"Treno di notte per Lisbona". Incontro con Bille August

Dopo essere passato all'ultimo Festival di Berlino, il regista Bille August (doppia Palma d'oro per Pelle alla conquista del mondo e Con le migliori intenzioni) accompagna il suo Treno di notte per Lisbona anche alla presentazione romana. La pellicola, tratta dal libro di Pascal Mercier, racconta il viaggio di un vecchio professore (Jeremy Irons) in Portogallo per tornare sulle ferite ancora aperte della dittatura di Salazar. Il film, in sala dal prossimo 18 aprile, sarà distribuito da Academy2 in circa 60 copie.

 
 
Nel film ci si chiede come deve essere impiegato il tempo che ci resta da vivere. Lei cosa ne pensa?
 
Quando ho letto il romanzo,sono rimasto colpito dal modo in cui le questioni filosofiche venivano trattate, anche attraverso una stuttura narrativa forte. Il significato di fondo della storia, comunque, è la nostra possibilità di cambiare la vita in un istante. Il libro è stato scritto da un filosofo, ed è molto incentrato su questi temi. La sfida è stato realizzare un adattamento che funzionasse, mantenendo quei temi anche nel film e delle citazioni pertinenti per il nostro protagonista.
 
 
Cosa l'ha colpita di questa storia?
 
Quello che mi è piaciuto molto è la storia d’amore attraverso la quale il protagonista ricerca la sua identità. La sua vita noiosa è movimentata da un libro che racconta vita vissute. Lui è attratto da questo. Quindi il desiderio di abbandonare tutto fa partire la ricerca di se stesso.
 
 
Quanto crede nell'importanza del caso nelle nostra vite?
 
Io credo che l’autore ci crede molto più di me. Penso che siamo burattini del nostro incontro. La ragione per cui Irons salta sul treno è certamente una coincidenza, ma è anche la conseguenza della sua vita noiosa. E lui da quel momento è gia motivato
 
 
jeremy irons e charlotte rampling in Treno di notte per LisbonaNon le sembra che il personaggio Lena Olin sia poco verosimile?
 
Diciamo che è sempre difficile fare un cast di personaggi su varie età, io penso di esserci riuscito. Lena Olin ha più di sessanta anni. Se è bella che ci possiamo fare?
 
 
Come si lavora al casting in un progetto cosi internazionale?
 
All’inizio l’idea era fare un film con una produzione svizzera e portoghese. Non c’erano soldi. Poi abbiamo optato per una produzione inglese con un cast internazionale. La prima scelta è stata Jeremy Irons, l’ho conquistato. Alla fine non c'è stato nessun problema e tutti questi grandi attori erano entusiasti.
 
 
Secondo lei è più pericolosa la dittatura politica, come è stata quella portoghese, o la dittatura della noia?
 
Credo che la cosa peggiore sia l’indifferenza, il non saper reagire come in passato.
 
 
Lei ha lavorato in grandi produzioni internazionali e in film indipendenti. Che differenza trova fra queste tipologie di prodotti?
 
La differenza, quando lavori con delle stelle del cinema, è la dimensione dei loro camerini. Dal punto di vista del regista, però, non cambia molto. Il lavoro sul set è sempre lo stesso, sia con attori sconosciuti che con grandi star. Ovviamente, a livello di troupe, nei film di Hollywood, hai a che fare con 150 tecnici mentre in Scandinavia siamo più flessibili con 20 o 30 persone.
 
 
Ha un nuovo progetto in cantiere?
 
Si, una storia che si intitola I 55 gradini, ambientata a  San Francisco nel 1989. Il film parlerà di una paziente di una clinica psichiatrica che andata in overdose e incontra un'avvocato donna per fare causa all'industria farmaceutica. E' una bella storia di amicizia tra queste due donne. Iniziamo le riprese in estate, con nomi di grande livello nel cast.
 
 
Lei ha vinto due volte a Cannes. Cosa ne pensa dei festival?
 
Parlando di Cannes, sappiamo tutti che è una pazzia assoluta ma, visto che ho vinto due volte, non posso che dirmi soddisfatto. E' ovvio che lo scopo dei festival è quello di vedere tanti bei film, che ti ricordano perché hai incominciato a fare questo lavoro. Il mercato invece è una follia.
 
 
Nel film c'è anche una riflessione sul rapporto tra noi e nostri luoghi. Ci sono luoghi a cui è affezionato e che le hanno cambiato la vita?
 
E' una domanda difficile. Io ho la fortuna di aver viaggiato per lavoro, e aver girato in molti luoghi. Nel bene e nel male mi sono rimasti dentro tutti. Certo il Portogallo e Lisbona in particolare, è una terra incredibile che mi è entrato nel cuore.