TS + FF 2016. Al via oggi il Trieste Science+Fiction Festival

Parte oggi e prosegue fino al 6 novembre la 16a edizione del Trieste Science+Fiction Festival, organizzato da “La Cappella Underground“. Trieste torna ad essere la città della scienza e della fantascienza, grazie alla sua manifestazione internazionale dedicata all’esplorazione dei mondi del fantastico. Fondato a Trieste nell’anno 2000, Trieste Science+Fiction Festival raccoglie l’eredità del Festival Internazionale del Film di Fantascienza, svoltosi dal 1963 al 1982. La manifestazione esplora vari ambiti della cultura fantascientifica, dal cinema al fumetto, dalla letteratura al teatro, dai new media alle arti visive e performative, attraverso retrospettive, omaggi, rarità, convegni ed incontri con rilevanti esponenti della produzione cinematografica di fantascienza italiani e stranieri.

La selezione ufficiale del Festival presenta anteprime mondiali, internazionali e nazionali, con tre sezioni competitive che ospitano filmmaker e cineasti da tutto il mondo:

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  • il Concorso Asteroide, competizione riservata a lungometraggi internazionali indipendenti di registi esordienti o emergenti, di genere science fiction, horror e fantasy. Il miglior film decretato da una giuria internazionale verrà insignito del premio Asteroide;
  • il Concorso Méliès d’Argent (in collaborazione con la European Fantastic Film Festival Federation), competizione riservata a lungometraggi e cortometraggi europei di genere fantastico. Il miglior film sarà votato da una giuria di esperti del settore. Il miglior cortometraggio verrà scelto con le votazioni del pubblico. I film di entrambe le categorie concorreranno per il premio Méliès d’Argent e per la candidatura al concorso annuale Méliès d’Or.

L’ospite più atteso di questa edizione sarà l’attore olandese Rutger Hauer, a cui verrà consegnato il Premio Urania d’Argento 2016 (il riconoscimento alla carriera che il Festival dona ad una personalità di spicco del cinema, e non solo, di genere. In collaborazione con la collana di fantascienza Mondadori Urania). Grazie al ruolo del replicante Roy Batty in Blade Runner (1982) di Ridley Scott e al suo celebre monologo – il cui incipit Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarviè entrato a far parte del linguaggio comune – Hauer è divenuto un’icona assoluta della fantascienza cinematografica moderna.

roy-battyIl film di apertura del Trieste Science+Fiction Festival sarà l’anteprima italiana di Morgan, prodotto da Ridley Scott e diretto dal figlio Luke Scott. Distribuito dalla 20th Century Fox, il film sbarcherà nelle sale italiane il prossimo 9 novembre. Lee Weathers viene mandata ad investigare su un terribile incidente avvenuto in una sede top-secret di una multinazionale. Presto scopre che la causa è una “creatura” apparentemente innocente, ma che racchiude un mistero sconcertante e ancor più pericoloso. Questo mistero è Morgan, un essere creato a partire da un DNA sintetico grazie alla bioingegneria: il prossimo stadio dell’evoluzione umana. Scienza ed etica, creatura che si ribella al creatore: da quale parte stare? Nel cast: Kate Mara, Anya Taylor-Joy, Paul Giamatti, Toby Jones, Michelle Yeoh e Jennifer Jason Leigh.

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poster-for-the-love-of-spockPrima della cerimonia di apertura, verranno celebrati i cinquant’anni di Star Trek con la proiezione, in anteprima italiana, di For the Love of Spock di Adam Nimoy, figlio dell’attore Leonard Nimoy, il mitico Spock della serie cult.

Chiuderà la kermesse Zero Days, il nuovo thriller geopolitico del premio Oscar Alex Gibney, “il più importante documentarista del nostro tempo”. Il documentario è una sconvolgente indagine sullo Stuxnet, il virus informatico creato per la prima volta da uno stato sovrano con lo scopo esplicito di essere usato come arma contro una nazione ostile.

