Tra elefanti e mafiosi. I vincitori del premio Solinas

Ugo Pirro si racconta alla telecamera di Daniele Di Blasio. Parole e immagini di una semplicità sconvolgente evocano frammenti del mestiere di sceneggiatore: uno spazio di idee nascosto, pensieri che accompagnano continuamente la vita personale e l’osservazione del mondo rincorrendo storie, perdendo con gioia il confine tra realtà e immaginazione. Soltanto un nome nei titoli di testa ha aperto ad hoc la serata del Premio Solinas al Nuovo cinema Aquila, davanti a una sala piena di scrittori per immagini, visualizzatori, aspiranti o semplicemente affascinati spettatori del talento di chi “vede” le storie mentre cerca di fermarle per un attimo dentro quel contenitore murakamianamente imperfetto che è la scrittura. E dopo la proiezione, con i sensi ancora un po’ confusi dall’immediatezza e dal candore con cui Pirro sciorinava nel documentario ombre e luci del mestiere, i vincitori del Premio Franco Solinas e del Premio storie per il cinema hanno sfilato sotto lo schermo, frastornati e disincantati, comunque understating, pronunciando poche o pochissime parole, anche solo un grazie – emozione o allergia alla parola parlata…

Ed è il mondo in ombra dei rifugiati politici a vincere in questa edizione: Domenico Distilo, Guido Iuculano e Filippo Gravino (gli ultimi due hanno scritto Lascia perdere, Johnny! di Bentivoglio) hanno vinto il premio Solinas con la sceneggiatura Quando gli elefanti combattono, che parte dalla guerra in Sudan per arrivare allo scambio di identità tra rifugiati italiani e londinesi. La giuria (Maurizio Braucci, Francesca Cima, Massimo Cristaldi, Ivan Cotroneo, Mario Gianani, Giorgio Gosetti, Annamaria Granatello, Federica Lucisano, Fabrizio Mosca, Johnny Palomba, Laura Paolucci, Anna Pavignano, Roberto Saviano, Francesca Solinas, Gino Ventriglia, Nora Venturini e Monica Zapelli) ha poi assegnato una menzione speciale alla sceneggiatura Salvo di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia (autori di Ogni volta che te ne vai), che racconta il rapporto tra un mafioso e la testimone di un omicidio.

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Diversamente è andata per il premio dedicato ai soggetti. Invece di assegnare due premi da 5.000 euro ciascuno, la giuria (Alessandra Acciai, Andrea Barzini, Ninni Bruschetta, Mattia Carratello, Teresa Cavina, Carlo Crestodina, Leonardo Fasoli, Annamaria Granatello, Roberta Lena, Massimo Martelli, Lorenzo Pavolini, Giannandrea Pecorelli, Maddalena Ravagli, Francesco Scardamaglia, Francesca Solinas, Elena Stancanelli) ha deciso di attribuire – su una rosa di cinque finalistiquattro menzioni speciali. Che sono andate a Diario Rosanero di Roberto Cavosi, L’altro lato della strada di Edoardo Fonti, L’uomo dell’acqua di Carolina Drago e Sara Fratini e La rabbia di Fabrizio Natalini. Così, con un soggetto escluso dalla premiazione (I piedi nell’acqua di Giulia Merenda in collaborazione con Barbara Folchitto e Giulia Troiano) e il progetto di trasformare il premio, già dal prossimo anno, in manifestazione internazionale, si spengono le luci della sala e si prosegue – al Rialtosantambrogio, base della festa per giuria e premiati, o per le strade della notte romana…