Trieste Science + Fiction, secondo giorno.

Prosegue il Trieste Science + Fiction 2015. Nella giornata di ieri gli spettatori hanno visto alternarsi film molto diversi tra loro, spaziando dalle commedie surreali al mockumentary

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Prosegue il Trieste Science + Fiction 2015. Nella giornata di ieri gli spettatori della Sala Tripcovich hanno visto alternarsi quattro lungometraggi estremamente diversi, a dimostrazione delle variegate formule espressive che si concretizzano sotto il “cappello” del cinema di genere.

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Le proiezioni sono iniziate in chiave comica grazie al mockumentary realizzato dal regista canadese Mark Sawers, No Men Beyond This Point, in cui rappresenta un mondo – utopico o distopico a seconda dei punti di vista – dove le donne, a partire dagli anni ’50, hanno scoperto di poter rimanere incinte per partenogenesi, e dare alla luce solo altre femmine a causa di fattori genetici. Sawers ricostruisce con minuzie di particolari storico scientifici lo straordinario evento, a causa del quale gli uomini, gradualmente segregati in delle riserve dopo le inutili rivolte per mantenere il potere, sono oramai a rischio di estinzione, mentre le donne si godono una definitiva rivalsa in ogni ambito della società. Alternando immagini di repertorio che seguono gli sviluppi del fenomeno dagli anni ’50 in poi alle interviste fatte a Andrew Meyers, trentasettenne famoso per essere “l’uomo più giovane del mondo” che di mestiere fa il baby sitter, e alle sue due datrici di lavoro, il regista di Vancouver ha realizzato una satira godibile della “guerra tra i sessi”, giocando sui reciproci stereotipi e luoghi comuni, enfatizzati all’eccesso per ottenere un effetto esilarante, il tutto anche grazie alla precisione con la quale realizza un perfetto falso documentario.

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Su tutt’altro registro si muove Crumbs, opera surreale e vagamente politica, che si prende gioco delle mitografie vacue dell’occidente. Nato in Spagna ed etiope di adozione, Miguel Llansò dirige un film piuttosto folle ed enigmatico, con un forte timbro sperimentale: un catastopher movie in versione africana, che segue le vicende del protagonista Candy e della sua fidanzata, abitanti delle rovine di una sala da bowling dove una misteriosa presenza inizia a far muovere gli oggetti per mandargli indecifrabili messaggi. Inquieto per questi segnali, Candy si convince che possano provenire dalla navicella spaziale che li sovrasta, ed intraprende un assurdo viaggio, passando per ciò che resta del mondo del superfluo (partendo dal bowling passa per vari parchi giochi), dove incontrerà tra gli altri una nuova tipologia di nazisti con le maschere di animali, e un malefico Babbo Natale. Tramite un’ironia grottesca e malinconica, Llansò ci mostra un mondo fatto di scarti della cultura consumistica, dove i giocatori di basket degli anni 2000 sono diventati le nuove divinità, e la spada giocattolo “forgiata con le sue mani dall’artigiano Carrefour” viene donata al protagonista prima del viaggio, come se si trattasse di un oggetto magico.

the-brand-new-testamentIn Dio esiste e vive a Bruxelles (Le Tout Nouveau Testament) il regista belga Jaco Van Dormael e lo sceneggiatore Thomas Gunzig sembrano rifarsi a Dogma di Kevin Smith nella scelta del tema (la rivisitazione dissacrante della religione cattolica) e strizzare l’occhio al Jean – Pierre Jeunet de Il Favoloso Mondo di Amélie nello stile, per questa commedia dove vediamo la piccola Ea ribellarsi al padre, un Dio rappresentato come ubriacone e sadico, che giocando col suo computer decide le sorti dell’umanità.

La serata si è conclusa con Summer Camp, il lungometraggio d’esordio dell’italiano Alberto Marini, approdato alla regia dopo aver lavorato come produttore per la Filmax Entertainment e sceneggiatore accanto al regista catalano Jaume Balaguerò. Le vicende di un gruppo di giovani americani, che nelle campagne spagnole contraggono uno strano virus che li rende assassini sanguinari, riprendono gli elementi classici dell’horror per adolescenti, introducendo come elemento nuovo l’interscambiabilità dei ruoli, visto che l’effetto del virus ha un tempo limitato, e nell’arco di poche ore la vittima diventa carnefice e viceversa.

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