La selezione cinematografica ufficiale (Neon) del Festival propone una serie di titoli in anteprima e in concorso: l’anteprima mondiale di Almost Dead del giovane regista e produttore italiano Giorgio Bruno, sei ore di tempo per trovare un siero capace di fermare un virus che trasforma gli esseri umani in zombie; Approaching the Unknown, scritto e diretto da Mark Elijah Rosenberg, al suo debutto, con Mark Strong nel ruolo del capitano William Stanaforth alle prese con la sua solitaria missione su Marte, in un’opera che affronta tematiche e concetti esistenziali – l’uomo e la “densa” vastità del cosmo – che rimandano al cult di Kubrick e ai recenti kolossal di Cuarón e Scott; l’austriaco Attack of the Lederhosen-zombies di Dominik Hartl, un divertente e rocambolesco zombie movie ambientato in un rifugio di montagna, con sfide per la sopravvivenza a colpi di snoawbord; il greco Blind Sun di Joyce A. Nashawati, allucinata proiezione di un futuro prossimo in cui l’acqua scarseggia, la violenza sociale monta e il sole, fortissimo, arde impietoso; Creative Control di Benjamin Dickinson, film che esplora la realtà aumentata e le relazioni interpersonali nella Brooklyn del futuro; Embers di Claire Carré, in cui i sopravvissuti ad un’epidemia globale cercano di dare un senso alla loro vita in un mondo senza memoria; l’inglese Kill Command di Steve Gomez, che, in un ritorno ai temi di Terminator e Robocop, presenta un’unità d’élite dell’esercito inviata su di un’isola per testare i più recenti prototipi di macchine per uccidere; Mon Ange di Harry Cleven, poetica fiaba sci-fi tra una ragazza che non può vedere ed un ragazzo che non può essere visto; The Open di Marc Lahore, ambientato in uno scenario post-apocalittico in cui c’è ancora chi non vuole arrendersi alla catastrofe e rinunciare alla propria passione per il tennis; Realive di Mateo Gil, sceneggiatore di Apri gli occhi e Mare dentro, che racconta una storia di ibernazione e resurrezione hi-tec; il primo film di fantascienza serbo, The Rift di Dejan Zečević, in cui un satellite precipita sulla Terra portando con sé qualcosa da un altro mondo; Sum of Histories di Lukas Bossuyt, incentrato sugli effetti di una scoperta strabiliante, la possibilità di mandare e-mail nel passato per “cambiare” il presente; l’anglo-iraniano Under the Shadow di Babak Anvari, che riflette sulla condizione della donna nel dopo rivoluzione a Teheran attraverso l’archetipo della casa posseduta e la mitologia islamica dei djinn; Virtual Revolution di Guy-Roger Duvert, ambientato nella Parigi del 2047, divisa tra “connessi”, la stragrande maggioranza, e “viventi”, una piccola élite ancora attaccata alla realtà; Vulcania di José Skaf, un’affascinante storia distopica che viene dalla Spagna e ci parla di classi sociali, oppressione e falsi leader; e, infine, Monolith di Ivan Silvestrini, thriller sci-fi italo-americano tratto dal graphic novel di Roberto Recchioni, curatore di Dylan Dog per Bonelli Editore, Mauro Uzzeo e LRNZ, in cui il Monolith del titolo è il SUV più sicuro del mondo, costruito per proteggere i propri cari da qualsiasi minaccia.

poster-morganGli altri film fuori concorso: l’argentino Daemonium: soldado del inframundo di Pablo Parés, autentico tourbillon sci-fi nel quale magia e tecnologia coesistono con umani e demoni; I Am not a Serial Killer di Billy O’Brien, storia di un ragazzo incapace di amare che combatte un mostro che uccide per amore; il gore indiano Ludo di Q e Nikon, un gioco semplice ma mortale di cui cadono vittime quattro adolescenti; il francese Moonwalkers di Antoine Bardou-Jacquet, brillante e psichedelica commedia in salsa british sulle leggendarie riprese in studio dell’allunaggio dell’Apollo 11; La rage du démon di Fabien Delage, un’indagine sul ritrovamento di un film raro, affascinante e pericoloso, attribuito a George Méliès; l’accoppiata coreana firmata da Yeon Sang-Ho con l’animazione di Seoul Station, storia di divoratori e divorati in una Seoul in cui è difficile trovare un rifugio, che fa da prequel al survival horror Train to Busan, in cui i passeggeri di un treno lottano contro una terribile epidemia che trasforma tutti in zombie; l’exploitation americano Southbound, cinque racconti ad incastro tra incubi e segreti in una lunga notte su una strada desolata; il giapponese Terraformars del regista Takashi Miike, parabola sci-fi ambientata su Marte nel 2599 con scontri tra insetti mutanti e super mercenari.

Torna anche quest’anno Spazio Italia, la speciale vetrina che il Trieste Science+Fiction Festival dedica alle produzioni fantastiche e fantascientifiche “made in Italy“. In programma, Alieween di Federico Sfascia, East End di Skanf & Puccio e Blatta, il nuovo progetto di web serie di Daniele Ciprì. A queste proiezioni si affiancano due eventi speciali: Ballad in Blood di Ruggero Deodato, ispirato al caso Meredith Kercher, un concentrato di ironia noir e violenza crescente che sarà presentato dal celebre regista di Cannibal Holocaust e capostipite del found footage; la versione integrale di Blood on Méliès’ Moon (La porta sui mondi) di Luigi Cozzi – scrittore, sceneggiatore e regista, oltre che storico collaboratore di Dario Argento – che indaga su un enigma irrisolto dalle origini del cinema: che cos’è successo all’inventore Louis Le Prince e alla sua macchina cinematografica brevettata nel 1890?

