ma all'inverso. Mi ha suscitato la curiosità di vedere più da vicino cosa significa totale, e se consiste nel totalitarismo dei suoi sacerdoti":
 

E aggiunge: "Questo è un film in cui siamo tutti coinvolti. Ci alziamo e ci diciamo: 'Cosa possiamo fare per rendere i mercati felici, positivi, stabili'? La realtà del mercato, senza un'entità materiale, assomiglia a un grave ammalato che dobbiamo rassicurare, accontentare per farlo stare meglio. Siamo diventati l'ostaggio dei mercati e dell'economia."

Il ruolo principale è di Gad Elmaleh (Midnight in Paris, L'ecume des jours) che ha sostituito Vincent Cassel. "Appena mi è stato offerto il ruolo, mi sono sentito onorato, ma anche terrorizzato: la paura del comico alle prese per la prima volta con un ruolo drammatico. Ho detto a Costa: "Perchè io? Sono un comico". Lui mi ha risposto porgendomi il DVD di Missing, con Jack Lemmon, grande comico capace di interpretare un personaggio ragico, straziante".

Ecco come il regista descrive il suo personaggio:

Gad Elmaleh in LE CAPITAL di Costa-Gavras"Lavoratore, padre di famiglia, colto, attraente e seduttore, Marc è un leader del nostro tempo. Fa parte dell'elite, di una nuova aristocrazia. Sarebbe anche una brava persona, se non si fosse ritrovato esclusivamente in questa folle corsa al potere, dove anche il sesso è solo uno sfogo per le frustrazioni vissute nell'ascesa. Come i suoi colleghi, crede che la società non possa fare a meno di lui, si sente legittimo e indispensabile. Lui e gli altri dirigono l'economia, mentre noi crediamo che siano i governi a decidere. Probabilmente è la presa di coscienza del potere di uomini come Marc a far dire alla Merkel che la soluzione per salvare la democrazia è "adattare la democrazia al mercato". Ottima idea! Le apparenze saranno salve. Per quanto riguarda la democrazia, invece, poi si vedrà!"

Gad Elmaleh e Gabriel Byrne in LE CAPITAL di Costa-GavrasIn un ruolo importante c'è Gabriel Byrne (Spider, In TreatmentI, Anna, già diretto da Costa-Gavras nel 1983 Hanna K.:

"Ed ecco Costa, trenta anni dopo, con la stessa energia, la stessa concentrazione, e soprattutto la stessa passione! Mi entusiasma, perchè molti, nel corso del tempo, abbandonano o sono costretti ad abbandonare le proprie ambizioni. Per me questo film è un manifesto, una dichiarazione indispensabile sulla della corruzione legata al denaro. Attraverso la finzione, ci permette di comprendere il nostro mondo".

"Il mio film non è in grado di offrire soluzioni, ma mostra il mondo dell'economia in una favola, un'allegoria in cui ciascun elemento è accuratamente preso in prestito dalla realtà" spiega ancora il regista.
"Abbiamo letteralmente rubato qualche frase: il presidente Obama ha pronunciato contro il suo avversario repubblicano le frasi di Marc Tourneil, che si definisce un Robin Hood al contrario, che prende ai poveri per dare ai ricchi. Il banchiere Claude Bébéar ha criticato le agenzie di rating prendendo in prestito le parole di Marc, solo lievemente ammorbidite: 'Io non scopo con questi mafiosi!'"

Costa-Gavras dirige Gad Elmaleh in LE CAPITALCompletano il cast Natacha Régnier (La vita sognata dagli angeli, 38 témoins, L'écume des jours) Céline Sallette (L'Apollonide, Un été brûlant, Dans la tourmente, De rouille et d'os) Liya Kebede (In the Woods, Il principe del deserto) Bernard Le Coq (Caché) e il veterano attore e regista francese Hyppolite Girardot (La conquête, Vous n'avez encore rien vu).
La fotografia è di Éric Gautier (frequente collaboratore di Assayas, anche per l'ultimo  Après Mai).
 

Le Capital uscirà nelle sale francesi dal 14 novembre 2012. Tutte le foto sono come sempre nella nostra gallery.

Costa-Gavras non è il solo ad affrontare l'argomento della crisi economica e dell'insostenibilità del sistema capitalistico e neoliberista.  Se ne sono occupati recentemente sia in forma allegorica che in chiave più realistica diversi registi, da Johnnie To con Life without Principle a David Cronenberg con Cosmopolis, da Kim Ki-Duk con Pieta a Ektoras Lygizos con Boy Eating the Bird´s Food, fino a Martin Scorsese che ripercorre la storia dell'alta finanza americana con The Wolf of Wall Street.