L’edizione 2016 celebra la ricorrenza dei 40 anni della pionieristica rassegna Fant’Italia curata da Lorenzo Codelli e Giuseppe Lippi, proponendo una cinquina di titoli che hanno dato lustro al fantastico italiano nel mondo. In collaborazione con la Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia, avremo la possibilità di rivedere La casa dalle finestre che ridono (1976) di Pupi Avati e Il gatto a nove code (1971) di Dario Argento, presentati in copie 35mm “vintage”, a cui fa da contraltare il restauro nuovo di zecca e in 4K di Terrore nello spazio (1965) di Mario Bava. Infine, verrà ricordato il regista Corrado Farina, storico “amico” della manifestazione e recentemente scomparso, di cui verranno presentati il divertissement giovanile, Il figlio di Dracula (1960), e il crossover tra horror, thriller ed erotismo, Baba Yaga (1973).

Nella sezione Sci-Fi, una selezione dei grandi classici del cinema di genere in nuove edizioni restaurate e rimasterizzate. L’evento speciale di questo segmento è fissato per sabato 5 novembre: Dario Argento presenterà il restauro in 4K di Zombi (Dawn of the Dead) (1978) di George A. Romero, nella versione montata e curata all’epoca dal maestro del brivido italiano per il mercato europeo con le musiche dei Goblin. Seguono tre grandi classici delle cinematografie d’oltre cortina: il pionieristico film di Jindřich Polák, Ikarie XB 1 (1963), e due capolavori della fantascienza sovietica come Per aspera ad astra (1981) di Ričard Viktorov e Solaris (1972) di Andrej Tarkovskij.

fantitaliaAd arricchire la sedicesima edizione della rassegna ci sarà una nuova sezione – denominata Fantastic Film Forum – dedicata ai professionisti del cinema e ideata in prospettiva futura come spazio d’incontro, fucina di progetti, piattaforma di promozione e diffusione per il cinema fantastico al fine di creare un momento di interscambio di esperienze e contatti, in un’ottica di cooperazione prettamente europea ed internazionale. Il forum si propone di riunire produttori, registi, sceneggiatori, tecnici e distributori presenti al Festival per una giornata intensiva di incontri specialistici e masterclass con maestri e talenti emergenti.

A corollario della kermesse sono previsti numerosi eventi che vanno dal dibattito scientifico ai fumetti, dai videogame alle mostre di genere: gli Incontri di Futurologia, tra scienza e letteratura, realtà e fiction, astrofisici e scrittori, acceleratori di particelle ed agenti Alfa; la mostra Play It Again: (R)evolution, un viaggio attraverso i videogiochi che hanno fatto sognare intere generazioni con l’obiettivo di offrire uno sguardo ed uno spazio privilegiato sull’intero cammino di sviluppo del pixel; la mostra per i venticinque anni di Nathan Never – la serie sci-fi di Sergio Bonelli Editore ideata da Michele Medda, Antonio Serra e Bepi Vigna – che espone tavole preziose e materiali originali appositamente selezionati, regalando un inedito itinerario storico sulle tracce di albi e speciali legati all’universo dell’agente speciale Alfa; la mostra Pulp Magazines Story, che espone parte della ricca collezione di Riccardo Valla (1942-2013), tra i massimi studiosi ed operatori editoriali nell’ambito della fantascienza in Italia; la mostra Blatta, la miniserie di Daniele Ciprì presentata all’interno di Spazio Italia che prende vita dalle pagine del graphic novel creato da Alberto Ponticelli, un affascinante affresco distopico dalle rarefatte atmosfere neo-noir, a metà tra Mad Max e High-Rise; la mostra Never Say Toy, che presenta gli scatti originali di Federico Ichi Scargiali ed esprime l’amore per i giocattoli della nostra infanzia.

Trieste Science+Fiction Festival si anima anche di notte, con musica, concerti e feste: La Notte degli Ultracorpi porta in esclusiva in Italia il dj Yoda Goes to the Sci-Fi Movie, uno spettacolo audiovisivo di cinema di fantascienza e hip-hop tutto mixato dal vivo: da Robocop a Ritorno al futuro, da Star Wars a E.T., da Tron ad Alien. La notte di Halloween sarà l’occasione per rivedere in concerto i Tre Allegri Ragazzi Morti dopo l’uscita di “Inumani”, ottavo album in studio della band veneta.

Le sedi principali del Trieste Science+Fiction Festival saranno la Sala Tripcovich, grazie alla collaborazione della Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”, il Teatro Miela e il Magazzino delle Idee. L’adiacente palazzo della Casa del Cinema, sede delle principali associazioni di cultura cinematografica cittadine, sarà il quartier generale del Festival.

Trieste Science+Fiction Festival è organizzato dal centro ricerche e sperimentazioni cinematografiche e audiovisive “La Cappella Underground” con la collaborazione e il sostegno di: MiBACT – Direzione Generale Cinema, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Provincia di Trieste, Comune di Trieste, Università degli Studi di Trieste, Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”, Fondazione CRTrieste, Fondazione Benefica Kathleen Foreman Casali, ARPA – LaREA

Trieste Science+Fiction Festival

16a edizione

da martedì 1 a domenica 6 novembre 2016

QUI il programma ufficiale